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Antonio Pappano alla guida della London Symphony Orchestra. Lascia la ROH e Santa Cecilia

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È giunta inaspettatamente la notizia che Antonio Pappano sostituirà Simon Rattle alla direzione della London Symphony Orchestra (LSO), subentrando come direttore designato nel settembre 2023 e poi a pieno titolo come chief conductor (ma non come direttore musicale) a partire dalla stagione 2024/2025. Pappano, il più longevo direttore musicale della Royal Opera House – posizione che ricopre dal 2002 – abbandonerà il celebre teatro londinese a luglio 2024, al termine della stagione 2023/2024. Allo stesso tempo, al fine di dedicarsi pienamente al nuovo incarico, il direttore inglese figlio di emigrati italiani, abbandonerà a fine 2023 la sua posizione di direttore musicale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che ricopre dal 2005.

Pappano, che ha già collaborato in passato con la LSO sia per concerti (una settantina a oggi) che per registrazioni importanti (si pensi a La rondine nel 1997 per EMI) e che al momento dell’annuncio si trovava a Roma, si è dichiarato entusiasta e lusingato della nomina, parlando di “sogno divenuto realtà” e riaffermando il suo “impegno a mantenere Londra come la sua casa musicale”. Si tratta di uno scatto di orgoglio e, allo stesso tempo, di una dimostrazione di lealtà da parte della figura musicale più influente del Paese in un momento in cui si iniziava a dubitare seriamente delle sorti del panorama musicale inglese. Infatti, l’annuncio di Rattle di lasciare la LSO per la Bavarian Radio Symphony Orchestra a Monaco, ufficialmente motivato da ragioni personali, aveva lasciato campo libero alle speculazioni dei più maligni e pessimisti, pronti a giurare che Londra, dopo l’autoinflitto isolamento a causa della Brexit e il colpo di grazia finale inflitto dalla pandemia, sarebbe stata ormai spacciata come capitale internazionale della musica. La tesi sembrava anche in parte avvalorata dalla decisione di annullare il mega-progetto di costruzione di una nuova modernissima sala da concerto vicino al Barbican, ulteriore conferma di un futuro poco roseo per l’orchestra sinfonica più importante del Regno Unito. Si sa che la pandemia ha spinto molti a riconsiderare la propria vita, anche professionale, e il direttore inglese pare dunque rimettere radici solide nella sua Londra, dopo quasi 20 anni di viaggi senza fine tra Londra e Roma, senza contare tutte le tournée in giro per il mondo.

La mossa di Pappano lascia vacanti due posizioni chiave della scena musicale internazionale e si è già scatenato il totonomi (tra i papabili – si vocifera – Edward Gardner per la ROH e Daniele Gatti per Santa Cecilia). Non si tratta però di abbandono definitivo dal momento che Antonio Pappano manterrà rapporti di collaborazione con entrambe le istituzioni, anche se probabilmente in una nuova veste che, sebbene ancor non definita, potrebbe essere quella di ospite d’onore per la ROH o addirittura direttore onorario per quanto concerne Santa Cecilia. Gli auguri di rito per il nuovo incarico sono giunti sia dal Sovrintendente dell’Accademia Michele Dall’Ongaro che dal Sovrintendente della ROH. Sono garantiti tutti gli appuntamenti futuri in calendario con la celebre Orchestra romana e, come confermato dallo stesso Pappano, anche gli impegni già calendarizzati per il 2024 come la partecipazione al Festival di Salisburgo.

Sir Tony rimane un grande direttore conoscitore di voci, molto amato dalle star e anche in voga con le case discografiche mentre il Barbican Centre, il complesso di architettura brutalista dove ha casa la LSO, presenta ogni anno appuntamenti chiave in termini di recital di canto e concerti lirico-sinfonici. È più che lecito pensare che la programmazione, sotto la sua direzione musicale, subirà un nuovo impulso attirando una moltitudine di nomi importanti. Una nuova sfida dunque per il Maestro e forse una nuova carica di ottimismo per le sorti della musica inglese. Intervistato dalla stampa inglese, Pappano ha parlato di “periodo d’oro” per le arti dopo la pandemia, sulla scia del desiderio del pubblico di tornare a sentire e condividere la musica dal vivo. Ha anche ribadito che Londra non ha assolutamente perso in importanza come città della cultura a causa della Brexit. Pappano sembra quindi non avere dubbi sul futuro della musica in Inghilterra e con questo passo in avanti in prima persona, sembra candidarsi a figura di riferimento per il prossimo futuro. I dubbi rimangono, ma è comunque un bel segnale per il Paese.

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