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Carnevale del Maggio Fiorentino: al Teatro Goldoni va in scena La finta semplice di Mozart

Dopo il concerto sinfonico diretto da Marc Albrecht che ha inaugurato il Festival di Carnevale, al via finalmente anche il primo appuntamento lirico del Festival: in cartellone, martedì 24 gennaio ore 20 al Teatro Goldoni, La finta semplice, gioiello di un appena dodicenne Wolfgang Amadeus Mozart di rara esecuzione e mai messa in scena al Maggio. Sul podio, di ritorno al Maggio dopo il concerto dedicato alla Città di Firenze del 2 settembre 2022, alla guida dell’Orchestra del Maggio, il maestro Theodor Guschlbauer; la regia è di Claudia Blersch, al suo debutto sulle scene fiorentine. Il cast, che vede protagonista un nutrito ensemble di artisti ed ex artisti dell’Accademia del Maggio, è formato da Benedetta Torre nel ruolo di Rosina; Eduardo Martinez Flores come Don Cassandro; Lorenzo Martelli come Don Polidoro; Xenia Tziouvaras nei panni di Giacinta; Rosalìa Cid nel ruolo di Ninetta; Luca Bernard come Fracasso e Davide Piva che interpreta Simone.

In questo nuovo allestimento scene e costumi sono a cura degli studenti del Triennio in Scenografia di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti con la guida di Margherita Palli, Course Advisor Leader dello stesso Triennio; si ringraziano inoltre Margherita Palli, Marco Cristini, Eleonora Peronetti, Emilia Zagnoli (docenti NABA) e Romeo Gasparini, Alice Rossi, Michela Negretto, Pierfilippo Luigi Tortora (studenti NABA). Le luci sono curate da Andrea Locorotondo.

A proposito del Teatro Goldoni e dell’Accademia del Maggio, il sovrintendente Alexander Pereira, presentando lo spettacolo ha sottolineato tra l’altro: “Finalmente torniamo a dare vita al Teatro Goldoni, dove già ospitiamo il Centro di drammaturgia del Teatro delle Donne e dove sogno e spero di poter portare ogni anno almeno una produzione in questo piccolo gioiello dei teatri. È inoltre per noi motivo di orgoglio poter portare questa nuova produzione de La finta semplice con un cast formato quasi del tutto dai cantanti dell’Accademia, con la preziosa aggiunta di Benedetta Torre, che già è stata una formidabile Susanna ne Le nozze di Figaro della scorsa stagione. A loro, si affianca il maestro Guschlbauer, anche lui fra i protagonisti de Le nozze di Figaro e, con le sue capacità ed esperienze, una guida per questo bravissimo e giovanissimo cast; organizzato anche grazie al lavoro del coordinatore artistico dell’Accademia, Gianni Tangucci, che mi permette di sottolineare l’alto livello raggiunto e sperando di poter rafforzare sempre di più l’Accademia del Maggio.”

Altre tre le recite previste in cartellone, tutte alle ore 20: 26, 28 e 29 gennaio 2023. Per il ciclo di conferenze sulle opere della stagione “Prima le parole, poi la musica”, il musicologo Marco Beghelli presenta La finta semplice alle ore 17.30 del 20 gennaio 2023 presso il Foyer di galleria del Teatro del Maggio.

Grazie alla Fondazione CR Firenze, la recita del 26/01/2023 è offerta al pubblico con uno sconto del 50% del prezzo sui biglietti di ogni settore.

