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Su Rai5 due produzioni della Scala: Le nozze di Figaro e il Fidelio diretto da Baremboim

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Due spettacoli del Teatro alla Scala sono in programma giovedì 30 aprile su Rai5. Alle ore 10 circa, vanno in onda Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. Questa nuova produzione dell’opera mozartiana, proposta alla Scala nel 2016, vede sul podio l’austriaco Franz Welser-Möst e si avvale di un cast formato da artisti che non sono solo tra le voci più affermate nel panorama internazionale, ma anche un affiatato gruppo di attori: Diana Damrau nella parte della Contessa d’Almaviva, Golda Schultz come Susanna, Marianne Crebassa come Cherubino, Carlos Álvarez nel ruolo del Conte e Markus Werba come Figaro. La regia è dell’inglese Frederic Wake-Walker – Direttore artistico del Mahogany Opera Group – che ha avuto il compito di affiancare uno sguardo contemporaneo alla leggendaria produzione di Giorgio Strehler che dal 1981 (ma la prima versione parigina era del 1973) ha registrato 68 rappresentazioni al Piermarini.

Alle ore 21.15, sempre su Rai 5, Rai Cultura propone invece il Fidelio di Ludwig van Beethoven. È lo spettacolo che ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala il 7 dicembre 2014. Dirige Daniel Barenboim, alla sua ultima stagione da Direttore Musicale della Scala. La regia è firmata dalla britannica Deborah Warner, che dopo essersi imposta nella prosa grazie alla sua collaborazione con la Royal Shakespeare Company si è dedicata con sempre maggiore assiduità all’opera. Scene e costumi sono di Chloe Obolensky, allieva di Lila De Nobili e storica collaboratrice di Peter Brook, le luci di Jan Kalman. Il cast capitanato da Anja Kampe (Leonore) e Klaus Florian Vogt (Florestan) comprende Falk Struckmann (Don Pizarro), Kwangchoul Youn (Rocco), Peter Mattei (Don Fernando), Mojca Erdmann (Marzelline) e Florian Hoffmann (Jaquino).

Fidelio – ha detto Barenboim – è spesso letto esclusivamente come dramma politico, mentre è la storia di una donna pronta a tutto per salvare l’uomo che ama”. Aggiunge Deborah Warner: “La ricerca della verità nel buio di una prigione, la scoperta dell’ingiustizia alla luce del sole e il potere dell’amore di vincere tutto: Fidelio è fatto di questo. Non credo che al centro ci sia l’idea della libertà, credo che ci sia assolutamente l’idea dell’amore”.

Fidelio ha gestazione tormentata e tre edizioni principali: quella proposta dalla Scala è in massima parte l’ultima del 1814 con i dialoghi di Treitschke, ma con uno sguardo rivolto alle versioni precedenti sia nella scelta dell’Ouverture (che sarà Leonore n° 2, scritta da Beethoven per la prima del 1805 utilizzando temi dell’opera e che verrà trasformata l’anno Baremboinseguente nella grande Leonore n° 3) sia nella collocazione dei primi due brani, che seguirà l’edizione del 1806, di cui Beethoven, evidentemente soddisfatto, ne fece stampare nel 1810 la versione per canto e pianoforte.

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