Al Maggio Fiorentino dopo 60 anni torna “Ernani”. Dirige Conlon. Nel cast, Meli, Siri, Frontali

Prosegue il Festival d’Autunno del Maggio dedicato a Giuseppe Verdi; giovedì 10 novembre alle ore 20 il maestro James Conlon, alla guida del Coro e dell’Orchestra del Maggio, per il penultimo appuntamento operistico del 2022: in cartellone Ernani di Giuseppe Verdi, seconda delle tre opere a tema spagnolo del Festival, dopo Il trovatore che ha debuttato il 29 settembre e prima di Don Carlo, in programma dal prossimo 27 dicembre. La regia è affidata a Leo Muscato, la compagnia di canto è formata da Francesco Meli come Ernani; María José Siri come Elvira; Roberto Frontali nel ruolo di Don Carlo; Vitalij Kowaljow in quello di Don Ruy Gómez de Silva; Xenia Tziouvaras come Giovanna; Joseph Dahdah è Don Riccardo mentre il ruolo di Jago è interpretato da Davide Piva. In questo nuovo allestimento del Maggio le scene sono curate da Federica Parolini, i costumi da Silvia Aymonino e le luci da Alessandro Verazzi. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

Nel presentare l’opera il sovrintendente Alexander Pereira ha detto: “Siamo dunque giunti al secondo appuntamento del nostro ciclo ‘verdiano spagnolo’ dopo le recite de Il trovatore e il prossimo Don Carlo, in programma a dicembre: amo particolarmente Ernani, un’opera che ogni volta mi affascina sempre di più; uno dei più grandi capolavori di Verdi, con trovate musicali straordinarie magistralmente sottolineate dalla nostra grandissima Orchestra,  e con un sapiente utilizzo delle parti corali, rese ancor più brillanti dal nostro fenomenale Coro. Anche il cast, in questa nuova produzione per la quale ringraziamo Ferragamo per il sostegno, è davvero stellare”.

Altre quattro le recite previste in cartellone: il 15 e il 18 novembre alle ore 20 e il 13 e il 20 novembre alle ore 15:30. La prima recita del 10 novembre sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai Radio3.

In occasione del Festival d’Autunno dedicato a Giuseppe Verdi e della programmazione delle sue tre opere di “sapore” spagnolo, il Maggio ha organizzato un importante convegno internazionale curato e coordinato da Giovanni Vitali e Giancarlo Landini: “Verdi e la Spagna” a partire dall’11 novembre alle ore 15.30 nel foyer di galleria della sala grande e che prenderà avvio con un intervento del sovrintendente Alexander Pereira al quale seguiranno distribuiti in tre giorni fino al 13 novembre e in 4 sessioni Mattia Palma, Gaia Varon, Paola Ciarlantini, Giancarlo Landini. Pol Avinyò, Silvio Balloni, Giovanni Vitali, Leticia Ruiz Gòmez, Juan Carlos D’Amico, Michaela Valente, Piero Mioli, Felice Todde, Giovanni Bietti. L’ingresso è libero fino a esaurimentro dei posti.

Continuano inoltre, prima di ogni recita, le presentazioni al pubblico degli spettacoli tenute da Katiuscia Manetta, Maddalena Bonechi e Marco Cosci: le guide si tengono nel Foyer della Sala Zubin Mehta e nel Foyer di Galleria della Sala Grande 45 minuti circa prima l’inizio dello spettacolo. Per le recite di domenica 13 e domenica 20 novembre, alle ore 15, continua l’iniziativa “Crescendo: teatro in gioco, giocare in teatro”: i grandi assistono all’opera mentre i bambini sono accolti in una grande sala prove del teatro e sono intrattenuti da educatori fino alla fine della recita con giochi, musiche e storie legate all’opera in programma.

Il Festival d’Autunno giunge dunque al suo penultimo appuntamento lirico con Ernani, che torna nella programmazione del Maggio a quasi sessant’anni dalla sua ultima rappresentazione, avvenuta nel gennaio del 1965 diretta da Bruno Rigacci per la regia di Filippo Crivelli. L’opera verdiana, su libretto di Francesco Maria Piave, debuttò al Teatro la Fenice di Venezia il 9 marzo 1844.

