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Proclamati i vincitori del CLIP, Concorso lirico internazionale di Portofino

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Si è conclusa in clima festoso e con grande successo la settima edizione del CLIP, Concorso Lirico Internazionale di Portofino. Il palco, allestito con grande cura nella celebre Piazzetta dell’esclusivo borgo ligure, ha visto esibirsi i dieci finalisti, provenienti da ogni parte del mondo. Guidata da Dominique Meyer, sovrintendente del teatro alla Scala, la giuria internazionale, composta sempre solo da sovrintendenti e direttori artistici, ha dunque scelto le dieci voci meritevoli di questo bel gala lirico che inanellava celebri arie tratte dal repertorio più consolidato.

Sotto la guida di Sesto Quatrini, alla testa dell’orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova (che quest’anno inaugurava la sua collaborazione con il concorso) sono sfilate le dieci promettenti voci, di età compresa fra i venticinque e i trent’anni, che dovrebbero garantire un luminoso futuro al teatro d’opera. Destino ha voluto che a esibirsi per primo sia stato proprio colui che ha conquistato il primo premio: Nykyta Ivasechko, baritono ucraino di ventisette anni. In possesso di una bella e salda voce baritonale, ricca di armonici e sicura nell’emissione, Ivasechko ha sfoderato grinta e personalità intrepretando l’aria del Conte dalle mozartiane Nozze di Figaro sfoggiando un buon gioco dinamico ma una dizione italiana piuttosto confusa. È facile immaginare come migliorando la sua padronanza della lingua italiana possa diventare interprete di riferimento di un certo repertorio e non solo in quello russo dove è già una luminosa certezza.

Secondo classificato l’unico italiano giunto in finale, Dave Monaco, tenore siracusano venticinquenne, che ha interpretato la “Furtiva lagrima” dal donizettiano Elisir d’amore con eleganza, ma forse con fin troppo sfoggio di voce. Certamente, nello sparuto gruppo di voci tenorili importanti oggi in circolazione, saprà in futuro ritagliarsi uno spazio significativo. Più interlocutoria, invece, la prova offerta a Portofino dal terzo classificato, il basso statunitense Brent Michael Smith, trentenne. La sua interpretazione della “Calunnia” dal rossiniano Barbiere di Siviglia indulgeva in uno stile da avanspettacolo oggi pienamente superato (almeno in Italia…) strabuzzamenti di occhi e risatine erano elargite impietosamente, senza che per questo la voce riuscisse a tener sotto controllo con aplomb e sicurezza la temibile tessitura de “La Calunnia”. Fra le altre sette voci giunte a questa finalissima, hanno impressionato in particolare le due cantanti polacche Gabriela Golaszewska (che ha interpretato con grande emotività “Ebben? Ne andrò lontana” dalla Wally di Catalani) e Agnieszka Jadwiga Grochala (perfetta interprete della Rusalka di Dvořák), due voci sopranili di gande spessore e potenzialità. Il concerto è stato inframezzato dall’esecuzione dell’intermezzo dalla Cavalleria rusticana” di Mascagni e da una vera rarità: l’ouverture da Alì Babà di Giovanni Paolo Bottesini, virtuoso cremasco del contrabbasso, compositore e direttore d’orchestra (fu lui a dirigere la prima assoluta di Aida al Cairo) a cui è dedicata l’associazione fondata da Francesco Daniel Donati, direttore di CLIP.

Gli altri Premi assegnati a questo link

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