Chiudi

Michieletto a Venezia con una nuova opera e una installazione per la Biennale

Condivisioni

Un’installazione immersiva multidisciplinare che unisce la teatralità musicale con l’arte figurativa, realizzata per la Biennale, e la messinscena di un’opera in prima assoluta, alla Fenice. Sono i due diversi fronti dell’impegno del regista Damiano Michieletto nella città di Venezia nel mese di febbraio.

Venerdì 18 a Forte Marghera, a pochi chilometri dal centro cittadino, inaugura Archèus. Labirinto Mozart, un progetto speciale dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) della Biennale di Venezia che celebra i 1600 anni della città lagunare e che resta aperto e visitabile fino al 5 giugno 2022.

Archèus è il frutto di un dialogo fra le arti in cui la teatralità musicale e l’atmosfera fantastica del Flauto magico di Mozart incontrano le forme estetiche contemporanee. L’installazione prevede cinque stanze unite da cinque tunnel bui in cui sono localizzate delle sorgenti sonore. Queste riproducono brani tratti dal Flauto magico realizzato al Teatro La Fenice nel 2015 con la regia di Michieletto e la direzione musicale di Antonello Manacorda. Il viaggio di Tamino e dell’amata Pamina alla scoperta della luce, della verità e della saggezza, è rappresentato in Archèus come un percorso iniziatico in cinque stadi, in cui si transita dal buio alla luce. Si passa, così, da un’iniziale fiducia data al regno della notte fino alla conquista della saggezza solare. Lo spettatore, inoltre, partecipa al rovesciamento delle prospettive caratteristiche del capolavoro mozartiano, poiché la struttura stessa dell’installazione crea giochi di illusioni e un percorso di trasformazione che si conclude con la quinta stanza.  L’installazione è creata da Damiano Michieletto con Oφcina, laboratorio creativo attivo nell’arte contemporanea formato da un gruppo di professionisti con esperienza ventennale negli allestimenti d’opera lirica nei principali teatri del mondo.

Archèus è a ingresso libero ed è realizzato dalla Biennale di Venezia con il contributo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Pochi giorni dopo l’inaugurazione dell’installazione, martedì 22 febbraio, debutta al Teatro La Fenice la nuova messinscena di Michieletto de Le baruffe, opera di Giorgio Battistelli commissionata dal teatro veneziano e proposta in prima esecuzione assoluta. La nuova produzione è tratta dalla commedia veneziana Le baruffe chiozzotte di Carlo Goldoni (1762), su libretto di Battistelli e dello stesso Michieletto.  Protagonisti sul palco Alessandro Luongo come padron Toni e Valeria Girardello nella parte di madonna Pasqua. Completano il cast Francesca Sorteni (Lucietta); Enrico Casari (Titta-Nane); Marcello Nardis (Beppo); Rocco Cavalluzzi (padron Fortunato); Loriana Castellano (madonna Libera); Francesca Lombardi Mazzulli (Orsetta); Silvia Frigato (Checca); Pietro Di Bianco (padron Vicenzo); Leonardo Cortellazzi (Toffolo); Federico Longhi (Isidoro). L’Orchestra del Teatro La Fenice è diretta da Enrico Calesso. Il Coro è preparato da Alfonso Caiani. Le scene sono firmate da Paolo Fantini costumi da Carla Teti, le luci sono a cura di Alessandro Carletti, i movimenti coreografici di Thomas Wilhelm.

Lo spettacolo è in dialetto chioggiotto con sopratitoli in italiano e in inglese. Le repliche sono in programma il 24 e il 26 febbraio, il 2 e il 4 marzo. La prima recita di martedì 22 febbraio sarà trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio3 a partire dalle ore 19.00.

Dopo gli appuntamenti veneziani, Michieletto sarà impegnato con la nuova produzione di Giulio Cesare in Egitto di Haendel in scena al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi dall’11 maggio.

In copertina, bozzetto di Paolo Fantin per Le baruffe di Giorgio Battistelli,
in scena alla Fenice dal 22 febbraio con la regia di Damiano Michieletto

image_print
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino