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Al Massimo di Palermo ritorna Carmen con la regia di Bieito. Dirige Wellber

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Opera di grande successo e popolarità, Carmen con la regia di Calixto Bieito ritorna al Teatro Massimo di Palermo il 17 settembre alle 20.00, dopo aver fatto il giro di varie capitali europee per più di dieci anni, nell’allestimento coprodotto dal Teatro Massimo con il Gran Teatre del Liceu di Barcelona, il Teatro Regio di Torino e il Teatro La Fenice di Venezia.

Sul podio dell’Orchestra, che torna finalmente in buca dopo più di un anno di distanziamento in platea, il direttore musicale Omer Meir Wellber. La regia di Bieito è ripresa a Palermo da Alexander Edtbauer, le scene sono di Alfons Flores, i costumi di Mercè Paloma, le luci di Alberto Rodriguez Vega. Assistente del direttore musicale è Keren Kagarlitsky. A dirigere il Coro, coprotagonista dell’opera, il Maestro Ciro Visco, Coro di voci bianche diretto da Salvatore Punturo. Repliche fino al 22 settembre.

Tra i melodrammi più eseguiti e popolari al mondo, Carmen è un’opéra-comique in quattro atti, composta da Georges Bizet nel 1875 su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy che si ispirarono alla novella omonima di Prosper Mérimée, pubblicata quasi trent’anni prima. Venne rappresentata per la prima volta a Parigi a cura dello stesso Bizet, che morì dopo soli tre mesi, prima di vederne il clamoroso successo. La regia di Calixto Bieito taglia drasticamente sia i dialoghi parlati che i recitativi aggiunti dopo la morte del compositore, e si concentra sull’incisività della scrittura musicale di Bizet.

Il libretto racconta una passion maudite tristemente attuale, una storia d’amore e di morte sugli abissi e le ossessioni accese dalla gelosia o, come lo stesso regista la definisce: “una storia anonima di violenza di genere tra un soldato e una donna” – ambientata tradizionalmente in Andalusia e trasferita dal regista in un sud del mondo poco raccomandabile – “una zona di frontiera deserta e disumana, come quasi tutte le frontiere, che una volta attraversata non permette di fare marcia indietro”. La protagonista, Carmen, tratteggiata da Mérimée come una donna fiera e libera, “dalle labbra carnose che lasciano scorgere denti più bianchi delle mandorle sgusciate”, è l’icona di una vitalità voluttuosa, sovversiva, inneggiante alla libertà e ai valori terreni, al di là delle convenzioni e della morale, e per questo sarà punita da don José, soldato sedotto e abbandonato che alla fine la ucciderà.

Nei panni della sensuale sigaraia di Siviglia canta il mezzosoprano Annalisa Stroppa, una delle più affermate interpreti del ruolo (17, 19, 22 settembre), che torna al Teatro Massimo dopo un decennio dal debutto in Italia nella parte. Mentre nel secondo cast, di altrettanto rilievo, canta il mezzosoprano georgiano Ketevan Kemoklidze (18, 21 settembre) che ha debuttato nel ruolo al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Nei panni di Don José Jean-François Borras (17, 19, 22 settembre) reduce dall’Opéra di Parigi e Sébastien Guèze (18, 21 settembre). Completano il cast la Micaëla di Ruth Iniesta, di nuovo a Palermo dove, dopo aver interpretato per la prima volta Puritani, Rigoletto e Traviata, affronta ora un ruolo che ha già cantato in tanti importanti teatri europei; Escamillo è Bogdan Baciu, Frasquita Hila Baggio, Mercédès Sofia Koberidze, Le Remendado Carlo Bosi, Le Dancaïre Nicolò Ceriani. E ancora: Zuniga Giovanni Battista Parodi, Moralès Tommaso Barea, Lilas Pastia Pietro Arcidiacono, Torero Gaetano La Mantia.
L’opera, venerdì 17, sarà trasmessa in diretta streaming, dalle 20.00, sulla web tv del Teatro Massimo diretta da Gery Palazzotto.

La durata dello spettacolo è di tre ore circa, con un solo intervallo tra secondo e terzo atto.

Con Carmen, riprendono anche gli incontri del ciclo “Vi racconto l’opera” che prima del debutto racconterà le grandi storie delle opere liriche. Venerdì 17 settembre, alle 18.15 in sala ONU, la scrittrice e drammaturga Beatrice Monroy racconterà Carmen con Stefania Blandeburgo e Rinaldo Clementi che leggeranno brani da Hemingway e del libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy nella traduzione italiana di Maria Teresa Giaveri. Biglietti 3 euro.

Per l’accesso in teatro è richiesta la certificazione verde.

Ulteriori informazioni: www.teatromassimo.it

Photo: Rosellina Garbo

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