Cantanti all’opera: il nuovo libro di Leone Magiera che svela i segreti del mestiere

Dopo il successo ottenuto con il libro di ricordi e aneddoti su Herbert von Karajan, Leone Magiera torna in libreria dal prossimo 31 maggio con Cantanti all’opera. Dopo una vita in teatro, vi svelo i segreti del mestiere, con prefazione di Zubin Mehta e postfazione di Cecilia Gasdia, edito da Curci. Decano dei musicisti italiani con i suoi 89 anni portati benissimo e ancora in attività (a fine giugno al Teatro Comunale di Ferrara andrà in scena una nuova produzione de Le nozze di Figaro di Mozart con giovani interpreti selezionati da lui), nel suo nuovo lavoro Leone Magiera racconta il suo lungo percorso artistico fianco a fianco per più di quarant’anni con Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Ruggero Raimondi e in tempi più recenti con Carmela Remigio, Simone Alberghini o Mariangela Sicilia: si, perchè Leone Magiera, oltre che direttore e pianista, è soprattutto uno scopritore e forgiatore di voci.

Nel libro il maestro modenese, tra un consiglio e l’altro per i giovani cantanti, racconta di quando uno sconosciuto maestro elementare gli scese un’audizione per capire se poteva fare il tenore. Era nientemeno che Big Luciano, il tenorissimo. “Lo sbigottito stupore che coglie il maestro di canto quando si trova ad ascoltare un giovane che presenta chiaramente le stimmate del futuro grande cantante è un’emozione rarissima, forse paragonabile a quella che può cogliere un ricercatore di diamanti che trova il Koh-i-Noor”. Ma anche l’aneddoto di quando Eugenio Montale, poeta Premio Nobel ma baritono senza successo, gli chiese un’audizione. Nel corso della sua lunga e straordinaria carriera Magiera, oltre ad avere scoperto e lanciato decine e decine di voci, ha lavorato con i più grandi direttori d’orchestra, a cominciare proprio da Karajan, e poi Carlos Kleiber, Claudio Abbado e tantissimi altri. In questo breve ma denso volume Magiera rivela ai giovani cantanti lirici tutti i segreti del mestiere: dal rapporto con l’insegnante ai problemi di tecnica vocale, dalla scelta del repertorio al temuto confronto con le audizioni, dal debutto in Teatro alla cura dell’interpretazione.

Leone Magiera (Modena, 1934) ha esordito dodicenne come pianista e, dopo il diploma al Conservatorio di Parma, ha iniziato a collaborare con alcuni dei più grandi direttori d’orchestra – Carlo Maria Giulini, Claudio Abbado, Georg Solti, Carlos Kleiber, Herbert von Karajan – e cantanti lirici del nostro tempo. A Luciano Pavarotti e Mirella Freni, dei quali è stato maestro sin dai primi anni di carriera, lo ha legato un sodalizio umano e artistico durato più di quarant’anni e consolidato in oltre mille esecuzioni, sia in veste di direttore che di pianista. Herbert von Karajan lo ha sempre reputato il miglior conoscitore del repertorio operistico italiano, francese e mozartiano. Nel 2022 fonda l’Associazione Leone Magiera con l’obiettivo di promuovere i giovani artisti.

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