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Alla Fenice, i Lombardi alla prima crociata di Verdi. Nel cast Pertusi, Mantegna e Poli

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I lombardi alla prima crociata, quarta opera di Giuseppe Verdi, va in scena al Teatro La Fenice: una novità per il palcoscenico veneziano, non essendo mai stata allestita nel corso del Novecento ed essendo stata rappresentata a Venezia, nell’Ottocento, solamente una volta dopo il debutto scaligero del 1843. E non si tratta dell’unico elemento di interesse di questo nuovo allestimento feniceo: l’opera sarà infatti proposta nell’edizione critica curata da David R.B. Kimbell, scrupolosamente fedele all’autografo verdiano. Dramma lirico in quattro atti di Temistocle Solera, dal poema omonimo di Tommaso Grossi, I lombardi alla prima crociata sarà proposta con la regia di Valentino Villa, le scene di Massimo Checchetto, i costumi di Elena Cicorella, il light design di Fabio Barettin e i movimenti coreografici di Marco Angelilli. La direzione musicale della partitura sarà affidata a Sebastiano Rolli, al debutto sul podio di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice e alla guida di un cast composto per i ruoli principali dal basso Michele Pertusi, dal soprano Roberta Mantegna e dal tenore Antonio Poli. Lo spettacolo sarà proposto nei giorni 1, 3, 5, 7, 9 aprile 2022 nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2021-2022.

Quarta opera di Verdi andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano l’11febbraio 1843, i Lombardi chiude il ciclo di collaborazione con l’impresario Bartolomeo Merelli riconfermando lo stesso grandioso successo incontrato dal Nabucco, solo l’anno prima, sulle stesse scene. L’opera circolò ampiamente nei teatri italiani, raggiungendo poi, a partire dal 1845, numerose città europee. Nel marzo 1847 fu la prima opera del bussetano a essere eseguita a New York. Nell’autunno dello stesso anno, Verdi stesso ne preparò un elaborato rifacimento per Parigi, con il titolo di Jérusalem. Il soggetto della creazione verdiana è tratto dal poema epico in quindici canti di Tommaso Grossi del 1826: di straordinaria attualità, sviluppa il tema dell’incontro tra Oriente e Occidente e pone al centro lo scontro tra due popoli in lotta, avversi per motivi culturali e religiosi. A differenza di Nabucco, con il quale è inevitabile un parallelismo, qui non vi è però una netta demarcazione tra buoni e cattivi; i musulmani non sono visti come barbari da sterminare e spiccano alcuni personaggi, dell’una e dell’altra schiera, che sembrano riconoscere in qualche modo le ragioni dell’altro: si pensi alla figura di Oronte, che si converte al Cristianesimo per amore di Giselda, e soprattutto a quella della stessa Giselda, che si ribella al padre, assassino di coloro che la tenevano prigioniera, con parole che risuonano come una condanna a qualsiasi forma di fanatismo.

Dal punto di vista delle fonti musicali, I lombardi alla prima crociata fu, come molti altri titoli verdiani, vittima del suo stesso successo. Con il proliferare di copie manoscritte e spartiti per canto e piano, spesso preparati di fretta e soggetti agli interventi di copisti, tipografi e interpreti e con l’interferenza della censura, l’opera, prima nell’Ottocento e poi fino ai giorni nostri, ha circolato ed è stata eseguita spesso in base a materiali poco attendibili, in cui le scelte compositive e drammatiche di Verdi e del suo librettista, Temistocle Solera, sono travisate, riprodotte in maniera approssimativa, o deliberatamente alterate. L’edizione critica di I lombardi alla prima crociata, preparata da David R.B. Kimbell per The Works of Giuseppe Verdi / The Operas of Giuseppe Verdi (University of Chicago Press e Casa Ricordi), costituisce un importante passo avanti rispetto agli spartiti e partiture attualmente disponibili, poiché basata sulla partitura autografa di Giuseppe Verdi, conservata nell’Archivio Storico Ricordi a Milano. Rispetto alla partitura disponibile fino ad ora, centinaia di note sono state corrette, dettagli nelle line vocali sono stati precisati, e indicazioni di tempo, dinamica ed espressione sono state modificate o chiarificate.

Il cast del nuovo allestimento veneziano vedrà impegnati il tenore Antonio Corianò nel ruolo di Arvino; il basso Michele Pertusi in quello di suo fratello Pagano, poi eremita; il soprano Marianna Mappa in quello di Viclinda, moglie d’Arvino; il soprano Roberta Mantegna in quello di Giselda, sua figlia. Mattia Denti sarà Pirro, scudiero d’Arvino; Christian Collia, un priore della città di Milano; Adolfo Corrado, Acciano, tiranno d’Antiochia; il tenore Antonio Poli sarà Oronte, suo figlio; mentre Barbara Massaro interpreterà Sofia, sua moglie. Maestro del Coro Alfonso Caiani.

I lombardi alla prima crociata sarà proposto con sopratitoli in italiano e in inglese, e andrà in scena venerdì 1 aprile 2022 ore 19.00 (turno A); domenica 3 aprile ore 15.30 (turno B); martedì 5 aprile ore 19.00 (turno D); giovedì 7 aprile ore 19.00 (turno E); sabato 9 aprile ore 15.30 (turno C). La prima di venerdì 1 aprile 2022 sarà trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio3.

Ulteriori informazioni: www.teatrolafenice.it

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