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Il San Carlo di Napoli presenta la stagione 2021-22: si apre con Bohème e Otello

Con la premessa di una fruizione a pieno regime, dunque con la speranza di tornare a una normalità non più strizzata entro il limite dei 500 posti all’interno e dei 1000 all’esterno secondo le regole imposte dal Covid, la nuova stagione 2021/22 presentata dal sovrintendente Stéphane Lissner per il Teatro San Carlo deflagra con numeri, nomi e iniziative fin qui, o almeno al cospetto degli ultimi lustri, con pochi precedenti. Vale a dire, toccando un po’ tutti gli angoli della letteratura musicale di tradizione, canora e sinfonica, si ragiona in grande con dodici opere (tredici contando il repêchage della Bohème della mancata inaugurazione scorsa) più due spettacoli legati alla lirica, quattro balletti, venticinque concerti, pioggia di superstar e debutti importanti: Lisette Oropesa sarà infatti per la prima volta al Lirico napoletano per tenere a battesimo il ruolo di Elvira nei Puritani, l’ottimo Lawrence Brownlee parimenti esordirà con il suo Elvino per la Sonnambula, per quanto in forma di concerto, ed Elena Stikhina sarà Tat’jana nell’Onegin mentre, per testare il proprio personaggio, torneranno Piero Pretti/Cavaradossi, Ildar Abdrazakov/Scarpia, Brian Jagde/Samson. In più, allungando il passo, si segnala il lancio inedito sul tavolo di una terna di percorsi divisi tra un quanto mai opportuno Festival pianistico in cui svettano alcuni degli interpreti più noti al mondo (da Daniel Barenboim alla bomba sexy dagli occhi a mandorla in minigonna, tacchi e spacchi Yuja Wang, passando per i riconosciuti talenti di Alexandra Dovgan, Beatrice Rana, Bertrand Chamayou, Rafal Blechacz e Benjamin Grosvenor), l’annunciata e non meno fondamentale Accademia di canto capitanata da Mariella Devia che in luglio selezionerà dieci voci da formare e inserire nelle prossime programmazioni, unitamente alla Scuola per il Settecento al Teatrino di Corte. Quindi un carnet di appuntamenti di Musica da camera affidati la domenica pomeriggio per dare spazio anche ai professori d’orchestra della Fondazione.

Nel cartellone generale, a dire il vero, poche le rarità (fra queste, la Cantata per soli, coro, organo e orchestra di Pasquale Cafaro il 15 settembre per San Gennaro) e soltanto due nuove produzioni. In compenso, ampio sia lo spettro delle collaborazioni (Massimo di Palermo, Wiener Staatsoper, Komische Oper Berlin, Real di Madrid, Staatsoper Unter den Linden Berlin più la catena per coprodurre lo spettacolo 7 Deaths of Maria Callas), sia il ventaglio degli autori con opere di rito. Neanche a dirlo, si va da Puccini e Verdi in testa a tanto primo Ottocento e belcanto italiano con Rossini, Bellini e Donizetti. Ma c’è anche una doverosa strizzata d’occhio al resto dell’Europa (parimenti con titoli cult di Mozart, Wagner, Čajkovskij, Saint-Saëns) cui si aggiunge il recupero del non più rappresentato spettacolo dedicato alla Callas di Marina Abramovich, accanto a una serata affidata al protagonismo di una celebrità d’alta carriera qual è Sondra Radvanovsky per dar voce ai Finali d’atto della trilogia Tudor (19 e 22 febbraio 2022) con “Le tre regine” donizettiane Anna Bolena, Maria Stuarda ed Elisabetta I sotto la direzione di Riccardo Frizza.

