Alla Scala di Milano va in scena Salome di Strauss con la regia di Michieletto

Andato in scena esclusivamente per la ripresa televisiva prodotta da Rai Cultura nel 2021 con la direzione di Riccardo Chailly, l’allestimento di Salome di Damiano Michieletto incontra finalmente il pubblico al Teatro alla Scala per sei rappresentazioni dal 14 al 31 gennaio con Axel Kober (14, 17, 24, 31) e Michael Güttler (20 e 27 gennaio) ad alternarsi sul podio. Specialista wagneriano, Kober è un ospite regolare del Festival di Bayreuth e ha diretto per due volte l’intera Tetralogia alla Staatsoper di Vienna. Grande attesa per il debutto scaligero nei panni della protagonista di Vida Miknevičiūtė, che proprio come Salome è balzata all’attenzione internazionale a Vienna nel 2022 e che anche in questi giorni è splendida protagonista di uno spettacolo di Michieletto, Jenůfa a Berlino. Nell’allestimento di Salome in scena alla Scala le rigorose scene geometriche di Paolo Fantin, dominate da una minacciosa luna nera che sovrasta il pozzo fiammeggiante in cui è rinchiuso Jochanaan, si popolano di riferimenti alla pittura simbolista facendosi teatro di una torbida tragedia dell’infanzia. I costumi sospesi tra presente e riferimenti pittorici sono di Carla Teti, le luci di Alessandro Carletti, la coreografia di Thomas Wilhelm. Il cast schiera accanto alla protagonista Michael Volle (14, 17, 20, 24, 27 gennaio) e Tomasz Konieczny, (31 gennaio) nella parte di Jochanaan, mentre l’infernale coppia semigenitoriale è formata da Linda Watson (Herodias) e Wolfgang Ablinger-Sperrhacke (Herodes).

Axel Kober
Già Direttore Musicale dell’Opera di Lipsia, è Direttore Musicale della Deutsche Oper am Rhein dalla Stagione 2009/2010 e dal 2013 ospite regolare del Festival di Bayreuth, dove ha diretto tra l’altro Der fliegende Holländer e Tannhäuser ripreso anche nel 2022 con la regia di Tobias Kratzer. Ha inoltre un rapporto speciale con la Wiener Staatsoper, dove ha debuttato nel 2016. Oltre al ciclo completo del Ring, accolto con grande entusiasmo nel 2019, vi ha diretto Hänsel und Gretel, Arabella, e Tosca. Nel 2022 è tornato a Vienna per una ripresa dell’integrale del Ring, tra le altre produzioni. Dopo la Scala dirigerà Salome anche alla Deutsche Oper di Berlino; nei mesi successivi sarà sul podio della Deutsche Oper am Rhein per Siegfried, Turandot e Die tote Stadt, alla Wiener Staatsoper per Fidelio, a Budapest per Die Meistersinger e a Zurigo per Der Freischütz.

Michael Güttler
Dopo le affermazioni giovanili sostituendo Valery Gergiev in Der Ring des Nibelungen Parsifal, Michael Güttler è stato Direttore Ospite Principale al Mariinskij e fino al 2016 Direttore Principale dell’Opera di Helsinki. Dopo il debutto nel 2010 collabora regolarmente con la Wiener Staatsoper dove ha diretto Rigoletto, Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Ariadne auf Naxos, Nabucco, Werther, Onegin, Boris Godunov Chovanščina oltre a tornare al Mariinskij.

Damiano Michieletto
Damiano Michieletto è emerso sulla scena internazionale come uno dei rappresentanti più prestigiosi della nuova scena teatrale italiana. Ha studiato opera e produzione teatrale presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e si è laureato in Lettere moderne presso l’Università di Venezia, sua città natale. Dopo le prime esperienze a Wexford ha firmato La gazza ladra in una co-produzione del Rossini Opera Festival di Pesaro con i teatri di Bologna e di Verona (che ha vinto nel 2008 il Premio Abbiati), un ciclo Mozart/Da Ponte al Teatro La Fenice di Venezia, e ha debuttato alla Scala con La scala di seta (produzione Rossini Opera Festival) per tornarvi con Un ballo in maschera e Falstaff (produzione del Festival di Salisburgo). A Salisburgo ha debuttato con La bohème nel 2012 e vi è ritornato per Falstaff nel 2013, La Cenerentola nel 2014 e Alcina nel 2019. È regolarmente presente al Theater an der Wien, al Covent Garden, alle Opere di Parigi, Amsterdam e Berlino, dove è in scena in questi giorni Jenůfa di Janáček. Nel 2019 ha inaugurato le stagioni di Roma con La damnation de Faust e di Venezia con Macbeth. È attivo anche nel teatro di prosa: al Piccolo Teatro ha firmato Divinas palabras di Ramón María del Valle-Inclán e L’opera da tre soldi di Brecht / Weill, mentre nel 2021 ha firmato una versione cinematografica di Gianni Schicchi con l’Orchestra del Comunale di Bologna. Nel prossimo marzo firmerà la regia di Animal Farm di Raskatov ad Amsterdam, cui seguiranno Giulio Cesare a Lipsia e Aida a Monaco di Baviera.

