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Teatro alla Scala: Daniel Harding dirige Le nozze di Figaro con la regia di Strehler

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Giorgio Strehler nasce a Trieste il 14 agosto 1921: le istituzioni culturali milanesi, a cominciare da quelle con cui si è più strettamente identificato, come il Piccolo Teatro e la Scala, celebreranno il centenario con una serie di iniziative che si protrarranno fino alla prossima estate. Al Teatro alla Scala sabato 26 giugno alle 18.30 e martedì 29 e giovedì 1° luglio alle 19 torna nella ripresa di Marina Bianchi la leggendaria produzione delle Nozze di Figaro che dal 1981 (ma la prima versione parigina era del 1973) ha registrato 68 rappresentazioni al Piermarini. Daniel Harding, che alla Scala ha diretto un 7 dicembre, sei titoli d’opera e innumerevoli concerti in sede e in tournée con la Filarmonica, dirige Orchestra e Coro del Teatro e un cast di grande interesse. Debutta alla Scala e nella parte di Figaro Luca Micheletti, nato nel 1985, che dopo un brillante percorso di attore e regista teatrale ha intrapreso con successo la carriera di baritono, cantando tra l’altro la parte del Conte nelle Nozze con Riccardo Muti; Susanna è Rosa Feola, beniamina del pubblico milanese dopo le felici prove ne La gazza ladra e Don Pasquale diretti da Riccardo Chailly e L’elisir d’amore diretto da Michele Gamba. La parte della Contessa è affidata a Julia Kleiter, già ascoltata nel Freischütz diretto da Myung-Whun Chung, i cui prossimi impegni includono Eva nei Meistersinger a Monaco e ancora Contessa a Dresda. Alle sue terze Nozze scaligere è il carismatico Simon Keenlyside, già Conte con Muti nel 1997 e con Franz Welser-Möst nel 2016, mentre nei panni di Cherubino debutta il mezzosoprano bulgaro Svetlina Stoyanova, che dopo aver cantato in diverse occasioni all’Opera di Vienna proprio come Cherubino oltre che come Rosina ha debuttato in Italia nell’estate 2020 al Festival Rossini di Pesaro.Marcellina Anna-Doris Capitelli. Completano la locandina: Andrea Concetti, Don Bartolo, Matteo Falcier, Don Basilio, Paolo Nevi, Don Curzio, Caterina Sala, Barbarina, Carlo Cigni, Antonio.

La prova generale di giovedì 24 giugno alle ore 14 sarà aperta a spettatrici e spettatori con meno di 30 anni grazie alla disponibilità dei lavoratori scaligeri che hanno rinunciato ai loro posti per riaprire il Teatro al pubblico più giovane. I biglietti sono acquistabili al prezzo di € 10, a partire da venerdì 18 giugno alle ore 12.00, on-line sul sito www.teatroallascala.org e presso la Biglietteria del Teatro alla Scala in Largo Ghiringhelli (lunedì/sabato, 12.00/18.00).