In linea con tanta opulenza, e di fatto uscendo per la prima volta con una vera e propria inaugurazione di stagione, il sovrintendente e direttore artistico Lissner ha ideato addirittura una doppia partenza per la lirica: la prima, appartenente alla perduta occasione dello scorso anno, fissata per il prossimo 12 ottobre con La bohème di Puccini per la regia di Emma Dante e la direzione musicale di Juraj Valčuha. Nel cast principale: Selene Zanetti (Mimì), Benedetta Torre (Musetta), Stephen Costello (Rodolfo) e Andrzej Filonczyk (Marcello). Di lì a breve il 21 novembre si passerà, in seconda battuta ma in apertura della programmazione 2021/22, a Verdi e al sempre magnifico Otello nella nuova produzione del San Carlo in tandem con il Massimo di Palermo, regia di Mario Martone e Michele Mariotti sul podio di Orchestra e Coro preparato dal neo-nominato maestro José Luis Basso. Cast importante con Jonas Kaufmann (Otello) in alternanza con Yusif Eyvazov, Maria Agresta (Desdemona), Igor Golovatenko (Jago).

Seguono, sempre per l’opera, Donizetti e Bellini: il primo con la Lucia di Lammermoor (dal 15 al 29 gennaio 2022) nella rilettura sancarliana di Gianni Amelio. Sul podio Carlo Montanaro, sul palco le voci di Gabriele Viviani, Nadine Sierra, Pene Pati e Alexandros Stavrakakis. I ruoli di Lord Arturo Bucklaw, Alisa e Normanno saranno significativamente interpretati dagli allievi dell’Accademia di Canto del Teatro di San Carlo; il secondo con La sonnambula (30 gennaio) diretta in forma di concerto da Lorenzo Passerini. Cantano Jessica Pratt, Lawrence Brownlee, Alexander Vinogradov, Manuela Custer e Valentina Varriale.
Ancora Verdi e ancora Aida dopo la bella versione da concerto ascoltata in piazza del Plebiscito ma stavolta in Teatro dal 15 al 26 febbraio 2022 con lo spettacolo a suo tempo realizzato da Franco Dragone, ora con la direzione di Michelangelo Mazza al suo debutto sancarliano. Di prima forza le voci, vantando in cartello Anna Netrebko e Anna Pirozzi in alternanza nel ruolo del titolo, Yusif Eyvazov e Stefano La Colla per Radamès, Ekaterina Gubanova e Agnieszka Rehlis per Amneris. E si recupera anche il Mozart del Così fan tutte a firma di Chiara Muti (dal 23 marzo al 2 aprile), stavolta con la direzione di Dan Ettinger e, tra gli interpreti, Mariangela Sicilia per Fiordiligi accanto a Serena Malfi per Dorabella.

Dal 20 aprile al 3 maggio andrà quindi in scena la Tosca di Puccini diretta Juraj Valčuha con la discussa regia di Eduardo De Angelis e le scene di Mimmo Paladino. Oksana Dyka è Floria Tosca mentre Piero Pretti e Ildar Abdrazakov debuttano rispettivamente, come sopra accennato, nei ruoli Cavaradossi e Scarpia. Dal 13 al 15 maggio si recupera anche lo spettacolo multimediale di e con Marina Abramović dedicato alla Callas, nato in era Covid con targa Bayerische Staatsoper, Teatro di San Carlo, Deutsche Oper Berlin, Greek National Opera Athens, Liceu de Barcelona, Opéra National de Paris. In palcoscenico ci saranno sette interpreti per dar forma e voce alle più note eroine della lirica. E sono: Annalisa Stroppa (Carmen), Valeria Sepe (Floria Tosca), Nino Machaidze (Desdemona), Zuzana Marková (Lucia Asthon), Roberta Mantegna (Norma), Kristine Opolais (Cio-Cio-San), Selene Zanetti (Violetta Valery). Notevoli anche le presenze per l’Evgenij Onegin di Čajkovskij proposto dal 15 al 26 giugno nella produzione della Komische Oper Berlin e con la regia di Barrie Kosky. Particolare il cast, con Elena Stikhina (Tat’jana), Artur Rucinski (Evgenij Onegin), Michael Fabiano (Lenskij), Monica Bacelli (Larina), Maria Barakova (Olga), Sara Mingardo (Filipp’evna), Alexander Tsymbalyuk (Il principe Gremin), Gregory Bonfatti (Triquet).