Sul podio il maestro James Conlon, che torna al Maggio a distanza di pochi mesi dal suo ultimo concerto del febbraio 2022: il maestro lega il suo nome a quello del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino da quasi quarant’anni; era il 30 aprile del 1985 quando il direttore newyorkese debuttò sulle scene fiorentine, in occasione delle recite del Don Carlo di Giuseppe Verdi con la regia di Pier Luigi Pizzi. Per questa nuova produzione il maestro Conlon che si è detto emozionato di poter affrontare quest’opera per la prima volta: “Sarà la diciassettesima opera di Verdi che avrò diretto dalla mia prima esecuzione di Falstaff, quasi esattamente cinquant’anni fa. Fondamentalmente il mio approccio alla direzione di Ernani non è diverso da quello avuto per tutte le altre opere di Verdi. L’amore che provo da sempre per la sua musica e decenni di esperienza nel repertorio verdiano si manifestano in una visione ad ampio raggio del contesto dell’opera e del posto che occupa nel percorso artistico del compositore”. Conlon prosegue analizzando le tematiche che caratterizzano l’opera, fra le prime della produzione verdiana: “Giuseppe Verdi rappresentava la coscienza morale del suo tempo e conosceva nel profondo le questioni legate all’onore. All’interno del complicato intrigo che coinvolge i protagonisti di Ernani, la forza motrice dell’opera va ricercata nella difesa e nella ricerca dell’onore; la tragedia è infatti determinata dal lato oscuro insito nell’animo umano che si dimostra incapace di comprendere tutte le implicazioni dell’onore, dando più importanza all’apparenza piuttosto che alla sua sostanza. I protagonisti, infatti, sono schiavi delle proprie passioni e dei propri interessi e, nel voler perseguire i propri fini, disonorano il concetto di onore. Ernani, quinta opera di Verdi, è una delle vette artistiche del suo primo periodo, caratterizzato da drammi dalle tinte scure e dall’azione rapida. In quest’opera Verdi ha fatto un uso maggiore sia dell’aria che dei numeri d’insieme per dare più movimento all’azione senza rimanere imbrigliato esclusivamente in momenti statici e di riflessione. Ernani rappresenta anche la prima incursione di Verdi nella letteratura straniera, la prima delle due opere tratte da testi di Victor Hugo, a conferma di quello che sarà il suo percorso nella scelta futura delle fonti letterarie: francesi, spagnole, anglosassoni e tedesche, escludendo quasi del tutto quelle italiane, i libretti stereotipati o ‘fabbricati in serie'”.
Non solo le recite di Ernani in programma per James Conlon: sabato 12 novembre il maestro è impegnato, sul podio della Sala Grande, per un appuntamento sinfonico che prevede in cartellone le composizioni di Ottorino Respighi e Dmitrij Šostakovič.

La regia dell’opera è di Leo Muscato, che torna al Maggio a distanza di due anni da un altro titolo giovanile verdiano di cui curò la regia, Nabucco, andato in scena nell’ottobre 2020 con la direzione di Paolo Carignani. Parlando del ‘colore’ che ha provato a dare a questa produzione e ai suoi protagonisti, Muscato ha evidenziato come lo spirito rivoluzionario dell’opera sia stato un aspetto fondamentale nel lavoro svolto: “L’ambientazione che abbiamo scelto per questa edizione di Ernani ci è stata suggerita dallo spirito rivoluzionario e anche un po’ barricadiero del coro «Si ridesti il Leon di Castiglia». Protagonisti di questa scena del terzo atto sono dei cospiratori che stanno cercando di boicottare il Re di Spagna, e che qui giurano di essere pronti a morire pur di salvare la loro patria. L’opera debuttò nel 1844 e nel giro di pochi mesi, le pagine esaltanti di questo coro trascinarono l’animo di tanti rivoluzionari italiani.  Ispirandoci ai primi moti insurrezionali spagnoli del 1820-21, che successivamente si diffusero in altri paesi europei, fino ad arrivare in diversi stati italiani, ci siamo immaginati Ernani e i suoi accoliti come dei rivoluzionari più che dei banditi. È su questo sfondo rivoluzionario che si dipana una trama abbastanza articolata, imperniata sull’inviolabilità di patti basati sull’onore e il rancore, che i canoni valoriali di oggi fanno sembrare futili e un po’ egoistici. Per cui, alla fine, Elvira rimane la vittima principale di questa tragedia”.

L’opera
Dramma lirico in quattro parti su libretto di Francesco Maria Piave, Ernani debuttò al Teatro la Fenice di Venezia il 9 marzo 1844. Per Verdi era il primo ingaggio in un teatro diverso dalla Scala che gli consentì non solo di cimentarsi con un nuovo pubblico e nuove esigenze, ma anche di incontrare il giovane poeta muranese Piave, con cui avrebbe instaurato un lungo rapporto lavorativo e di amicizia. Il libretto fu tratto dal dramma di Victor Hugo Hernani, considerato all’epoca un caposaldo del romanticismo teatrale e letterario francese. La trama, ambientata nella Spagna di inizio Cinquecento, intreccia i due piani narrativi dell’azione e del sentimento. Ernani, bandito a capo della congiura contro re Carlo e sotto le cui mentite spoglie si nasconde il nobile Don Giovanni d’Aragona, ama perdutamente Elvira, già promessa sposa allo zio Don Ruy de Silva, ma desiderata anche dal re. Oltre al quadrilatero amoroso caratterizzato dall’eterno conflitto amore verso onore, nell’opera si susseguono duelli, rivolte, mascheramenti e colpi di scena accompagnati da una musica dal ritmo incalzante, con continui cambi di marcia e con il piglio appassionato delle melodie solistiche e corali che garantirono al quinto titolo verdiano il favore del pubblico fin dalle prime repliche.

Ulteriori informazioni: www.maggiofiorentino.com

Photo: Michele Monasta