Daniel Harding
Daniel Harding è un ospite frequente di Milano. Claudio Abbado gli cede la bacchetta nell’attesissima produzione di Peter Brook del Don Giovanni di Mozart che nel 1998, dopo il debutto al Festival di Aix-en-Provence, arriva al Piccolo Teatro con la Mahler Chamber Orchestra e giovani cantanti. Nel 2005 Harding debutta alla Scala inaugurando la stagione con Idomeneo, regia di Luc Bondy, agli albori dell’era Lissner. Nel 2006 debutta sul podio della Filarmonica, ancora con Mozart, mentre con Bondy torna nel 2007 per Salome di Richard Strauss con Nadja Michael protagonista. La ricerca sul repertorio, la scelta spiazzante e inattesa saranno costanti nella sua presenza scaligera per gli anni successivi. Nel maggio 2008 riporta alla Scala Il prigioniero di Dallapiccola insieme al Castello del duca Barbablù di Bartók in un nuovo spettacolo di Peter Stein, e a dicembre dello stesso anno accetta di partecipare a l progetto di portare alcuni grandi direttori nella buca del balletto. Nella “Serata Béjart” dirige L’oiseau de feu e Le sacre du printemps di Stravinskij e i Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler. Ormai popolare presso il pubblico, che lo ha ascoltato anche alla testa della London Symphony e della Mahler Chamber, e vicino all’Orchestra scaligera che ha diretto in opera, balletto e concerto, Harding accetta e vince la sfida del grande repertorio italiano alla Scala cominciando da titoli apparentemente lontani dalla sua sensibilità: Pagliacci e Cavalleria rusticana nello spettacolo di Mario Martone. Un eguale livello di consentaneità con il palcoscenico si realizza nel gennaio 2013 con Falstaff di Verdi nello spettacolo di Robert Carsen, coprodotto dalla Scala con il Covent Garden in apertura delle celebrazioni del bicentenario verdiano, replicato pochi mesi dopo in tournée in Giappone. L’anno si chiude con l’esecuzione dell’Elias di Mendelssohn per il Concerto di Natale. Negli anni seguenti l’attività scaligera di Harding si concentra sul rapporto con la Filarmonica, con la quale realizza 56 concerti tra il Piermarini e le frequenti tournée. Il 2018 è l’anno dell’omaggio a Claudio Abbado con la nuova produzione del raro Fierrabras di Schubert nello spettacolo medievaleggiante di Peter Stein. Daniel Harding è tornato alla Scala per dirigere la Filarmonica della Scala lo scorso 17 maggio.

Giorgio Strehler e la Scala
74 anni fa la Scala affidava a un ventiseienne Giorgio Strehler la regia di una nuova produzione de La traviata con Margherita Carosio e la direzione di Tullio Serafin. La prima ebbe luogo il 6 marzo del 1947; il 14 maggio con L’albergo dei poveri di Gorkij si sarebbe inaugurato il Piccolo Teatro. Opera e prosa, Scala e Piccolo sarebbero stati i due volti di una rivoluzione teatrale che avrebbe ridisegnato l’identità culturale della città di Milano collocandola tra le capitali delle scene europee. Alla Scala Strehler realizza tra il 1947 e il 1990 35 regie di 33 titoli per oltre 480 repliche complessive. Tra gli autori proposti Cimarosa, Petrassi, Malipiero, Perosi, Ghedini, Rota, Stravinskij, Weill, Dessau e Wagner ma sopra a tutti Mozart e Verdi. Del primo Strehler porta in scena Die Entführung aus dem Serail (da Salisburgo), Le nozze di Figaro (da Parigi) e Don Giovanni (scene di Frigerio, diretto da Muti per l’Inaugurazione 87/88), del secondo, oltre alla citata Traviata e al Falstaff diretto da Lorin Maazel nel 1980 e poi più volte ripreso da Muti, due titoli che hanno fatto la storia del teatro musicale per la sinergia perfetta tra la regia, la direzione di Claudio Abbado e interpreti vocali leggendari: Simon Boccanegra (Inaugurazione 71/72) e Macbeth (Inaugurazione 75/76).

Le nozze di Figaro alla Scala
La storia delle Nozze alla Scala è una mirabolante galleria di figure leggendarie. La prima edizione, nel 1815, vedeva seduto al clavicembalo Vincenzo Lavigna, il maestro di Verdi, mentre primo violino e direttore d’orchestra era il compositore e violista Alessandro Rolla (colui che consigliò a Verdi, bocciato al conservatorio, di prendere lezioni da Lavigna). Mozart ebbe scarsa fortuna alla Scala nell’800 (solo Don Giovanni, che vi era apparso nel 1814, tornerà con relativa regolarità: 1816, 1825, 1836, 1871, 1881) e per nuove Nozze bisogna aspettare il 1905 quando Cleofonte Campanini guida una compagnia che include come Susanna Rosina Storchio (che l’anno precedente era stata la prima Cio Cio San) e come Figaro Giuseppe De Luca. Nel 1928 il direttore d’orchestra è nientemeno che Richard Strauss, i costumi sono di Caramba, Figaro è Mariano Stabile, Contessa

Photo credit: Brescia e Amisano

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