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La Fenice risorge a luglio, con l’orchestra in platea e un’installazione a forma di arca

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Il Teatro La Fenice riapre al pubblico, nel mese di luglio, con una serie di concerti cameristici e sinfonici e con un nuovo allestimento operistico. Non tutto sarà come prima: la riapertura del teatro veneziano sarà nel segno del cambiamento, un cambiamento forzato dall’emergenza sanitaria e dalle conseguenti regole di salute e sicurezza imposte, ma le cui limitazioni sono state interpretate come idee per spettacoli teatrali musicali dal volto nuovo. Ancora una volta, insomma, la Fenice reinventa nuove prospettive teatrali e crea nuovi modelli di fruizione dello spettacolo musicale dal vivo.

A essere reinventato sarà lo spazio: «La chiave è stata nel non vedere le limitazioni come pura impossibilità – spiega Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico della Fenice – bensì come espedienti per ideare spettacoli con nuove varianti drammaturgiche e poetiche. In quest’ottica, insieme alle maestranze, ai laboratori e ai tecnici del teatro, abbiamo rimodulato completamente lo spazio della platea, della fossa orchestrale e del palcoscenico. Rimosse le poltrone dalla platea, in questo spazio si distribuiranno i musicisti, mentre un’installazione permanente, un piano inclinato, coprirà la buca dell’orchestra rialzandola e collegandola al palcoscenico, dove potranno essere ricavati posti a sedere a debita distanza l’uno dall’altro. Sarà una sorta di chiglia in legno di una nave in via di costruzione (e con settanta persone sedute in prua): un’immagine che non vuole ricordare l’idea di un naufragio, quanto piuttosto quella di un’arca che ci traghetterà tutti in avanti, in un mondo nuovo. Una cosa è certa: resterà pur sempre la sala più bella del mondo».

La programmazione artistica inizierà domenica 5 luglio alle ore 19.00: gli ottoni dell’Orchestra e gli artisti del Coro del Teatro La Fenice istruiti da Claudio Marino Moretti proporranno un concerto dal programma originale, aperto dalla Fanfare for a common Man di Aaron Copland e poi composto da musiche di Claudio Monteverdi, Giovanni Gabrieli e Johann Sebastian Bach. Seguirà un ‘divertimento’ musicale tutto handeliano, intriso di toni di festa e di gioia: nei concerti di giovedì 9 e sabato 11 luglio 2020 ore 19.00, Diego Fasolis sarà infatti alla guida dell’Orchestra del Teatro La Fenice per dirigere due pezzi celeberrimi del compositore sassone, la Water Music e la Royal Fireworks Music Tornerà anche la lirica, con un nuovo allestimento dell’Ottone in Villa di Antonio Vivaldi, il dramma per musica in tre atti, su libretto di Domenico Lalli, che rappresenta il debutto operistico del Prete Rosso. E anche per Diego Fasolis, tra i massimi esperti vivaldiani, sarà un debutto, in quanto per la prima volta si confronta con questo titolo. La messinscena sarà firmata da Giovanni Di Cicco, con le scene di Massimo Checchetto e i costumi di Carlos Tieppo. Il cast è di assoluto prestigio grazie alla presenza di Giulia Semenzato (Cleonilla), Sonia Prina (Ottone), Lucia Cirillo (Caio Silio), Giuseppe Valentino Buzza (Decio) e Michela Antenucci (Tullia). Cinque le recite in programma, tutte alle ore 19.00: venerdì 10 luglio 2020, domenica 12 luglio, martedì 14 luglio e mercoledì 15 luglio ore 19.00.

Due grandi classici del repertorio per fiati saranno interpretati dall’Orchestra del Teatro La Fenice nel concerto in programma giovedì 16 luglio 2020 alle ore 19.00: si tratta della Serenata in mi bemolle maggiore op. 7 di Richard Strauss e la Serenata n. 10 in si bemolle maggiore kv 361 Gran Partita di Wolfgang Amadeus Mozart. Mentre sarà la musica dei veneziani Antonio Vivaldi e Tomaso Albinoni a fare da padrona nel concerto del giorno successivo, venerdì 17 luglio 2020 ore 19.00: l’Orchestra del Teatro La Fenice, con Roberto Baraldi primo violino concertatore, eseguirà tre Concerti per archi e basso continuo del Prete Rosso e lo splendido Adagio in sol minore di Albinoni.
A fine mese, mercoledì 22 e giovedì 23 luglio 2020, sempre alle ore 19.00, si susseguiranno due recital per voce e pianoforte che vedranno protagonisti tre interpreti maschili tra i più acclamati del panorama contemporaneo: nella prima serata il basso Alex Esposito proporrà un programma diversificato, cantando i ruoli che lo hanno reso celebre come Mefistofele nel Faust, il Don Giovanni mozartiano, oppure Nick Shadow in The Rake’s Progress; nella seconda, il tenore Francesco Meli e il baritono Luca Salsi daranno voce ad alcune delle pagine più amate del repertorio verdiano.

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