Presentata la stagione 2023 del Regio di Torino. Si apre con Il barbiere di Siviglia

Il 2023 è un anno particolarmente significativo per il Teatro Regio di Torino poiché il 10 aprile ricorre il 50° anniversario della sua ricostruzione e i 283 anni dalla sua fondazione. Sarà occasione di festa e di celebrazione per il Teatro e la Città.

La Stagione d’Opera inizia a gennaio e si chiude a giugno – per poter poi riprendere, dalla Stagione successiva, la cadenza classica autunno/estate – e può contare su un palcoscenico completamente rinnovato, tra i più tecnologici d’Europa, grazie agli importanti lavori sulla meccanica di scena appena conclusi. Si tratta di un cartellone operistico concentrato, che affonda le radici nella tradizione italiana e guarda alle migliori produzioni europee, un ponte tra la storia passata e quella futura del Regio, un ponte tra Torino e l’Europa. In scena: un nuovo allestimento de La figlia del reggimento, due spettacoli per la prima volta a Torino, Il barbiere di Siviglia e Il flauto magico, che provengono da Paesi dall’importante tradizione lirica come la Francia e la Germania; e due produzioni emblematiche dell’immenso repertorio del Regio quali Aida Madama Butterfly.

Mathieu Jouvin, sovrintendente, dichiara: «Sebbene sia arrivato a Torino con una visione di teatro molto chiara, ho dedicato i primi mesi all’ascolto perché nessun progetto si definisce a priori, serve tranquillità e consapevolezza per far bene le cose. Credo che il teatro sia un ecosistema, con strutture e funzioni specifiche e, allo stesso tempo, un organismo aperto alla circolazione di idee ed energie, in continuo dialogo fra tradizione e modernità, forte del proprio passato e con il futuro e le sfide del domani negli occhi. Un teatro che mi piace pensare “conviviale”, un luogo di libera aggregazione e partecipazione trasversale, uno spazio urbano dedicato alla socialità. Non dimentichiamo che dopo due anni di stop tutti noi abbiamo motivazioni fortissime alla ripresa della vita relazionale, e ancor di più i giovani adulti. Desidero amplificare questa voglia di partecipazione e invitare a frequentare un teatro dove ri-trovarsi, condividere pause di riflessione e di svago, confronti e ascolti. Per questo ho deciso di mettere l’immaginifica architettura disegnata da Carlo Mollino al centro dell’attenzione e ho chiesto a una giovane fotografa, Deka Mohamed Osman, di ritrarla con sguardo e cuore libero».

Deka Mohamed Osman è una visual artist, fotografa e videomaker diplomata allo IED – Istituto Europeo di Design; nel 2018 vince una borsa di studio e parte per New York, dove segue un master in New Media Storytelling all’ICP – International Center of Photography. Il suo sogno è diventare una regista e continuare a raccontare storie.

Mathieu Jouvin prosegue: «Con un grande rispetto e amore per il genio molliniano, Deka ha saputo guardare il Teatro e restituirci l’immagine di un essere vivente, che respira, sorride, accoglie, genera e attraversa le emozioni. Da qui nasce Passaggi che è il titolo della nuova Stagione, ma che rappresenta molto di più per me e per l’équipe del Teatro Regio: il termine deriva dal francese antico passage, condensa molti significati (cambiamento, apertura, espansione), ed è frutto di un lungo lavoro di squadra di cui sono orgoglioso. È un ponte tra il passato del Teatro e il suo futuro e segna anche l’inizio di un tragitto musicale che sarà tracciato insieme a un nuovo Direttore artistico, Cristiano Sandri, che raccoglie il testimone di Sebastian F. Schwarz, cui va il mio ringraziamento per la preziosa collaborazione e per la realizzazione di questa Stagione. Sento fortemente la responsabilità del mio ruolo e per questo ho messo a punto un piano che consentirà al Regio di crescere e di ricominciare a progettare in grande. Un Teatro dove la dimensione di rinnovo della relazione con il pubblico è fondamentale quanto quella dell’eccellenza artistica, e in cui la dimensione sociale è vitale quanto quella gestionale e finanziaria. Sto proseguendo nel lavoro di ristrutturazione dei processi aziendali insieme a un’attenta politica di controllo dei costi. È mia intenzione ritrovare il legame con il pubblico storico e gettare le basi per un rapporto con un’audience che desidera vivere appieno il teatro, offrire nuove proposte alle famiglie, ai ragazzi, a chi è abituato a una sala virtuale e non immagina quanto meravigliosa l’opera possa essere “dal vivo”. Immagino inoltre un Regio sempre più aperto, perché l’arte, la musica e il teatro siano fonte di benessere per il maggior numero di persone».

