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Alla Fenice di Venezia, va in scena per la prima volta “Peter Grimes” di Britten

Per la prima volta, Peter Grimes di Benjamin Britten va in scena sul palcoscenico del Teatro La Fenice. Il titolo, in programma nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2021-2022, mancava infatti completamente dagli annali del teatro veneziano nonostante il rapporto di amicizia che il compositore aveva stretto con la Fenice.
Il nuovo allestimento porterà la firma del regista scozzese Paul Curran, con le scene e i costumi di Gary McCann e il light design di Fabio Barettin, mentre a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice sarà la prestigiosa bacchetta di Juraj Valčuha. Interpreti principali il tenore Andrew Staples, il soprano Emma Bell e il basso-baritono Mark S. Doss. Lo spettacolo sarà in scena il 24, 26, 29 giugno, 2 e 5 luglio 2022 la premiere di venerdì 24 giugno sarà trasmessa in diretta radiotre.

Primo grande successo teatrale del compositore inglese Benjamin Britten (1913-1976), Peter Grimes è un’opera in un prologo e tre atti su libretto di Montagu Slater tratta dal poema The Borough (Il borgo) di George Crabbe, che debuttò al
Sadler’s Wells il 7 giugno 1945: in una Londra ancora gravemente ferita dalla guerra, il successo di questo lavoro rappresentò per l’arte inglese un momento di gloriosa rinascita.
Al centro della vicenda è il pescatore Peter Grimes, figura ambigua, tormentata, piena di contraddizioni; un uomo vittima di un’aura maledetta attribuitagli dagli sguardi dei suoi compaesani del Borgo. Sospettato per due volte di aver provocato la morte del proprio mozzo, alla fine della vicenda troverà riscatto nel suicidio indotto, facendo affondare la propria barca in mare. Dai molteplici piani di lettura, l’opera, inevitabilmente influenzata dal clima bellico ancora vivo nella mente e negli animi, sviscera alcuni temi universali: la violenza fisica e psicologica, verso gli adolescenti e verso le donne; il condizionamento della massa sull’individuo; ma soprattutto il senso di colpa, il desiderio di riscatto e il perdono.
Il messaggio dell’opera è pieno di ambiguità: non è chiaro quale sia il senso generale della vicenda, né il giudizio sui diversi personaggi. Da una parte Grimes sembra essere un uomo selvaggio, incapace di dominarsi, pericoloso per la comunità; ma acquista la statura dell’eroe tragico nel momento in cui alla fine della storia, in silenzio, spinge la barca al largo scegliendo la morte in solitudine. Dall’altra il borgo, l’antagonista, lungi dall’essere una presenza ‘positiva’, è fatto anch’essa da individui deboli e contraddittori quanto lo stesso Peter Grimes. A questa complessità del messaggio, corrisponde d’altro canto una grande linearità nella struttura musicale: l’opera è divisa in due parti simmetriche, con una prima parte che segna un percorso verso l’illusione di un’ascesa, di un riscatto, e una seconda che disegna la caduta dalla disillusione alla morte. Lo stile musicale si contraddistingue per un intelligente eclettismo, caratterizzato da molteplici influssi eterogenei, da Wagner a Puccini fino a un certo Berg, con alcune incursioni più squisitamente britanniche rintracciabili nelle canzoni marinaresche.

«Non riesco a considerare Grimes come eroe e neppure come antieroe. Vedo solo un uomo che è poco capito – ha dichiarato il regista Paul Curran –. La sua solitudine è data dall’incomprensione che nutrono gli altri nei suoi confronti. Questo concetto si comprende molto meglio nell’opera lirica che nel poema di Crabbe, dove la sua vicenda è trattata in termini più stringati. Peter è solo contro la società in cui vive, ma, altrettanto, quella società è contro di lui. Non lo capiscono, perché agisce sempre in modo solitario. Poco a poco scopriamo che il suo scollamento dalla comunità in cui è nato proviene dalla sua infanzia e gioventù, periodi in cui viene trattato talmente male che questa distanza assume contorni patologici. Lo vedo insomma come una persona poco capita e che d’altro canto capisce poco della sua stessa società. E in questo probabilmente si riflette la vita di Britten, che pur essendo famoso e molto conosciuto (e pur avendo dalla sua protezioni illustri come quella della regina madre) era malvisto, anche a causa della sua omosessualità, che all’epoca era contro la legge. Non riusciva a capire perché fosse così odiato, e perché non gli fosse permesso di essere se stesso. Da qui il personaggio di Peter Grimes, con tutti gli interrogativi che si porta dietro. Quando esco da teatro dopo aver visto il Grimes ho più domande in testa di quando sono entrato in sala. Domande che hanno a che fare con la sua figura e con la società all’interno di cui si trova (o meglio non si trova…). È una storia complicatissima ed estremamente affascinante»

Il cast di questo nuovo allestimento di Peter Grimes è composto da Andrew Staples nel ruolo eponimo; da Emma Bell in quello di Ellen Orford; e da Mark S. Doss in quello del Captain Balstrode; Sara Fulgoni sarà Auntie; Patricia Westley e Jessica Cale rispettivamente First e Second Niece; Cameron Becker, Bob Boles; Sion Goronwy, Swallow; Rosalind Plowright, Mrs. (Nabob) Sedley; Eamonn Mulhall, Rev. Horace Adams, the Rector; Alex Otterburn, Ned Keene; Laurence Meikle, Hobson; infine Pietro Moretti interpreterà il ruolo muto del Boy (John). Maestro del Coro Alfonso Caiani.

Lo spettacolo andrà in scena in lingua originale con sopratitoli in italiano e in inglese. Cinque le repliche: venerdì 24 giugno 2022 ore 19.00 (turno A); domenica 26 giugno ore 17.00 (turno B); mercoledì 29 giugno ore 19.00 (turno E); sabato 2 luglio ore 17.00 (turno C); martedì 5 luglio ore 19.00 (turno D). Le recite del 24 maggio e 5 luglio vanno in scena nell’ambito della Fenice per la città, in collaborazione con la Municipalità di Venezia; la recita del 2 luglio nell’ambito della Fenice per la città metropolitana, in collaborazione con la Città Metropolitana di Venezia.

Ulteriori informazioni: www.teatrolafenice.it

Photo: Michele Crosera