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Napoli, il San Carlo riparte in piazza Plebiscito con Netrebko e Kaufmann

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Tanta emozione e una sfilata di voci di caratura mondiale, più due bacchette di primissimo piano. Sono queste le parole e le carte giocate per il ritorno allo spettacolo all’aperto e dal vivo del Teatro San Carlo di Napoli con il nuovo sovrintendente e direttore artistico Stéphane Lissner, assieme ai divi protagonisti dei due annunciati titoli del grande repertorio d’opera targati Regione Lirica, in piazza del Plebiscito dal 23 al 31 luglio in forma di concerto e in triade con la Nona Sinfonia di Beethoven nei 250 anni dalla nascita.

Dopo la prova generale di Tosca offerta gratuitamente come ”anteprima” a medici e infermieri impegnati a fronteggiare l’emergenza Covid, il vertice della Fondazione lirica napoletana ha infatti voluto incontrare la stampa in Teatro, presentando a raccolta e con orgoglio dal palcoscenico le principali stelle sia dell’opera pucciniana (in forma semi-stage il 23 e il 26 luglio), sia dell’Aida di Verdi (in pari soluzione, il 28 e 31 luglio), condividendone appunto la gioia per la ripresa degli spettacoli dopo i quattro mesi di emergenza sanitaria e forzato lockdown. «Come teatro – ha esordito Lissner – abbiamo il dovere, oltre che la responsabilità, di sostenere gli artisti e di avvicinare il più possibile il pubblico. Cercheremo di rispondere attraverso alti progetti digitali, collaborando con le Università per avvicinare e formare al mestiere teatrale i più giovani, creando per la prima volta un’Accademia del Teatro San Carlo per scoprire e allevare nuovi talenti canori, assegnandone ad esempio la guida del belcanto a un soprano di eccellenza per tale stile qual è Mariella Devia. E lavoreremo anche sul repertorio legato al territorio, portando almeno due titoli all’anno sul Settecento napoletano, al Teatrino di Corte. Questo primo ritorno d’estate rappresenta pertanto l’inizio di una sfida ma anche – ha concluso Stéphane Lissner, ringraziando tutte le maestranze coinvolte – un grande sogno. Per la grandezza delle stelle coinvolte, perché solo incontrando il pubblico gli artisti possono accendere vere e forti emozioni».

Per il primo titolo, sono quindi intervenuti il soprano Anna Netrebko (Floria Tosca che, seppur in forma di concerto, cambierà tre abiti di scena, si avvarrà di fiori veri, di una sedia e di un pugnale per l’omicidio di Scarpia, scendendo poi fra il pubblico anziché lanciarsi al termine dagli spalti di Castel Sant’Angelo), il suo compagno di vita e di arte Yusif Eyvazov, tenore dalla perfetta pronuncia italiana e interprete di Mario Cavaradossi, Ludovic Tézier per il Barone Scarpia e, sul podio, il Direttore musicale uscente Juraj Valčuha.
Anna Netrebko, per la prima volta a Napoli, ha intanto confessato di essere rimasta molto colpita dai luoghi partenopei: «In questi giorni – ha dichiarato preferendo parlare in lingua inglese – ho voluto esplorare molti angoli della città. Tanto che, alla sua speciale atmosfera, alla magnifica cultura, alla sua bellezza, si dovrà gran parte dell’ispirazione di quel che sarà la mia performance. È un’occasione particolarissima perché, ancora una volta di più – ha aggiunto – abbiamo capito quanto sia fondamentale la musica dal vivo. E, per questo, ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile un simile evento».

Stando alle sue stesse parole, l’emozione è quindi doppia per Yusif Eyvazov, artisticamente cresciuto in Italia per diciassette anni. «Dopo mesi così difficili per tutti noi, poter tornare in Italia e cantare dal vivo rappresenta un momento fondamentale. Queste serate trascorse qui a Napoli? Le ricorderemo per tutta la vita: le sensazioni sono tante e diverse perché, come ha detto giustamente anche Jonas, credo che tutti gli artisti si siano resi conto in questi mesi di cosa significhi lavorare senza il pubblico. Vivere senza queste emozioni, cantare concerti online, è molto difficile e, tornare a esibirci dal vivo, acquista oggi un significato speciale». E così Ludovic Tézier, dettosi particolarmente felice «di poter ripartire e ritrovare la scena in una città fondamentale per la storia dell’opera». Poi Juraj Valčuha che, soddisfatto del lavoro compiuto, ha ringraziato le compagini della Fondazione.

A seguire, la parola agli interpreti di Aida con Anna Pirozzi nel ruolo del titolo, Jonas Kaufmann per Radamès e il mezzosoprano georgiano Anita Rachvelishvili per Amneris, accanto al direttore Michele Mariotti. Il tenore Jonas Kaufmann, pur non essendosi mai soffermato sull’importanza dell’applauso del pubblico quale “pane dell’attore”, poiché da sempre favorevole al far musica per il proprio piacere, solo ora, per la prima volta a Napoli su un progetto d’opera e non solo in recital o oratoriale, ammette di averne compreso “il peso e il significato”. Per Anna Pirozzi, il ritorno al pubblico nella sua città, rappresenta invece quasi un “nuovo debutto”. «Anche se ho cantato tante volte Aida – ha tenuto a precisare infatti l’apprezzato soprano verdiano – sarà per me come un debutto, tra l’altro con la gioia di cantare al fianco di grandissime star. Sono felice che inizi di nuovo tutto qui, dalla mia Napoli». Vero l’esordio partenopeo invece per la straordinaria Anita Rachvelishvili che, in via analoga, ribadisce la gioia «del ritorno alla musica e all’arte entro una cornice incantevole».
Infine le parole di Michele Mariotti, mai troppo propenso in questi mesi alla musica in streaming o in altre soluzioni virtuali. «Speriamo che il futuro – si augura al termine il direttore marchigiano – sia il più vicino possibile a quel che è stato il nostro passato».

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