Sebastian F. Schwarz, direttore artistico, afferma: «Questa Stagione ci permette finalmente di portare a compimento alcuni progetti che ho pensato da tempo, ma che le difficoltà degli ultimi due anni mi avevano costretto a rimandare. Primo fra tutti, la restituzione al nostro pubblico della sala del Piccolo Regio Puccini, luogo deputato alla sperimentazione, che permette un dialogo più stretto tra artisti e spettatori e dove, finalmente, possiamo presentare opere da camera rivolte a bambini, ragazzi e adulti con un progetto capace di affiancare i titoli d’opera della Stagione. Il secondo è il Regio Ensemble, un gruppo interdisciplinare di giovani artisti internazionali che proseguono a Torino la loro formazione e partecipano agli spettacoli. Sono fiero di lasciare un’eredità artistica in divenire e di offrire un’opportunità di crescita e un’esperienza di vita al Teatro Regio ai futuri protagonisti della lirica».

La Stagione d’Opera si apre il 24 gennaio con Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (24 gennaio – 5 febbraio) per la prima volta a Torino nella versione firmata da Pierre-Emmanuel Rousseau che mantiene l’ambientazione andalusa e propone vivaci costumi ispirati ai quadri di Goya, scegliendo di ammantare l’atmosfera briosa con un tocco onirico e poetico. Il Maestro Diego Fasolis torna al Regio da riconosciuto esperto del repertorio del Settecento e del primo Ottocento e dirige un cast giovane e pieno di talento che vede tra i protagonisti: Santiago BalleriniJosé Maria Lo Monaco e John Chest. L’allestimento è dell’Opéra National du Rhin in coproduzione con l’Opéra de Rouen.

Si prosegue, dal 25 febbraio all’8 marzo, con Aida di Giuseppe Verdi nel sontuoso allestimento del premio Oscar William Friedkin, ispirato alle architetture dell’antico Egitto. Il giovane direttore Michele Gamba, applaudito per la grande sensibilità che dimostra nella direzione delle opere di Verdi e Puccini, dirige un cast di rinomati interpreti verdiani: Angela Meade ed Erika Grimaldi, che si alternano nel ruolo del titolo, Silvia Beltrami e Stefano La Colla. L’allestimento del Teatro Regio va in scena grazie al sostegno di Italgas.

Dal 31 marzo al 14 aprile spazio alla magia del Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart nell’onirica creazione – per la prima volta a Torino – firmata da Barrie Kosky e Suzanne Andrade. Le suggestioni mozartiane si mescolano alle sorprendenti proiezioni ispirate al cinema muto con le quali gli interpreti interagiscono dando vita a un’esperienza immersiva, che suscita ovunque l’entusiasmo del pubblico. Sesto Quatrini affronta la partitura mozartiana con carisma e con la sua consueta precisione, alla guida di un giovane cast di profilo internazionale: Ekaterina BakanovaJoel Prieto, Giovanni Sala, Alessio Arduini e Tamara Ivanis. L’allestimento è della Komische Oper di Berlino.

Dal 13 al 23 maggio presentiamo La figlia del reggimento di Gaetano Donizetti, un nuovo allestimento – coprodotto con il Teatro La Fenice di Venezia – che rappresenta l’inizio di un viaggio alla scoperta dei legami e degli scambi culturali tra Italia e Francia. La regia immaginifica mescola con umorismo elementi reali e surreali, com’è tipico delle celebrate produzioni del duo Barbe & Doucet. L’opera – divertente quanto impegnativa – è diretta da Evelino Pidò, ambasciatore dell’opera romantica e del belcanto nel mondo, che torna al Regio alla guida di un cast superbo di specialisti del repertorio: Giuliana GianfaldoniJohn OsbornManuela Custer e Roberto de Candia.

La Stagione si chiude con un’altra opera emblematica del Regio: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nell’allestimento di Damiano Michieletto, uno spettacolo dal forte impatto estetico ed emotivo, che mette in evidenzala più vera e cruda essenza dell’argomento: una vicenda di turismo sessuale, ambientata in una grande metropoli asiatica. Dmitri Jurowski, riconosciuto interprete del repertorio operistico e sinfonico del Novecento, mette in risalto l’intreccio di tradizioni musicali diverse, così come la sensualità che pervade l’opera. Tra i protagonisti ascoltiamo le voci di Valeria Sepe e Lianna Haroutounian, che si alternano nel ruolo del titolo, Rame LahaijDamiano Salerno e Ksenia Chubunova. In scena dal 13 al 27 giugno.

A completamento della Stagione, vengono presentate due prime esecuzioni per Torino. La prima è Powder Her Face di Thomas Adès, uno degli operisti contemporanei di maggior successo, si ispira alla storia vera di un divorzio scandaloso e milionario nell’Inghilterra degli anni Cinquanta, un’opera da camera con musica ironica, rimandi allo swing e al tango, in programma con un nuovo allestimento dal 10 al 18 marzo al Piccolo Regio Puccini. La seconda è La sposa dello zar, vigorosa partitura di Nikolaj Rimskij-Korsakov, ricca di tinte fosche e temi popolari russi, affidata a Valentin Uryupin, premiato interprete di musica slava, che viene eseguita in forma di concerto il 26 28 aprile.

L’8 e 9 gennaio la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, opera simbolo del repertorio italiano, dà l’avvio alla Stagione de I Concerti dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio e della Filarmonica TRT. Il Requiem, uno dei più toccanti brani sacri composto da Verdi in memoria di Alessandro Manzoni, è diretto da Andrea Battistoni, tra i più interessanti direttori italiani. La Stagione de I Concerti è ormai una tradizione che vede le due istituzioni – Teatro Regio e Filarmonica TRT – unite nel segno della musica sinfonico-corale. La Stagione si svolge dall’8 gennaio al 21 giugno e vede alternarsi direttori internazionali: oltre al già citato Andrea Battistoni, Felix MildenbergerJérémie RhorerOksana LynivJukka-Pekka Saraste e Riccardo Frizza cui spetta l’onore di dirigere il Concerto per il Giorno della Memoria.

Il Coro e il Coro di voci bianche del Regio sono istruiti dai rispettivi Direttori Andrea Secchi e Claudio Fenoglio.

Alle compagini stabili, si aggiunge – da questa Stagione – il Regio Ensemble, una community di giovani artisti in residence che, per tutto il 2023, “vivrà” al Regio per perfezionarsi e mettersi alla prova. Sei artisti trentenni dai percorsi artistici e dalle nazionalità diverse: Thomas Ciluffo, tenore statunitense, borsista di Opera FoundationPaolo Vettori, regista italiano; Ksenia Chubunova, mezzosoprano e Irina Bogdanova, soprano, entrambe nate a Mosca; Rocco Lia, basso italiano; Amélie Hois soprano viennese. Il Regio Ensemble è impegnato nelle opere in programma e nelle iniziative organizzate per far dialogare chi all’opera lavora e chi la ascolta, così da creare uno scambio di conoscenza, contenuti ed emozioni.

Ulteriori informazioni: www.teatroregio.torino.it

Photo: Klara Beck