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Il Municipale di Piacenza apre la stagione con Otello di Verdi. Protagonista Kunde

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Sarà Otello di Giuseppe Verdi il titolo inaugurale della Stagione d’Opera 2023/2024, che celebra i 220 anni del Teatro Municipale di Piacenza. Venerdì 15 dicembre alle ore 20 e domenica 17 dicembre alle 15.30 l’opera verdiana andrà in scena al Municipale in un nuovo allestimento, realizzato da Fondazione Teatri di Piacenza in coproduzione con Teatro Comunale di Modena, Teatro Valli di Reggio Emilia, Teatro Coccia di Novara e Teatro Sociale di Rovigo. Maestro concertatore e direttore sarà Leonardo Sini, alla guida dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini, del Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati e delle Voci bianche del Conservatorio Nicolini istruite da Giorgio Ubaldi.

Cast di affermati artisti, a partire dall’Otello del tenore Gregory Kunde, oggi interprete di riferimento per questo ruolo, per continuare con il soprano Francesca Dotto al debutto nella parte di Desdemona, e per la prima volta al Municipale il baritono Luca Micheletti come Jago. Al loro fianco Antonio Mandrillo (Cassio), Andrea Galli (Roderigo), Mattia Denti (Lodovico), Alberto Petricca (Montano), Carlotta Vichi (Emilia), Eugenio Maria Degiacomi (Un araldo). La regia è firmata da Italo Nunziata, con le scene di Domenico Franchi, i costumi di Artemio Cabassi e le luci di Fiammetta Baldiserri.

Penultima opera verdiana, il dramma lirico in quattro anni su libretto di Arrigo Boito, basato sull’omonima tragedia shakespeariana, Otello debuttò al Teatro alla Scala di Milano il 5 febbraio 1887, dopo un periodo di lunghissimo silenzio del compositore: Aida, l’opera precedente, era andata in scena nel 1871. Una “tragedia di tutti i tempi e di tutte le epoche”, la definisce il regista Nunziata, che in questo allestimento è “ambientata anche per i costumi e gli oggetti negli ultimi decenni del 1800, quasi ad evidenziarne, laddove possibile, la natura di dramma borghese dello svolgersi dell’azione e del sentimento”.

“Una società ed un periodo storico – prosegue il regista – che non ha più cotte di ferro o armature, ma corazze ben precise fatte di particolari tagli degli abiti, di rituali e forme ineludibili di vivere sociale, di appartenenza per nascita a un mondo dove chi viene dal di fuori, pur avendo guadagnato con forza la sua esistenza e posizione in questa società adeguandosi perfettamente alle sue leggi sociali, sarà visto e ne rimarrà sempre come estraneo e straniero”.

Fulcro del dramma la gelosia, vista come una prigione, “che piega le gambe, toglie il sonno, arrovella i pensieri, una stanza chiusa dalla quale è possibile uscire solo con l’annientamento totale della causa di questa lacerante ossessione”. E anche lo spazio scenico della tragedia è “uno spazio chiuso, fatto di pareti di rame ossidate dal mare o dal passare del tempo. Una sorta di spazio prigione che, pur aprendosi verso l’esterno, ha sempre del di fuori una visione non naturale o oleografica, ma straniante e suggestiva”.

Il titolo verdiano apre la Stagione che celebra i 220 anni del Teatro Municipale di Piacenza, inaugurato il 10 settembre 1804 su disegno dell’architetto Lotario Tomba: un anno di festeggiamenti che si concluderà, a settembre 2024, con un Campus rivolto ai ragazzi dedicato ai mestieri della scena, in un ideale passaggio di consegne alle nuove generazioni.

Ancora ai giovani è dedicata l’anteprima #Otello18, in programma mercoledì 13 dicembre alle ore 19.30, ormai tradizione consolidata per l’inaugurazione della Stagione Lirica del Municipale, che sarà rivolta gratuitamente ai diciottenni. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale e dalla Fondazione Teatri di Piacenza, è pensata come “regalo” per i ragazzi che compiono la maggiore età nel 2023 e nel 2024, per avvicinarli al mondo dell’opera e renderli protagonisti della vita culturale della propria città.

Ulteriori informazioni: www.teatripiacenza.it

Photo: Cravedi

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