Chiudi

Verona, la Fondazione Arena presenta la stagione 2021 del Teatro Filarmonico

Condivisioni

Dare continuità alla programmazione artistica anche per il 2021: è questo l’imperativo che si è imposta la Fondazione Arena presentando l’intero cartellone del Teatro Filarmonico che va così ad aggiungersi a quello già confermato per la stagione estiva in Arena. Un cartellone, col titolo “Sei a casa al Teatro Filarmonico”, che comprenderà sei appuntamenti operistici e 15 concerti sinfonici, dall’8 gennaio al 31 dicembre 2021, per ora tutti in streaming. Una programmazione comunque sostenibile, che potrà svolgersi in qualsiasi scenario, anche qualora dovessero permanere le criticità che da diversi mesi si stanno affrontando a causa dello stato pandemico. Gli spettacoli saranno fruibili – come hanno tenuto a precisare il sovrintendente Cecilia Gasdia e il direttore generale Gianfranco De Cesaris – sui canali social Facebook, YouTube e sulla nuova web tv dell’Arena, ma anche sull’emittente regionale Telenuovo (una nuova collaborazione) per proseguire nell’iniziativa nata per riaprire le porte del teatro al pubblico, “trasmettendo in chiaro le opere e i concerti della stagione almeno fino al mese di marzo”.

Si inizia in streaming il 31 gennaio col giocoso Barbiere di Siviglia di Rossini firmato nella regia da Pier Francesco Maestrini, la scenografia animata e i costumi insieme al cartoonist Joshua Held, che ha dato vita a un cartoon animato interattivo, molto amato dai più piccoli, ma apprezzato per la freschezza anche dal pubblico adulto. La stagione prosegue il 28 febbraio con Il parlatore eterno di Ponchielli, sua unica composizione comico brillante, in collaborazione con AsLiCo, (direzione di Daniel Oren, regia di Stefano Trespidi, le scene di Filippo Tonon) e Il Tabarro di Puccini, in un nuovo allestimento con la regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi (al debutto veronese), le scene di Leila Fteita, i costumi di Silvia Bonetti, le luci di Paolo Mazzon.
Il 28 marzo spazio alla musica barocca con Dido and Aeneas di Purcell nell’allestimento del Comunale di Modena con la regia di Stefano Monti. Lo spettacolo, diretto da Giulio Prandi, sarà preceduto dalla Cantata Giusti Numi che il ciel reggete dalla Didone abbandonata di Jommelli. Il 9 maggio andrà in scena la produzione lirica Zanetto di Mascagni, opera rappresentata assai raramente e per la prima volta prodotta al Filarmonico. La dirigerà Valerio Galli, nella regia di Alessio Pizzech, con le scene di Michele Olcese e sarà preceduta da una coeva Antologia verista con alcuni preludi e intermezzi di Mascagni, Cilea, Catalani. Sono previste repliche per l’ 11, 13, 16 maggio.

Dopo la pausa estiva con il festival areniano, il 31 ottobre si torna al Filarmonico per un nuovo allestimento del Così fan tutte di Mozart, nella regia di Giorgia Guerra e la direzione di Francesco Ommassini. Le repliche si effettueranno il 2, 4, 7 novembre e il cast sarà composto da Vitoria Yeo (Fiordiligi), Chiara Tirotta (Dorabella), Alessandro Luongo (Guglielmo) Marco Ciaponi (Ferrando), Enkeleda Kamani (Despina), Alfonso Antoniozzi (Don Alfonso). Per l’ultimo appuntamento, 28, 30 novembre e 2, 5 dicembre, ci saranno due nuovi allestimenti de La voce umana di Poulenc e Il telefono di Menotti, diretti da Francesco Lanzillotta, con la regia di Federica Zagatti Wolf-Ferrari.  Tutti i cast non sono ancora completati, ma intanto si possono già citare: Carlo Lepore, Mario Cassi e Ricardo Fassi presenti per Il barbiere di Siviglia; Maria José Siri, Kiril Manolov, Samuele Simoncini per Il tabarro; Josè Maria Lo Monaco e Renato Dolcini per Dido and Aeneas; Asude Karayavuz e Donata D’Annunzio Lombardi per Zanetto; Daniela Cappiello e Vittorio Prato per Il telefono.

