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Al San Carlo di Napoli torna il “Barbiere” allestito da Luzzati e Crivelli. Dirige Frizza

Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, opera buffa in due atti su libretto di Cesare Sterbini tratto dall’omonima pièce di Pierre-Augustin caron de Beaumarchais, sarà nuovamente in scena al Teatro di San Carlo da mercoledì 6 luglio alle ore 20. Cinque le recite in programma fino al 16 luglio di questo allestimento sancarliano firmato da Filippo Crivelli con le scene di Lele Luzzati e i costumi di Santuzza Calì.

Sul podio, a dirigere Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, ci sarà Riccardo Frizza, direttore musicale del Donizetti Opera di Bergamo, tra i più acclamati direttori d’orchestra della sua generazione, di nuovo a Napoli dopo il successo de Le tre regine spettacolo in forma di concerto con le tre scene finali della Trilogia Tudor di Gaetano Donizetti.
Il cast vocale conta sui nomi di Xabier Anduaga nei panni del Conte di Almaviva, Carlo Lepore in quelli di Don Bartolo, Jessica Pratt in quelli di Rosina. Davide Luciano sarà Figaro mentre Riccardo Fassi interpreterà Don Basilio. Completano il cast Daniela Cappiello (Berta), Clemente Antonio Daliotti (Fiorello), Giuseppe Scarico (Un ufficiale).

Riccardo Frizza ha dichiarato: «Tornare all’amato Teatro di San Carlo di Napoli con un titolo come Il barbiere di Siviglia è pura gioia. Dirigere l’opera buffa forse più amata del repertorio è sempre una sfida, la complessità drammaturgica e musicale di questo capolavoro viene quasi “nascosta” dall’immediatezza con la quale il pubblico la percepisce e la gode. Mi confronto da quasi venti anni con questo gioiello rossiniano, scoprendovi ogni volta nuovi spunti, certo che per farne emergere l’abbagliante bellezza bisogna avere un’ottima compagine orchestrale e corale, cantanti/attori in grado di fare acrobazie mai fini a se stesse, un allestimento e una regia che non cedano mai alla tentazione della facile comicità che, quasi sempre, si trasforma in volgarità, quanto di più lontano dall’eleganza siderale del Barbiere. A maggior ragione faccio questa riflessione in quanto qui al San Carlo riprendiamo uno spettacolo storico, nato proprio in questo teatro nel 1998 dalla creatività di Filippo Crivelli, Lele Luzzati e Santuzza Calì, rispettivamente regista, scenografo e costumista. “Noi presentiamo – diceva Crivelli, scomparso nella sua Milano lo scorso febbraio, dopo una vita operosa che molto ha dato alla lirica – un Rossini non grottesco, divertente ma non forsennatamente divertente, dove la commedia non è farsa, dove i recitativi sono trattati e interpretati come prosa, dove gli oggetti e i mobili creati da Luzzati possono provocare situazioni paradossali ma mai inutili”. Faccio mie le sue parole, aggiungendo che quest’idea di Barbiere è perfetta solo se si hanno a disposizione cantanti all’altezza. E qui non potevo desiderare di meglio, puntando sulla bravura vocale e la credibilità teatrale di Xabier Anduaga, Carlo Lepore, Jessica Pratt, Davide Luciano e Riccardo Fassi».

Ulteriori informazioni: www.teatrosancarlo.it