Chiudi

Il Farnace al Comunale: e la Chiesa di Ferrara, dopo tre secoli, fa pace con Vivaldi

Condivisioni

La Chiesa di Ferrara fa pace con Antonio Vivaldi: a distanza di 283 anni (da quando cioè il compositore veneziano scrisse appositamente per il Teatro Bonacossi di Ferrara una nuova versione della sua opera Il Farnace, mai rappresentata per il divieto dell’allora governatore della città, il cardinale Tommaso Ruffo), l’attuale l’arcivescovo di Ferrara, Gian Carlo Perego, assisterà alla prima dell’opera, domani 30 dicembre alle 20 al Teatro Comunale Claudio Abbado, e sarà tra gli ospiti di “Ferrara Proibita”, l’incontro introduttivo all’opera alle ore 17 al ridotto del Teatro.

Quel divieto che fece saltare le recite programmate per il Carnevale del 1739, (causato dal presunto legame illecito tra il compositore e la sua cantante prediletta, Anna Girò) portò il “Prete rosso” lentamente alla morte: due anni dopo, infatti, nel 1741, indebitato e senza mai vedere rappresentata questa sua sofferta versione del Farnace, Vivaldi si spense in povertà a Vienna. A quel diniego seguì un silenzio durato secoli, interrotto ora con il debutto dell’opera ‘proibita’, nell’ultima versione, la ferrarese del 1738, in scena al Comunale il 30 dicembre alle ore 20 e il 31 dicembre in replica pomeridiana alle ore 16. All’incontro chiarificatore, “fortemente sentito dall’arcivescovo”, saranno presenti anche il direttore d’orchestra Federico Maria Sardelli, il regista Marco Bellussi, il maestro del coro Francesco Pinamonti e il presidente della Fondazione Ferrara Arte, Vittorio Sgarbi

Il Farnace – su libretto di Antonio Maria Lucchini – è uno dei drammi musicali più evocativi del compositore e tra i più rappresentativi del periodo musicale barocco. Andato in scena per la prima volta al Teatro Sant’Angelo di Venezia nel 1727, fu ripetutamente ripreso dal compositore e profondamente riveduto negli anni successivi, prima di cadere nell’oblio. A Ferrara, l’opera feticcio di Vivaldi non debuttò mai per un divieto ecclesiastico che bandì il compositore, anche sacerdote. La ‘Prima’ della versione ferrarese nella città estense – nell’edizione critica di Bernardo Ticci – sarà affidata all’Orchestra Accademia dello Spirito Santo, specializzata nella musica dell’epoca barocca, diretta da Federico Maria Sardelli, tra i massimi conoscitori dell’opera vivaldiana e che per la prima volta dirige a Ferrara. La regia è firmata da Marco Bellussi, le scene da Matteo Paoletti Franzato, i costumi da Carlos Tieppo e le luci da Marco Cazzola. Interventi video a cura di Creativite. Nel cast, oltre al controtenore Raffaele Pe nei panni di Farnace, anche Francesca Lombardi Mazzulli (Gilade), Chiara Brunello (Tamiri), Elena Biscuola (Berenice), Leonardo Cortellazzi (Pompeo), Silvia Alice Gianolla (Selinda) e Mauro Borgioni (Aquilio). Il Coro Accademia dello Spirito Santo sarà diretto da Francesco Pinamonti.

Non sarà solo uno spettacolo di intrattenimento teatrale e musicale, ma anche un’operazione culturale: riportare a Ferrara l’opera mai messa in scena. “Sarà un evento, perché con quest’opera Vivaldi viene a Ferrara per la prima volta – dice Federico Maria Sardelli -. Questo è il suo ultimo Farnace giunto sino a noi, è il cavallo di battaglia di tutta la sua carriera musicale. Aveva le scritture già pagate, aveva già tutti i cantanti, lo scenario. Sta per arrivare il momento di andare in scena, ma gli viene impedito di metter piede in città dall’allora cardinale che la governava, Tommaso Ruffo. L’episodio lo segna per il resto dei suoi giorni. Per questo mettere in scena Il Farnace a Ferrara è un’occasione storica: per noi è importante riparare a quel torto subito, rendendo finalmente giustizia a Vivaldi”.

Nella visione del regista Marco Bellussi “protagoniste sono proprio le dinamiche conflittuali, che accendono folgori improvvise a rischiarare un clima cupo di incombente luttuosità. Gli scontri politico/militari si intrecciano infatti ad antichi dissapori, legati ad eventi pregressi, determinando irremovibili acerbità. In un allestimento scenico rigorosamente essenziale e schematico, guadagnano evidenza i costumi, elementi volutamente non storicizzati, ma sostanzialmente rappresentativi dei profili caratteriali dei rispettivi personaggi”.

“Sono davvero emozionato per questo nuovo debutto a Ferrara – spiega Raffaele Pe -. Farnace è un leader che sarebbe capace di sacrificare un figlio per il bene del proprio popolo. Lo muovono onore e virtù, ma si scioglie in lacrime davanti al figlio creduto morto con un canto dolcissimo e tragico. Sono sentimenti forse difficili da comprendere oggi, ma su cui anche la nostra identità e la nostra storia si fondano. Con la mia voce voglio dare corpo al carattere forte e sanguigno del condottiero e al tempo stesso rivelarne l’onestà e l’autenticità che anima le sue azioni, un dualismo che oggi il registro di controtenore può ritrarre con accuratezza”.

Lo spettacolo è una produzione della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, in coproduzione con il Teatro Comunale di Piacenza, dove Il Farnace andrà in scena l’8 e il 10 aprile.

Per gli spettacoli del 30 e 31 dicembre biglietti disponibili su www.teatrocomunaleferrara.it, il circuito Vivaticket e in Biglietteria (corso Martiri della Libertà 21, Ferrara).

image_print
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino