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Venezia, La Fenice propone al Teatro Malibran il Farnace di Vivaldi

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Con il nuovo allestimento di Farnace, il Teatro La Fenice aggiungerà un nuovo, prezioso tassello nell’affascinante percorso di riscoperta del Vivaldi operistico. In continuità con Orlando furioso (2018) e Dorilla in Tempe (2019), il teatro veneziano proporrà un’inedita messinscena del titolo vivaldiano firmata dal regista Christophe Gayral, con le scene di Rudy Sabounghi, i costumi di Elena Cicorella e il light design di Giuseppe Di Iorio. La parte musicale sarà affidata ancora una volta a Diego Fasolis, direttore d’orchestra tra i massimi esperti della musica di Antonio Vivaldi, mentre nel cast spiccheranno le voci di Christoph Strehl, Sonia Prina e Lucia Cirillo. Dramma per musica in tre atti su libretto di Antonio Maria Lucchini, Farnace si può collocare nell’ambito della stessa fase creativa cui appartiene la Dorilla: debuttò infatti al Teatro Sant’Angelo di Venezia, nel corso della medesima stagione teatrale, il 10 febbraio 1727. Proprio questa prima versione, nell’edizione moderna ‘I Barocchisti’ a cura di Renzo Bez, Andrea Marchiol e Alberto Stevanin, sarà eseguita al Teatro Malibran nei giorni 2, 4, 6, 8 e 10 luglio 2021.

Nel 1727, Antonio Vivaldi (1678-1741) era all’apice della sua fama europea. Solamente due anni prima, il «Mercure de France» non aveva esitato a definirlo «les plus habile compositeur qui soit à Venice». Poco prima, l’editore Michel-Charles Le Cène aveva dato alle stampe una delle sue ultime raccolte autorizzate di musica strumentale: Il cimento dell’armonia e dell’inventione, da cui dipese larga parte della fortuna vivaldiana in terra francese. Farnace fa parte di una ricca messe di lavori teatrali scritti da Vivaldi tra il 1726 e il ’28: in questo lasso di tempo il Prete Rosso compose nell’ordine La Dorilla, per il Sant’Angelo, Ipermestra, per il Teatro della Pergola di Firenze, e, appunto, Farnace, sempre per il Sant’Angelo. I libretti delle due opere ‘veneziane’ erano di Antonio Maria Lucchini, che aveva già collaborato con Vivaldi un decennio addietro (Tieteberga, 1717).

Il dramma ruota attorno alla tragedia dinastica del re Farnace, osteggiato dalla suocera e imprigionato. Per adeguarsi al lieto fine di prammatica, tuttavia, anche la fiera Berenice cederà all’amore per la figlia Tamiri, sposa di Farnace, risparmiando così la vita al genero. Tra i personaggi secondari, l’autorevole rappresentanza dei conquistatori romani (Pompeo e Aquilio) è dipinta in toni benevoli, guadagnando in umanità nel confronto con gli antagonisti barbari Berenice e Gilade.

Dal punto di vista musicale «Farnace, a Venezia affidato a un contralto, ha numeri straordinari – ha spiegato il direttore Diego Fasolis –. Basterebbe l’incredibile “Gelido in ogni vena” o il cromatico “Spogli pur l’ingiusta Roma” a caratterizzare l’intera opera come capolavoro. Alle due primedonne Vivaldi affida una ricca gamma di affetti. Tamiri apre con l’aria “Combattono quest’alma” piena di ansia e chiude con una commovente “Forse, o caro, in questi accenti” che trovano il parallelo in “Da quel ferro che svenato” e “Quel candido fiore” di Berenice. Chi ha seguito le nostre altre produzioni potrà sentire in altre tonalità e personaggi echi di Orlando e Dorilla in Tempe».

«La vicenda di Farnace ha a che fare con soggetti assolutamente atemporali, universali e contemporanei – commenta Christophe Gayral –: la guerra dell’uomo contro l’uomo, la rivalità tra esseri umani, la brama di potere, l’infernale circolo della vendetta familiare, gli intrighi d’amore… un po’ come quello che accade in una serie di Netflix. […] Come accade spesso nei libretti di quel tempo, la storia del libretto di Farnace è sia semplice che complicata: i personaggi sono ben caratterizzati ma perdono coerenza nel corso della narrazione; ci sono incongruenze nella storia stessa (alcune grandi battaglie durano un minuto, alcuni personaggi cambiano idea radicalmente senza una reale ragione ecc…). In breve, per la messinscena, è bene rimanere assolutamente fedeli all’intreccio ma anche essere capaci di tirar fuori il meglio dall’opera, e a volte proporre nuove idee sceniche con l’obiettivo di trovare una logica vera nel dispiegamento della vicenda, e quindi trovare una nuova drammaturgia coerente».

Nel cast di questo inedito allestimento feniceo di Farnace figurano Christoph Strehl nel ruolo eponimo, Lucia Cirillo nel ruolo di Berenice, regina di Cappadocia, e Sonia Prina nel ruolo di sua figlia Tamiri. Vi canteranno inoltre Rosa Bove nelle vesti di Selinda; Valentino Buzza in quelle di Pompeo; Antonio Giovannini in quelle del principe Gilade e David Ferri Durà in quelle del prefetto romano Aquilio. Completano il cast, in alternanza, Pietro Moretti e Beatrice Zorzo nel ruolo del fanciullo figlio di Farnace e Tamiri. Maestro del Coro Claudio Marino Moretti.

Lo spettacolo, con sopratitoli in italiano, sarà in scena venerdì 2 luglio 2021 ore 19.00, domenica 4 luglio 2021 ore 17.00, martedì 6 luglio 2021 ore 19.00, giovedì 8 luglio 2021 ore 19.00 e sabato 10 luglio 2021 ore 17.00.

I biglietti per Farnace (da € 15,00 a € 100,00) sono in vendita nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Accademia, Mestre.

Ulteriori informazioni: www.teatrolafenice.it

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