Chiudi

Rai5 ripropone lo storico debutto di Napoli milionaria, l’ultima opera di Nino Rota

Condivisioni

Giovedì 27 maggio, alle ore 10.00, va in onda su Rai5 dal Teatro Nuovo di Spoleto Napoli milionaria, opera di Nino Rota su libretto di Eduardo De Filippo, nell’edizione che debuttò nel 1977 al Festival dei Due Mondi. Tra gli interpreti: Mariella Devia, Giovanna Casolla, Silvano Pagliuca, Renato Grimaldi, Piero Visconti, Carlo Desideri. Sul podio Bruno Bartoletti. Regia teatrale di Eduardo De Filippo.

Melodramma all’insegna dell’eclettismo musicale, Napoli milionaria è ultimo lavoro composto per il teatro lirico da Nino Rota, ricavato dall’omonima commedia di Eduardo De Filippo e rappresentato per la prima volta al Festival di Spoleto il 22 giugno 1977. La collaborazione tra Eduardo e Rota genera un’opera più cupa e amara sia della commedia originaria, sia della sua realizzazione cinematografica: le variazioni apportate nella drammaturgia dallo stesso Eduardo segnalano una disillusione dovuta al rendersi conto del degrado di valori in seguito alla guerra e allo scivolare verso il basso della dignità umana. La borsa nera di Napoli, le vicende amorose tra Maria Rosaria e Johnny, soldato americano, la vita di una povera famiglia oltre il limite della legalità, sono interpretati da Rota con un carattere che mantiene attenzione alla parola, senza per questo soverchiare il canto.

Accolta freddamente dal pubblico e censurata da quasi tutta la critica italiana dell’epoca, l’opera è stata ripesa di recente e in parte rivalutata. Quello che sembrava un calderone tra verismo, canzone napoletana, frammenti di colonne sonore cinematografiche e musical americano, ora appare una operazione in cui codici e linguaggi disuguali (musica, prosa, melodramma, cinema, danza) si contaminano e si fondono in modo spesso efficace. Non un capolavoro, dunque, ma un lavoro interessante, costruito con un sapiente gioco di incastri e contenente pagine di indubbia suggestione.

Vocalmente impegnativa, Napoli milionaria disegna personaggi a tutto tondo, giocando con vitali contaminazioni linguistiche a rendere il caos e lo sbandamento della vita appena conclusa la guerra. Rota rende in musica l’affresco di una Napoli dall’umanità ferita e fragile, non solo materialmente povera, ma che comincia a portare i segni di un’inconsapevole rovina interiore. Rota e De Filippo dimostrano in quest’opera di teatro musicale un forte impegno civile, testimonianza del profondo e felice connubio di due grandi artisti del Novecento italiano.

image_print
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino