Chiudi

Addio a Patrick Dupond, grande etoile della danza

Condivisioni

Patrick Dupond, grande etoile della danza, si è spento ieri a Parigi all’età di 61 anni. Nato il 14 marzo 1959, era un ballerino dotato e stravagante: “Piacere, sedurre, intrattenere, incantare, ho l’impressione di non aver mai vissuto tranne quello”, aveva confidato in una intervista.

Il Direttore del Ballo scaligero Manuel Legris ricorda il grande ballerino, ospite frequente al Teatro alla Scala dal debutto nel 1986 nel Boléro di Ravel/Béjart alla Bisbetica domata di Cranko nel 1991 passando da Don Chisciotte e Giselle nel 1987 e dalle danze dei Vespri siciliani dirette da Riccardo Muti per l’inaugurazione della stagione 1989/1990: “Che tristezza oggi apprendere della scomparsa di Patrick Dupond, uno dei più grandi ballerini francesi della sua generazione. Il suo carisma e la sua generosità sul palco hanno lasciato il segno nella mente di tutti. Ci sono e ci saranno sempre ricordi indimenticabili per me e per un’intera generazione di ballerini. Era ovviamente ammirato in Francia e nel mondo, ma era anche particolarmente amato dal pubblico Italiano. Sei partito troppo presto ma non hai mai fatto niente come gli altri. Buon viaggio tra le stelle”.

Un padre uscito di casa molto presto, la madre che cerca di canalizzare l’energia del figlio turbolento iscrivendolo al calcio e al judo. Senza successo. È nella danza classica che Patrick trova la sua strada. Max Bozzoni, ex ballerino dell’Opera di Parigi e insegnante di danza classica, lo prende sotto la sua ala protettrice. Sarà il suo “maestro per la vita” fino alla sua morte nel 2003. Nel 1970, Patrick Dupond entra nella scuola di danza dell’Opera di Parigi. Il ragazzo, nonostante la sua indisciplina, scalerà tutti i livelli della venerabile istituzione. A 16 anni nel balletto come apprendista quadriglia. Un anno dopo vince la medaglia d’oro al concorso internazionale a Varna (Bulgaria). Nel 1980 la consacrazione: viene nominato etoile all’Opera di Parigi.

Le sue doti tecniche, le sue qualità recitative seducono i più grandi coreografi: John Neumeier, Roland Petit, Alvin Ailey, Maurice Béjart creano per lui. Quest’ultimo gli offre una delle sue interpretazioni più magistrali, quella del ballerino travestito da capricciosa prima ballerina in Salomé del 1986. La sua personalità fiammeggiante, spontanea e generosa contribuisce a fare di Patrick -Titi – Dupond una star della danza. Famoso al di fuori della cerchia degli amanti del balletto in Francia, attira folle durante le sue tournée all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone.

A 31 anni, dopo un periodo a Nancy alla guida del Balletto francese, subentra a Rudolf Nureyev come direttore di ballo dell’Opera di Parigi. Dal 1990 al 1995 unisce le funzioni di capo e ballerino, prima di ridiventare una semplice etoile. Ma nel 1997, in un contesto di dissenso con la nuova direzione dell’Opera, viene licenziato per “la sua insubordinazione e la sua indisciplina”, nelle parole. Il ballerino accetta, senza il consenso del suo datore di lavoro, di far parte della giuria del festival di Cannes. Patrick Dupond sarà finalmente risarcito in cassazione per il suo licenziamento, ma l’infortunio rimarrà profondo. Terminando trent’anni di vita al Palais Garnier, l’episodio apre un periodo buio per la star, in preda al dubbio e alla solitudine. Nel 2000 rimane vittima di un grave incidente automobilistico. Il suo corpo è spezzato da 134 fratture e i medici gli dicono che non ballerà più. Sotto morfina per due anni – gli ci vorrà un anno per disintossicarsi – con tenacia si alza a ogni costo per l’allenamento quotidiano con il suo mentore Max Bozzoni. Pochi mesi dopo, torna sul palco, in un musical, Un air de Paris. Un successo, però, senza futuro.

Dopo essersi dilettato nel cinema (Dancing Machine con Alain Delon nel 1990), ballato con i cavalli del Cadre Noir, partecipa in tv come giurato della versione francese di Ballando con le stelle su TF1 nel 2018. Negli ultimi anni si stabilisce a Soissons (Aisne), dove aveva frequentato la scuola di Leïla Da Rocha, con la quale aveva allestito spettacoli di danza classica e orientale.

image_print
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino