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Oberto, la prima di Verdi in onda su Rai5

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Martedì 12 maggio, alle ore 18.45, Rai Cultura trasmette su Rai5 la più giovane opera di Verdi: Oberto, Conte di San Bonifacio, composta su libretto di Antonio Piazza rielaborato da Temistocle Solera, e rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano nel 1839. Un’incursione nella preistoria del teatro verdiano che riporta all’attenzione un titolo tuttora misterioso per il pubblico.

Certo, Oberto suscita poco più di un rispettoso interesse. Non è partitura che stimoli approfondimenti o impossibili rivalutazioni. La mano di Verdi è piuttosto pesante, la vena eclettica: l’eredità rossiniana (del Mosè in particolare) si lega senza originalità a formule donizettiane e parentesi liriche mutuate da Bellini. Non mancano i momenti in cui l’istinto del grande uomo di teatro si fa già valere. Ma sono appunto momenti. Va da sé che la tenuta di un’opera dai contenuti musicali ancora fragili dipende soprattutto dall’esecuzione: dalla presenza di voci adeguate e di un direttore in grado di scatenare il potenziale verdiano senza scadere nella rozzezza bandistica.

L’edizione proposta su Rai5 è quella andata in scena al Teatro Lauro Rossi di Macerata nel 1999, per il Macerata Opera Festival, con la direzione di Daniele Callegari e le voci di Gabriella Colecchia, Fabio Sartori, Antonella Dalla Pozza, Michele Pertusi e Giovanna De Liso. Lo spettacolo, firmato da Pier’Alli (e rivisitato nel 2002 per la Scala al Teatro degli Arcimboldi) presenta eleganti scene geometriche e personaggi fissati in geometria di posizioni: pedine di un gioco fatale che sfocia in uno scontro di passioni assolute. Gestualità di mani e braccia tese rendono per allusioni e simbolismi caratteri melodrammatici che non conoscono ancora l’evoluzione psicologica ed emotiva dei capolavori verdiani a venire. Regia televisiva di Paola Longobardo.

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