Teatro alla Scala: un convegno chiude le celebrazioni del centenario tebaldiano

Il 28 febbraio 2002 il Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala si apriva per festeggiare gli 80 anni di Renata Tebaldi, artista leggendaria la cui carriera scaligera si era estesa su trent’anni, dal concerto di riapertura della sala del Piermarini l’11 maggio 1946 al concerto d’addio nel maggio 1976. Nel corso della festa si presentava il volume “Omaggio a Renata Tebaldi” edito dalla Scala e curato da Paolo Isotta, sotto gli auspici del sovrintendente Carlo Fontana che con l’artista aveva sviluppato una forte amicizia personale.

Vent’anni dopo Carlo Fontana torna nel Ridotto dei Palchi, sabato 17 alle ore 17, come relatore del convegno “Renata Tebaldi, una grande voce scaligera” organizzato dal Museo Renata Tebaldi in collaborazione con il Teatro alla Scala nell’ambito del percorso di iniziative Tebaldi100, in occasione del centenario della nascita del grande soprano. Al convegno partecipano l’esperto di vocalità Giancarlo Landini, il Responsabile Promozione culturale del Maggio Musicale Fiorentino Giovanni Vitali e la Presidente della Fondazione e del Museo Renata Tebaldi Giovanna Colombo. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Dall’esordio l’11 maggio 1946 nello storico concerto diretto da Toscanini all’ultimo recital nel 1976 per le popolazioni colpite dal terremoto in Friuli Renata Tebaldi ha cantato nelle stagioni della Scala per 133 serate: nella sala del Piermarini ma anche alla Piccola Scala, al Palasport, in tournée a Bruxelles, Londra e Edimburgo. Il repertorio, fatte salve le escursioni nel repertorio wagneriano (Lohengrin, I maestri cantori) e le interpretazioni di Margherita in Faust e Tatiana in Onegin si concentra su Verdi, Puccini e il Verismo: a Mefistofele seguono La bohème, Andrea Chénier, Otello, Falstaff, Aida, La traviata, Tosca, Adriana Lecouvreur, La Wally e La forza del destino.

Di lei scrisse Giovanni Testori: “C’è nella voce della Tebaldi qualcosa che chiama da molto, molto lontano come se venisse da tutte le gioie, da tutti gli strazi del mondo, qualcosa che ha la tenerezza infinita e l’infinita carità materna che è del mondo la vera salvezza”. Spiegava Rodolfo Celletti: “Ciò che, a mio parere, fa di Renata Tebaldi una cantante di statura storica è da ricercare soprattutto nella sua capacità di inserire, nel ritratto di un personaggio di stampo elegiaco-sentimentale, tante gradazioni di colori e di intensità da poter abbracciare l’intera tavolozza che va dal soprano lirico-leggero al soprano drammatico.