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Addio ad Arturo Testa, baritono e crooner all’italiana

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È morto a Milano, all’età di 88 anni, il baritono e cantante di musica leggera Arturo Testa. Nato a Milano il 15 agosto 1932, aveva conosciuto una grande notorietà tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta. Dopo aver studiato con il baritono Carlo Tagliabue, nel 1953 debuttò nel mondo della musica partecipando a Il Musichiere, Canzonissima, a varie edizioni del Festival di Sanremo e del Festival di Napoli, nonché al Festival di Piedigrotta.

Testa non mise mai da parte il suo primo amore, la musica lirica: prese parte a produzioni in diversi teatri italiani, fra cui anche la Piccola Scala di Milano. Tra i riconoscimenti ottenuti, il secondo posto al Festival di Sanremo del 1959 con la canzone “Io sono il vento”, presentata in coppia con Gino Latilla, che ebbe grande successo di pubblico grazie al suo ritmo coinvolgente, e la vittoria al Festival di Viareggio con la canzone “Un’ora con te” accanto a Sergio Endrigo. Il suo stile, il colore della voce, il sound ricordavano il crooner afroamericano Billy Eckstine che negli Stati Uniti, all’epoca del debutto di Testa, era ai vertici delle classifiche jazz e pop. Nel cinema, Testa partecipò ad alcuni “musicarelli”, tra cui Destinazione Sanremo  (1959). Mina… fuori la guardia (1961) accanto a Mina, e Appuntamento in Riviera del 1962, con protagonista Tony Renis.

A partire dagli anni Settanta, Arturo Testa tornò a esibirsi esclusivamente nel repertorio lirico. Sotto la regia di Filippo Crivelli cantò nell’Opera da tre soldi di Brecht e Weill, nel Pollicino di Henze, in Orfeo vedovo di Alberto Savinio e in una antologia sulla scapigliatura. Nelle operette, sempre diretto da Crivelli, Testa si distinse, tra Palermo e Trieste, in titoli quali Cin ci là, Al cavallino bianco, La principessa della Czarda e Il pipistrello di Johann Strauss.

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