Su Rai3, in prima tv, La traviata secondo Gatti e Martone. Protagonista Lisette Oropesa

Dopo il successo televisivo e di critica del Barbiere di Siviglia di Rossini, l’Opera di Roma e Rai Cultura tornano a produrre un film-opera, questa volta del capolavoro di Giuseppe Verdi La traviata, proposto in prima tv su Rai3 venerdì 9 aprile alle 21.20. Protagonisti ancora Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro, e Mario Martone, che firma regia e scene. Violetta Valery è interpretata dal soprano americano di origine cubana Lisette Oropesa, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle”, che ha inaugurato la stagione della Scala. Accanto a lei il tenore Saimir Pirgu come Alfredo e il baritono Roberto Frontali nei panni di Giorgio Germont.

“Una Traviata che nasce in un teatro vuoto – spiega Mario Martone – come lo sono oggi drammaticamente tutti i teatri per colpa della pandemia, non realizzata e poi filmata, ma già costruita pensando alle riprese per farne un vero film, tanto da aver abolito la divisione in tre atti dell’originale, che pure seguiamo fedelmente. La sensazione di vuoto è stata una mia precisa volontà – aggiunge Martone – per far partecipi gli spettatori del dolore di questo momento di particolare difficoltà per il mondo dello spettacolo, che non deve comunque far morire l’immaginazione, coinvolgendovi lo spettatore, anche quello lontano, televisivo. Tutto è stato allestito seguendo i protocolli anti Covid cine-teatrali, eseguendo più tamponi e congegnando l’azione per mantenere certi distanziamenti, anche tra i coristi”.
Del resto questa storia d’amore è stata costruita dal librettista Piave, sul dramma e il romanzo La signora delle camelie di Dumas figlio, con l’intento di farne grande spettacolo, puntando su due scene centrali: ”Le due grandi feste – aggiunge Martone – sono due momenti dionisiaci, di sfrenatezza sociale che, alternandosi con la dimensione intima dei protagonisti, dà rilievo alla denuncia dura di Verdi di una società ipocrita e patriarcale, come accade anche nel Rigoletto”.

“Più che raccontare una storia d’amore che non finisce bene – spiega a questo proposito Daniele Gatti – raccontiamo un sopruso. Nel momento in cui Violetta desidera riscattarsi e diventare moglie e madre, la società la rifiuta. L’attualità di questa concezione verdiana è fortissima. Nel nostro tempo, nella vita di tutti i giorni, ci troviamo spesso di fronte ad atteggiamenti di questo genere. Anche in questo sta la genialità di Verdi: nell’essere un paladino di un atto di accusa contro la stessa società in cui lui vive”.

Il cast è completato da Anastasia Boldyreva nei panni di Flora e Roberto Accurso in quelli del Barone Douphol. Molti gli artisti di “Fabbrica”, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma, a essere coinvolti nella produzione: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. In scena anche Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario). Il Coro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani, mentre il Corpo di ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interpreta coreografie di Michela Lucenti. I costumi sono firmati da Anna Biagiotti, mentre Pasquale Mari cura la fotografia.