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Addio a Ezio Frigerio, maestro della scenografia. Aveva 91 anni

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È morto questa mattina all’ospedale di Lecco, dove era ricoverato da due settimane, Ezio Frigerio, 91 anni, uno dei più grandi scenografi italiani, che ha lavorato con grandi registi dalla lirica, al teatro, al cinema: da Vittorio De Sica a Eduardo de Filippo, da Bernardo Bertolucci (per “Novecento”) a Rudolf Nureyev. Nel 1991 fu candidato all’Oscar per Cyrano de Bergerac, e vinse il César, ma il sodalizio più stretto fu probabilmente quello stretto con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano e con il Teatro alla Scala. Proprio alla Scala come costumista o scenografo ha firmato 32 spettacoli, di cui sette che hanno inaugurato la stagione. Spettacoli entrati nella storia del Piermarini come Simon Boccanegra, Falstaff, Lohengrin e Don Giovanni. Nel corso degli anni le sue produzioni sono tornate in cartellone 120 volte per complessive 774 aperture di sipario.

Nato a Erba nel luglio del 1930, negli ultimi anni era voluto tornare nella terra natia alla quale era molto legato, assieme alla moglie Franca Squarciapino, costumista e premio Oscar nel 1991. E proprio a Erba è in corso di allestimento un museo con le sue scenografie. Grande Ufficiale e Commendatore della Repubblica italiana, Frigerio è anche Cavaliere della Legion d’Onore francese e fu Ambrogino d’oro a Milano nel 2000. Lo scorso giugno alla Scala è andata in scena una ripresa delle Nozze di Figaro di Giorgio Strehler, spettacolo storico di cui lui curò la scenografia. Ma è lunghissimo l’elenco di spettacoli che hanno curato insieme, come La casa di bernarda Abba, al Piccolo Teatro. Il primo al Piermarini fu nel 1956 Il matrimonio segreto di Cimarosa in cui Frigerio debuttò come figurinista. Un primo titolo a cui hanno fatto seguito decine. Il suo rapporto con Strehler divenne anche un libro, o meglio un racconto per immagini Cinquant’anni di teatro con Giorgio Strehler pubblicato nel 2017. Ma oltre a lirica, teatro, tv e cinema, Frigerio si è dedicato anche al balletto. Divenne amico del coreografo Roland Petit per il quale ha realizzato spettacoli come Coppelia e Lo Schiaccianoci, e fu amico e scenografo anche di Rudolf Nureyev. Tanto amico che ne progettò la tomba che sembra ricoperta da un tappeto (in realtà un mosaico) simile al kilim in cui Nureyev amava avvolgersi.

Frigerio e La Scala

Frigerio debutta alla Scala nel 1955, disegnando i costumi per Il matrimonio segreto in occasione dell’inaugurazione della Piccola Scala, iniziando una lunga e proficua collaborazione con il Teatro milanese, prima come costumista e poi come scenografo, in cui firma anche numerosi allestimenti inaugurali: L’angelo di fuoco di Prokof’ev, L’Orfeo di Monteverdi, Louise di Charpentier, Il cappello di paglia di Firenze, Ifigenia in Aulide, Otello (7 dicembre 1959), I Capuleti e i Montecchi, Simon Boccanegra (7 dicembre 1971 e 1978), Paradise Lost di Krzysztof Penderecki, Falstaff (7 dicembre 1980), Le nozze di Figaro, Lohengrin (7 dicembre 1981), Les Troyens, Ernani (7 dicembre 1982), Don Giovanni (7 dicembre 1987), Fidelio (nel 1990 e poi 7 dicembre 1999), La dama di picche, Rigoletto, Gianni Schicchi, Manon di Massenet, Otello (7 dicembre 2001), Carmen e La donna del lago.

Frigerio e il cinema

Negli anni Sessanta Frigerio si avvicina al cinema soprattutto per merito di Vittorio De Sica, col quale realizza Ieri, oggi, domani, I sequestrati d’Altona, Il boom. Collabora poi con registi quali Bolognini, Cavani, Planchon, Castellani, Končalovskij e altri, ma sono in particolare Novecento di Bertolucci e Cyrano de Bergerac di Rappeneau a offrirgli le maggiori soddisfazioni.

Frigerio e il teatro

Accolto nel 1955 da Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano, al suo fianco produrrà le sue maggiori scenografie per il teatro di prosa e con lui si avvicinerà al teatro d’opera: per il Teatro alla Scala firmerà Simon Boccanegra, Falstaff, Lohengrin e Don Giovanni. Da tale collaborazione nasceranno anche Le nozze di Figaro per l’Opéra di Parigi, spettacolo poi acclamato nei principali teatri d’Europa. Alla Scala e all’Opéra di Parigi stabilirà negli anni Settanta e Ottanta rapporti di collaborazione anche con altri registi, come Piero Faggioni, Liliana Cavani, Lluis Pasqual, Andrej Končalovskij, Graham Vick, Luca Ronconi e Gilbert Deflo. Nel 1975 debutta nel mondo del balletto con Roland Petit. Nascono così le scenografie di Coppélia e Lo schiaccianoci al Ballet de Marseille, poi Nana all’Opéra di Parigi, Cyrano de Bergerac. Nel 1977 incontra Rudolf Nureyev, col quale stringe un’amicizia fraterna: crea così all’Opéra di Parigi le scene per Il lago dei cigni (due versioni), La bayadère e La Bella addormentata, nonché Romeo e Giulietta al London Festival Ballet, e alla Scala Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta. Nel fecondo periodo parigino realizza, sempre con Strehler, La villeggiatura di Goldoni e L’illusion comique di Corneille al Théâtre de l’Odéon. Stringe una profonda amicizia anche con il regista Roger Planchon, con il quale crea molti spettacoli, tra cui Georges Dandin e Dom Juan di Molière, Athalie di Racine. Con Nicolas Joël ha realizzato numerose produzioni per il Théâtre du Capitole di Tolosa, tra le quali Carmen, Jenůfa di Janáček, Otello, Don Carlo, Les contes d’Hoffmann e La rondine. La sua carriera americana passa da Chicago (Don Pasquale, Les contes d’Hoffmann) al Metropolitan di New York, dove realizza le scenografie di Francesca da Rimini, Il trovatore, Lucia di Lammermoor e La rondine.

Photo: Andrea Tamoni

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