Subito dopo il primo appuntamento sinfonico, il Festival di Carnevale del Maggio dedicato a Johann Wolfgang von Goethe e al suo leggendario Faust giunge finalmente alla sua prima tappa operistica, che segna inoltre un debutto fiorentino  per quello che è un vero e proprio gioiello raro di Wolfgang Amadeus Mozart: La finta semplice. Composta dal genio di Salisburgo nella primavera del 1768 ed eseguita per la prima volta nel palazzo arcivescovile della sua città il 1º maggio 1769, è basata sul libretto scritto da Marco Coltellini, che adattò e riorganizzò un preesistente libretto di Carlo Goldoni per Salvatore Perillo nel 1764, a sua volta tratto dalla “comédie en prose” La Fausse Agnés ou Le Poète campagnard di Philippe Néricault Destouches. Dunque un’occasione davvero unica ed evocativa per poter assistere per la prima volta assoluta al Maggio a questo capolavoro giovanile mozartiano, eseguito nel Teatro che porta proprio il nome di Goldoni, che fu la fonte d’ispirazione per il libretto dell’opera del giovane Mozart. Lo spettacolo, dramma giocoso per musica in tre atti, sfiora alcune delle situazioni più ricorrenti nell’opera buffa, tra le quali spicca il duello farsesco del secondo atto; in generale tutto il tono dell’opera rientra nell’ambito comico, come prova una serie di arie caratterizzate da alcune raffinate soluzioni compositive.

La regista Claudia Blersch ha voluto soffermarsi su come sia sbalorditivo pensare che un’opera del genere sia stata scritta da un Mozart poco più che bambino: “Pensare che un bambino di 12 anni abbia preso in mano un testo come quello di Carlo Goldoni, anche se con il fondamentale supporto di Marco Coltellini, e sia riuscito a renderla una vera e propria opera completa di arie, duetti, quartetti e ben tre finali è davvero incredibile. Pur con tutte le differenze del caso, possiamo già, in quest’opera, percepire ‘qualcosa’ che ci porta con la mente a quelli che saranno i suoi futuri grandi capolavori come ad esempio Nozze di Figaro e Così fan tutte. In quest’opera possiamo già inoltre notare la grande importanza che questo genio-bambino dà all’aspetto umano dei personaggi; a livello di regia questo per me è importantissimo. La situazione in scena è molto differente dagli schemi barocchi e anzi, abbraccia quelle che sono i classici sviluppi della commedia dell’arte: due coppie, due ‘fratelloni pantaloni’ da ingannare e un ‘fata’ che altri non è che Rosina, la quale dovrà sciogliere i vari nodi che caratterizzano la trama”.

Le scene e i costumi dello spettacolo sono curati dagli studenti del Triennio in Scenografia della NABA, con la guida di Margherita Palli, Course Advisor Leader dello stesso Triennio: la Nuova Accademia di Belle Arti è l’accademia di formazione per l’arte e il design NABA è la più grande in Italia ed è anche la prima ad aver conseguito, nel 1981, il riconoscimento ufficiale del Ministero dell’Università e della Ricerca. Fondata da Ausonio Zappa a Milano nel 1980, con la collaborazione in una prima fase di Guido Ballo e Tito Varisco, e di un nucleo di artisti tra cui Gianni Colombo, è stata selezionata da QS World University Rankings by Subject come migliore Accademia di Belle Arti italiana ed è stata inserita da Domus Magazine tra le cento migliori scuole di Design e Architettura in Europa, e da Frame tra le trenta migliori scuole postgraduate di Design e Fashion al mondo.

L’opera
Tra l’autunno del 1767 e la fine dell’anno seguente Mozart si trova a Vienna assieme al padre Leopold. Nella capitale dell’impero compone alcune pagine di musica sacra e qualche sinfonia ma soprattutto ha modo di assistere alle opere dei più illustri maestri del suo tempo, assimilandone la lezione con rapidità e naturalezza. La finta semplice, dramma giocoso in tre atti su libretto originale di Carlo Goldoni riadattato da Marco Coltellini, fu commissionata a un Mozart poco più che fanciullo da Giuseppe II. Ma il gesto dell’imperatore suscitò non pochi malumori e invidie nell’ambiente musicale viennese tanto che il debutto dell’opera, dopo ripetuti slittamenti, non avvenne a Vienna come previsto ma a Salisburgo nel 1769. Nonostante la giovanissima età e la poca esperienza teatrale, Mozart ne La finta semplice già dimostra di padroneggiare con disinvoltura gli stilemi dell’opera buffa italiana. Al soggetto di matrice goldoniana, già garanzia di brillantezza drammaturgica, il giovanissimo compositore aggiunge un’impronta musicale briosa e spumeggiante degna dell’enfant prodige più noto d’Europa.

Ulteriori informazioni: www.maggiofiorentino.com

Photo: Michele Monasta