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Addio al compositore Sylvano Bussotti. Il 1° ottobre avrebbe compiuto 90 anni

Sylvano Bussotti  è morto alla vigilia dell’inaugurazione di “90 Bussotti”, la cinque giorni che la città di Firenze stava preparando per festeggiare il compositore in occasione dei suoi 90 anni.  Nato a Firenze il primo ottobre 1931, Bussotti è morto oggi a Milano, nell’istituto dove era ricoverato da due mesi a causa di una lunga malattia. La manifestazione in suo onore si terrà ugualmente. L’omaggio dal 20 al 25 settembre 2021, nell’ambito dell’Estate Fiorentina. A darne notizia il compagno di vita e di lavoro Rocco Quaglia, la nipote Michela e le rispettive famiglie.

Bussotti è stato compositore e interprete, pittore, letterato, scenografo, regista, costumista, e attore. Inizia lo studio del violino con Margherita Castellani ancora prima di compiere i cinque anni di età. Al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze studierà l’armonia e il contrappunto con Roberto Lupi e il pianoforte con Luigi Dallapiccola: studi che interromperà a causa della guerra, senza conseguire alcun titolo di studio. Determinanti, per la sua educazione, il fratello Renzo e lo zio materno Tono Zancanaro, pittori entrambi e, più tardi, l’incontro con il poeta Aldo Braibanti. Dal 1949 al 1956 approfondisce, da autodidatta, lo studio della composizione. A Parigi, nel periodo che va dal 1956 al 1958, frequenta i corsi privati di Max Deutsch, incontra Pierre Boulez e Heinz-Klaus Metzger, che lo condurrà a Darmstadt, dove conosce John Cage.
Inizia in Germania, nel 1958, l’attività pubblica, con l’esecuzione delle sue musiche da parte del pianista David Tudor, seguita dalla presentazione a Parigi di brani eseguiti da Cathy Berberian sotto la direzione di Pierre Boulez. L’Universal Edition e, successivamente, gli editori Moeck e Bruzzichelli pubblicano in quegli anni alcune sue partiture. Sarà infine con Casa Ricordi, che nel 1956, Bussotti stringe un importante rapporto editoriale.

Soggiorna in U.S.A. nel 1964-65, invitato dalla Fondazione Rockfeller a Buffalo e New York, dopo il conferimento di tre premi da parte della SIMC negli anni 1961, 1963 e 1965. Nel 1967 riceve il premio “all’Amelia” della Biennale Di Venezia; nel 1974 il premio “Toscani d’Oggi” e nel 1979 il premio Psacaropulo a Torino. A Berlino, nel 1972, risiede per un anno, ospite delle DAAD per la Fondazione Ford. E’ stato direttore artistico del Teatro La Fenice di Venezia e del Festival Pucciniano di Torre del Lago. Ha insegnato storia del teatro musicale all’Accademia di Belle Arti a l’Aquila. Nel 1980 è stato docente di composizione e analisi alla Scuola di Musica di Fiesole, direttore della sezione Musica alla Biennale di Venezia dal 1987 al 1991.

Fin da ragazzo lavora alla composizione musicale cosi come al disegno e alla pittura; sue mostre d’arte si allestiscono in vari paesi del mondo. Dall’attività concertistica si sviluppa l’esperienza teatrale che lo porta a occuparsi di cinema e di televisione. Dal 1965 l’aspetto fondamentale della sua attività è costituito da spettacoli di teatro musicale, sintesi della propria esperienza creativa realizzati nell’ambito del BUSSOTTIOPERABALLET, nome abbreviato in B.O.B. da lui fondato a Genazzano nel 1984 e che allestisce concerti, spettacoli, mostre d’arte e manifestazioni di ampio respiro internazionale. Sylvano Bussotti è stato Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana, Accademico di S. Cecilia, Cavaliere dell’ordine di Marck Twain, Cavaliere di Micky Mause, Cittadino Onorario della Città di Palermo Commandeur de l’Ordre des Artes e des Lettres dello Stato Francese.

Legato fin dagli inizi a Casa Ricordi, Bussotti concepiva la sua produzione artistica, musicale e non solo, come una sorta di unicum, un solo grande lavoro dalle molte facce, nel quale al suono si potevano alternare la danza, il teatro, l’opera lirica, in una sorta di mare magnum. Aristocratico, esuberante, provocatorio, nella sua lunghissima carriera è stato un po’ tutto, direttore artistico, insegnante, ma anche regista di lirica alla Scala, costumista, scenografo, autore di balletti per uno dei suoi grandi amori, il ballerino Rocco Quaglia. Alla meraviglia dei suoi costumi è stata dedicata, poco più di un anno fa, una sala di Fuori!, la mostra della Quadriennale di Roma 2020.Tra i suoi grandi amici italiani c’erano Franca Valeri, Dario Bellezza, Laura Betti, Carlo Cecchi. Amante della bellezza aristocratica, cultore di forme apollinee, è stato però sempre incline alle contaminazioni, capace di mischiare l’aulicità al pop e poi sempre di provocare e di stupire, come quando ottantenne dichiarò il suo amore per i Simpson. E oggi, insieme a tutto il mondo della musica, lo piangono i teatri e le istituzioni che ha amato, dal Massimo di Palermo alla Fenice di Venezia, alla Biennale. A raccontarne la grandezza e le tante complessità del lavoro di una vita proverà intanto, da domani, la kermesse fiorentina, in pratica un festival di 5 giorni curato da Fabbrica Europa, Fondazione Culturale Stensen, Florence Queer Festival, Tempo Reale, Maschietto Editore, istituzioni cittadine a lui profondamente legate, in collaborazione con Maggio Musicale Fiorentino, Bussotti Opera Ballet e Museo Marino Marini, con il contributo del Comune di Firenze – Estate Fiorentina 2021 e con il coordinamento di Culter.