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Si è spento a Napoli il critico musicale Paolo Isotta. Aveva 70 anni

È morto oggi nella sua casa di Napoli il critico musicale, musicologo e scrittore, Paolo Isotta. A quanto si apprende da persone a lui vicine, la morte sarebbe stata improvvisa. Isotta era nato nel capoluogo campano il 18 ottobre 1950. Figlio di un avvocato civilista, aveva studiato presso il liceo classico Umberto I di Napoli, per poi iscriversi alle facoltà di Giurisprudenza e di Lettere dell’Università Federico II. Aveva inoltre studiato pianoforte con Vincenzo Vitale e composizione con Renato Parodi e Renato Dionisi, per poi diventare nel 1971 professore straordinario al Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria, ordinario a Torino e infine a Napoli. Professore emerito del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, dal 1974 Isotta aveva esercitato la critica musicale, prima al neonato Giornale di Indro Montanelli, poi per trentacinque anni al Corriere della Sera. Dal 2015 scriveva per il Fatto Quotidiano e dal 2018 aveva aggiunto anche la collaborazione con Libero. Nel 2017 gli era stato attribuito il Premio Isaiah Berlin alla carriera.

Le sue opere principali sono: I diamanti della corona. Grammatica del Rossini napoletano (1974), Dixit Dominus Domino meo: struttura e semantica in Händel e Vivaldi (1980), Il ventriloquo di Dio. Thomas Mann: la musica nell’opera letteraria (1983), Victor De Sabata: un compositore (1992), La virtù dell’elefante: la musica, i libri, gli amici e San Gennaro (Marsilio, 2014, Premio Acqui Storia 2015, Premio giornalistico Italo De Feo), Altri canti di Marte (Marsilio, 2015), Paisiello e il mito di Fedra (Napoli, 2016, Premio Paisiello 2017), Jérusalem: Verdi et la persécution de l’honneur (Liegi, 2017), Il canto degli animali. I nostri fratelli e i loro sentimenti in musica e poesia (Marsilio, 2017, finalista Premio Viareggio-Rèpaci 2017), La dotta lira. Ovidio e la musica (Marsilio, 2018, finalista Premio Napoli 2019), Verdi a Parigi (2020). Dal prossimo 4 marzo, nella collana Specchi di Marsilio, sarà in libreria il suo ultimo libro, San Totò, in cui Isotta individua un filo capace di unire Antonio De Curtis, in arte Totò, ad Aristofane, Plauto e Orazio, fino ad arrivare alle maschere della Commedia dell’arte e alla Rivista del Novecento.