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La Fenice di Venezia presenta la prima moderna di “Scipione nelle Spagne” di Caldara

Scipione nelle Spagne di Antonio Caldara è il titolo scelto dalla Fenice per il progetto Opera Giovani, realizzato in collaborazione con il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2021-2022. Si tratta di una produzione lirica – un nuovo allestimento del Teatro veneziano – pensata appositamente per il pubblico delle scuole, delle famiglie e delle nuove generazioni. Il titolo rappresenta, in particolare, una ‘riscoperta’ del repertorio barocco veneziano: dramma per musica in tre atti basato su libretto di Apostolo Zeno, Scipione nelle Spagne del compositore veneziano Antonio Caldara andò in scena per la prima volta nel 1722 all’Hoftheater di Vienna e verrà ora riproposto al Teatro Malibran, in prima rappresentazione in tempi moderni, il 26 e 28 maggio 2022, nel terzo centenario del debutto assoluto.

Lo spettacolo si basa su un progetto drammaturgico di Francesco Bellotto, che cura anche la regia avvalendosi di Alessia Colosso per le scene, Carlos Tieppo per i costumi e Andrea Benetello per il light design. La direzione musicale sarà affidata a Francesco Erle alla testa dell’Orchestra barocca del Conservatorio Benedetto Marcello, con Enrico Parizzi primo violino e tutor. Il cast è composto dai vincitori delle selezioni per il Master di Produzione Teatrale del Conservatorio Benedetto Marcello, in particolare Yihao Duan interpreterà Publio Cornelio Scipione, proconsole de’ romani nelle Spagne; Miao Tang sarà Sofonisba; Ying Quan, Elvira; Anqi Huang, Luceio; Tianhong Xi, Cardenio; Rundong Liu, Lucio Marzio; Ziyan Meng, Quinto Trebellio; infine l’attore Marco Ferraro reciterà il ruolo del direttore della propaganda imperiale.

Scipione nelle Spagne nasce nella prima metà del Settecento a opera di due veneziani nel contesto dei teatri imperiali di Vienna: Apostolo Zeno (1668-1750) e Antonio Caldara (1670-1736) nel 1722 vi occupavano posizioni di vertice: il primo addirittura quale ‘poeta cesareo’, il secondo come vicemaestro di cappella. Il 4 novembre, giorno onomastico dell’imperatore Carlo d’Asburgo, questo spettacolo andò in scena per la prima volta con un forte intento propagandistico, realizzato attraverso un chiaro parallelismo tra la figura dell’imperatore e quella di Scipione. Il legame fra la trama dell’opera e la guerra di successione spagnola è infatti di flagrante evidenza: Carlo d’Asburgo era da poco stato incoronato imperatore del Sacro Romano Impero; la Spagna, smembrata, per gran parte era finita in mano agli austriaci e, negli anni Venti, Carlo era ancora in piena espansione: grazie alle sue politiche di alleanze e annessioni, l’impero raggiungerà la massima estensione territoriale. Centrale, dunque, in quel 1722, era ancora il processo di ‘costruzione politica’ della fama dell’imperatore, che doveva passare attraverso una rappresentazione elogiativa della lunga e sanguinosa vicenda bellica iberica.

Il libretto dell’opera, lungi dall’essere un vero dramma d’azione, propone una serie di ‘gare eroiche’ attraverso lunghi dialoghi fra pochi personaggi alla volta. Si tratta quasi più d’una cantata celebrativa, che di una drammaturgia pensata per il palcoscenico. La musica di Caldara risponde perfettamente all’edificio drammaturgico disposto da Zeno, evitando eccessi realistici ma sublimando il passo per mezzo di una scrittura raffinatissima e molto dettagliata.

Lo spettacolo andrà in scena, con sopratitoli in italiano, in doppia recita: giovedì 26 maggio 2022 ore 11.00 esclusivamente per le scuole su prenotazione, scrivendo a formazione@teatrolafenice.org; sabato 28 maggio 2022 ore 15.30 per il pubblico (biglietti da € 20,00 a € 30,00). La recita del 28 maggio si inserisce nell’ambito delle iniziative La Fenice per la città e La Fenice per la città metropolitana di Venezia, realizzate in collaborazione con la Municipalità e la Città Metropolitana di Venezia.

Ulteriori informazioni: www.teatrolafenice.it