Il cartellone sinfonico, dall’8 gennaio al 31 dicembre, con i suoi 15 appuntamenti propone direttori e solisti di prestigio. Dopo le celebrazioni per i 250 anni dalla visita veronese di Mozart, anche il concerto di apertura si ispirerà al nome del grande compositore salisburghese. Si inizia proprio venerdì 8 gennaio in streaming con il programma Mozart, dall’Austria alla Russia, diretto da Diego Matheuz, su musiche di Mozart e Cajkovskij. Il secondo concerto si svolgerà venerdì 5 febbraio, Respiri e contrasti, diretto dal flautista Giampaolo Pretto, comprendente musiche di Mozart e Schubert. Quello del 5 marzo, Ingegno atipico, sarà affidato al direttore debuttante Jacopo Brusa che accosterà due pagine meno frequenti di Verdi e Ponchielli: il Quartetto in mi minore nelle versione per archi del primo e la Messa op. 20 del secondo. Idilli musicali del 2 aprile avrà invece come protagonista il direttore e pianista Orazio Sciortino che proporrà un suo brano commissionatogli dalla Fondazione Arena, Aiora, con altre pagine di Mozart, Honegger, Poulenc.

A partire da aprile la Fondazione Arena presuppone il ritorno del pubblico al Filarmonico per cui ha programmato una doppia esecuzione dei suoi concerti. Venerdì 9 e sabato 10 aprile, infatti, col titolo Complicità e ritmo, Francesco Ommassini dirigerà il violinista Andrea Obiso e l’Orchestra areniana in un doppio impegno beethoveniano che prevede il Concerto per violino in re maggiore op. 61 e la Quinta Sinfonia in do minore op. 67. Venerdì 16 e sabato 17 aprile, lo spettacolo Agile e bucolico vedrà il debutto della prima donna vincitrice del Concorso Cantelli, Tianyi Lu, che accompagnerà l’affermato violinista Giuseppe Gibboni per il Secondo concerto di Paganini, completando la serata con la Sesta Sinfonia di Beethoven. Il coro della Fondazione Arena, diretto da Vito Lombardi, tornerà poi da protagonista per il 23 e 24 aprile con Voci da camera, in un invitante programma comprendente il Liebeslieder Walzer di Brahms e il Romancero Gitano op. 52 di Castelnuovo Tedesco.
Bottesini, il Paganini del contrabbasso, fissato per venerdì 14 e sabato 15 maggio, sarà imperniato interamente su musiche del primo direttore di Aida e conterà sulla direzione di Marco Alibrando e sul contrabbassista Giuseppe Ettorre. La stagione sinfonica di primavera terminerà il 28 e 29 maggio con Itinerario in Germania affidato a Francesco Ciluffo che avrà a disposizione anche il coro areniano per il Salmo 42 di Mendelssohn, eseguito unitamente a pagine di Brahms e Schumann.

La sinfonica riprenderà poi in autunno, l’1 e 2 ottobre, con Celestis musica, musica aeterna, diretta da Giuliano Carella e il violinista Peter Szanto (musiche di Fauré, il Requiem op. 48 e Chausson, il Poéme in mi bemolle maggiore per violino op. 25). Venerdì 15 e sabato 16 ottobre, l’appuntamento potrà contare su un solista di eccezione, il violoncellista Giovanni Sollima che presenterà due sue composizioni, Hell 1 e Terra con variazioni, assieme ad altri celebri brani di Haydn e Beethoven. Venerdì 5 e sabato 6 novembre tornerà sul podio nuovamente Francesco Ommassini per un concerto (Virtuosismo e impulsività) che continua l’esplorazione del repertorio tardo ottocentesco (Ciajkovskij e Dvorak), accompagnando il giovane pianista Xiaolu Zang, vincitore del Concorso pianistico Città di Verona 2019.
Con Imponenza e suggestioni, tredicesimo concerto (12, 13 novembre), ci si immergerà nuovamente nel romanticismo tedesco di Brahms e Mendelssohn. Il programma sarà affidato ad Antonino Fogliani che tornerà così a dirigere sul podio del Filarmonico per accompagnare il celebre pianista napoletano Michele Campanella. Alle festività di dicembre sono affidati i due restanti concerti: Finezze corali (17-18 dicembre) diretto da Andrea Cristofolini, vice responsabile del coro areniano e 31 dicembre quello tradizionale di fine anno col coro e orchestra areniani guidati per la sesta stagione da Vito Lombardi.

Photo credit: Ennevi

 

image_print
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino