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L’opera in frammenti: il “terribile” Teodor Currentzis dirige Traviata

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Teodor Currentzis colpisce ancora. A partire da venerdì 4 dicembre, infatti, sui canali digitali dell’enfant terrible del podio viene pubblicato Fragments, progetto a lungo termine, in collaborazione con Sony Classical, di poetiche riletture audio e video di celebri, iconiche scene d’opera. L’ideazione e l’attuazione di questo curioso palinsesto sono avvenute durante il periodo più duro delle chiusure da pandemia; le registrazioni si sono svolte presso il Dom Radio di San Pietroburgo.
In un simile percorso visionario e di forte impatto tra musica e immagini, il direttore di origini greche è alla guida del suo ensemble musicAeterna. Stando alle parole, a tratti provocatorie, di Currentzis, “Questo è un progetto che sogno da molto tempo […] preoccuparsi solamente della vera essenza del pezzo e non di come renderlo freneticamente in tre giorni. […] Questo è sembrato essere il momento giusto per riconsiderare l’approccio di fare musica in un modo che ci avrebbe permesso di raggiungere finalmente lo strato più intimo del testo musicale. […] Miriamo a ripristinare la bellezza sprecata, l’abbondanza di sapori e colori che sono stati sacrificati sull’altare del mainstream e dell’industria musicale.”

Come prima tappa di Fragments, “Teodor il Terribile” punta su di un caposaldo del catalogo verdiano, proponendo il Preludio del III atto e l’aria “Addio del passato” da La traviata. Nei panni della protagonista canta il soprano russo Nadezhda Pavlova, già applaudita Violetta Valéry in una produzione diretta da Currentzis stesso e con regia di Bob Wilson, andata in scena negli scorsi anni in Russia, Danimarca, Austria e Lussembrugo; accanto a lei, l’Annina di Iuliia Saifulmuliukova e il Dottor di Grenvil di Viktor Shapovalov, solisti di musicAeterna. Nell’elegante video in bianco e nero sono presenti tutte le caratteristiche tipiche della visione – se vogliamo radicale e, a volte, eccessiva – di Currentzis, peculiarità che spesso hanno diviso pubblico e critica tra ammiratori e detrattori: un’agogica dei tempi estremizzata; un lavoro di cesello manicale, attento a sbalzare con cura febbrile dettagli e sfumature; la richiesta agli artisti di un fraseggio espressivo, spesso manierato, quasi sussurrato; un andamento languido e in punta di bacchetta. L’aspetto musicale è arricchito da immagini di sapore onirico, intrise di mistero e surrealismo, tra corpi umani, scene dalla sala di registrazione, sprazzi di paesaggio naturale e le immancabili mani da sciamano di Teodor Currentzis, vero demiurgo del palinsesto.
I seguenti tasselli del progetto verranno annunciati e pubblicati nell’arco del 2021.

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