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L’italiana in Algeri? È Oriana Fallaci. Il capolavoro di Rossini secondo Aliverta

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Torna la lirica allo Spazio Teatro 89 di Milano con il secondo appuntamento della stagione, curata da VoceAllOpera, associazione culturale da sempre impegnata a portare l’opera lirica a tutti e a dare ad artisti giovani e meritevoli la possibilità di debuttare: sabato 15 (ore 20) e domenica 16 febbraio (ore 16), nell’auditorium polifunzionale di via Fratelli Zoia 89 andrà in scena L’italiana in Algeri, opera lirica in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Angelo Anelli. Stendhal la definì «una follia organizzata e completa», esaltando la perfezione dell’opera buffa che diede fama al compositore pesarese poco più che ventenne. Quasi certamente tratta da una storia vera, L’Italiana in Algeri è un concentrato di vitalità, un gioioso ingranaggio musicale che narra la storia di Isabella, una donna italiana dal forte carattere, in grado di far scricchiolare un mondo arabo dominato da uomini dispotici e promiscui. Dietro all’aspetto buffo e divertente si nascondono tematiche forti come la discriminazione di genere e il maschilismo.

La regia dell’opera è affidata a Gianmaria Aliverta, direttore artistico di VoceAllOpera, che ha scelto di collocarla in un tempo intermedio tra futuro e passato, prendendo le mosse dagli ultimi (ed ennesimi) segnali d’insofferenza tra Stati Uniti e Medio Oriente: «Ho immaginato un’Algeri conquistata dagli americani, come tutto il continente africano, e Mustafà, il Bey della città, come un sostenitore talmente sfegatato di Trump da scimmiottarne gli atteggiamenti, compreso quello irrispettoso nei confronti delle donne – afferma Aliverta – La misoginia importata dal presidente americano, unita a quella locale, darà il via a un vortice demenziale di diktat e divieti». In questo contesto irrompe Isabella nei panni di Oriana Fallaci, una delle poche giornaliste che nella sua carriera ha intervistato personaggi che hanno fatto la storia. «Ho voluto tributare un omaggio al lavoro della Fallaci, svolto in un’epoca – continua il regista – in cui era molto difficile farlo da donna». Ai momenti buffi si alternano scene toccanti e intensamente liriche, soprattutto quando Isabella ripensa con commozione alla sua patria.

Il maestro Marco Alibrando (classe 1987), grande conoscitore e appassionato di Rossini, che nel 2016 ha diretto Duetti Amorosi al Rossini Opera Festival di Pesaro e nel 2012 l’Adina al Festival Rossini in Wildbad, dirigerà un organico orchestrale composto dalla Civica Orchestra di Fiati di Milano e dall’Ensemble d’archi di VoceAllOpera.
Il cast dell’Italiana è formato da giovani promesse vocali, di età compresa fra i 20 e i 30 anni e reclutate tramite le audizioni che VoceAllOpera indice ogni anno per dare a tutti la possibilità di debuttare: Isabella sarà impersonata da Sara Rocchi (il 15 e il 16 febbraio) e da Sayumi Kaneko (il 13 febbraio nella prova generale per le scuole), Mustafà da Lorenzo Barbieri, Lindoro da Bekir Serbest, Taddeo da Alfonso Ciulla, Haly da Lorenzo Liberali, Elvira da Kaori Yamada e Zulma da Marta Di Stefano.
Le scenografie sono di Danilo Coppola, i costumi di Sara Marcucci e le luci di Elisabetta Campanelli. Brunella De Laurentis sarà l’assistente di regia, mentre Giacomo Mutigli dirigerà il Coro di VoceAllOpera.

Ulteriori informazioni: Spazio Teatro 89

Photo credit: Gianpaolo Parodi

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