Nel mese di luglio si riproporranno, ma con nuovi cast, altri due rodati allestimenti sancarliani: Il barbiere di Siviglia di Rossini nella deliziosa produzione Crivelli-Luzzati-Calì con Riccardo Frizza sul podio e, sul palco, con Aleksandra Kurzak, Xabier Anduaga (miglior giovane cantante premiato lo scorso maggio agli International Opera Awards 2021), Carlo Lepore e Davide Luciano nei panni di Figaro; la Traviata di Verdi firmata Özpetek con la direzione di Francesco Ivan Ciampa e la Violetta giocata in interessante sfida e alternanza fra Pretty Yende e Rosa Feola.
Con I puritani di Bellini (dal 7 al 16 settembre) firmati da Emilio Sagi (produzione del Teatro Real di Madrid) e diretti da Giacomo Sagripanti si assisterà dunque all’atteso debutto nel ruolo di Elvira di Lisette Oropesa, per la prima volta al Lirico di Napoli. Nel cast anche Xabier Anduaga (Arturo Talbo), Davide Luciano (Sir Riccardo Forth) e Alexandros Stavrakakis (Sir Giorgio). In coda, due bei titoli dal repertorio d’Oltralpe: in settembre il Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns con Dan Ettinger alla direzione dell’Orchestra e José Luis Basso alla guida del Coro, regia Damián Szifron, la Dalila di Anita Rachvelishvili e il Samson del tenore americano Brian Jadge; dal 27 ottobre al 5 novembre il Tristan und Isolde di Richard Wagner, con la regia di Lluìs Pasqual, spettacolo vincitore del premio Abbiati 2004/2005 per le scene e i costumi di Ezio Frigerio e Franca Squarciapino. Dirige l’Orchestra e il Coro Constantin Trinks.

Fra i concerti che lasciano il campo alle voci si segnalano infine i Vier letze Lieder diretti da Juraj Valčuha con il soprano Lise Davidsen (12 dicembre); il recital di Pretty Yende accompagnata al pianoforte da Michele D’Elia per Donizetti, Rossini, Bellini, Verdi, Franz Liszt e Richard Strauss (12 marzo); il programma mozartiano diretto da Dan Ettinger con alcune delle più belle arie da concerto interpretate da Rosa Feola, oltre alle due Sinfonie in sol minore, piccola e grande; il capitolo corale (17 giugno) diretto da José Luis Basso con i Vier Gesänge per coro femminile, corni e arpa, op. 17, i Liebeslieder-Walzer per coro e pianoforte a quattro mani, op. 52 di Brahms e il Requiem di Fauré nella versione per coro e organo. E ancora: il concerto del soprano Olga Peretyatko con Elena Bashkirova (22 settembre) su pagine del repertorio russo, le musiche per il balletto Pulcinella di Stravinskij (8 ottobre) dirette da Ingo Metzmacher con le voci soliste di Adriana Di Paola, Giulio Pelligra e Dario Russo.

«È stato tempo di incertezza, di ansia, ma anche – ha dichiarato il sovrintendente Stéphane Lissner nell’occasione – di riflessione, di azione comune e di impegno costante per salvaguardare i diritti dei lavoratori e nel contempo creare una nuova squadra che potesse guardare al futuro con rinnovata fiducia. Con la direttrice generale Emmanuela Spedaliere abbiamo condiviso le scelte future che hanno portato al San Carlo il direttore del Coro José Luis Basso, la direttrice del ballo Clotilde Vayer, il direttore dell’area artistica Ilias Tzempetonidis e siamo certi che daranno il loro migliore contributo per costruire assieme, non una stagione, bensì un percorso artistico e culturale di rilancio del nostro Massimo. Ma soprattutto abbiamo fortemente voluto la realizzazione dell’Accademia del Belcanto con la direzione di Mariella Devia e della Scuola del Settecento napoletano. Attività fondamentali per essere vicini ai giovani. Abbiamo il dovere di investire nella loro preparazione, nella loro formazione, per ricordare a noi stessi – ha concluso – che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il futuro».

Ulteriori informazioni: Teatro San Carlo