Vida Miknevičiūtė, soprano di origine lituana, ha studiato tra Kaunas e Lipsia e ha iniziato la carriera nelle compagnie di Zurigo, Amburgo e Mainz per poi diventare ospite regolare ad Amburgo con Simone Young, alla Staatsoper di Berlino (nel 2019 è stata Chrisotemis in Elektra diretta da Daniel Barenboim, poi ripresa a Aix, nel 2022 Elsa in Lohengrin diretta da Thomas Guggeis e Jenůfa diretta da Antonello Manacorda), all’Opera di Riga, alla Bayerische Staatsoper (Giuditta di Lehàr), alla Wiener Staatsoper (Marietta in Die tote Stadt ancora con Guggeis). Tra i direttori con cui ha lavorato Simone Young, Daniel Barenboim, Valery Gergiev, Eun Sun Kim, Peter Schneider, Kent Nagano, Franz Welser-Möst. Nei prossimi mesi sarà Salome e Senta nel Fliegender Holländer alla Staatsoper di Berlino e quindi Sieglinde a Napoli e Lisa in Pikovaya Dama a Dresda.

Gli spettatori milanesi ricordano Michael Volle soprattutto per la sua memorabile interpretazione di Hans Sachs in Die Meistersinger nel 2017, ma il baritono tedesco ha debuttato alla Scala come Sprecher nella Zauberflöte diretta da Muti nel 1998 per tornare tra l’altro nel Rheingold ancora con Muti nel 2013 e come Wozzeck diretto da Metzmacher nel 2015, fino all’apertura della presente stagione dei Recital di Canto lo scorso dicembre con Helmut Deutsch.

Salome alla Scala
La storia di Salome si intreccia spesso con quella della Scala in una serie di snodi fondamentali, a cominciare dal debutto, nel 1928, per cinque rappresentazioni che vedono alternarsi sul podio lo stesso compositore e Antonino Votto con Florica Cristoforeanu nei panni della protagonista. Le scene di Giovanni Grandi e i costumi di Caramba tornano per la ripresa del 1933 con Victor De Sabata. Nel 1941 sale sul podio Gino Marinuzzi in alternanza con Nino Sanzogno. Sempre Marinuzzi dirige le rappresentazioni al Lirico nel 1945, dopo il bombardamento del Piermarini.
Finita la guerra, Salome torna nel 1948 diretta da Joel Perlea. Nel 1956 si riapre una stagione di grandi interpreti con Herbert von Karajan direttore e regista, Christel Golz protagonista, Hans Hotter Jokanaan e Max Lorenz Erode. Undici anni dopo Salome è Birgit Nilsson diretta da Berislav Klobucar in uno spettacolo di Rudolf Hartmann. Nel 1974 le succede Gwyneth Jones insieme a Siegmund Nimsgern con Zubin Mehta sul podio e la regia di Boleslav Barlog. Resta nella storia del nostro teatro l’edizione concepita da Bob Wilson pensando a Lewis Carroll con le scene firmate a quattro mani con Giorgio Cristini, mentre i memorabili costumi sono di Gianni Versace. In scena si affrontano la Salome di Montserrat Caballé e l’Herodias di Helga Dernesch. Il titolo ritorna nel 1995 in una nuova produzione diretta da Myung-Whun Chung con la regia di André Engel e le scene di Nicky Rieti, protagonista Mary Jane Johnson. Nel 2002 Salome è Sylvie Valayre diretta da Ulf Schirmer in uno spettacolo di Giancarlo Cobelli, mentre l’ultima apparizione del titolo sulla scena scaligera risale al 2007 con Nadia Michael diretta da Daniel Harding per la regia di Luc Bondy. La presente edizione di Salome avrebbe dovuto andare in scena nel marzo 2020, per la regia di Damiano Michieletto con la direzione di Riccardo Chailly: le prove erano già avanzate quando, il 23 febbraio, l’attività dei teatri fu interrotta dalla prima ordinanza di contenimento della pandemia di Covid. A un anno di distanza, il 20 febbraio 2021, l’opera è stata eseguita e trasmessa da Rai Cultura su Rai 5. Solo nel gennaio 2023 l’allestimento giunge in scena alla presenza del pubblico.

Ulteriori informazioni: www.teatroallascala.org

Photo: Brescia e Amisano