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Il festival della rinascita: il Pucciniano pronto a ripartire con Gianni Schicchi

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Un festival che non rinuncia a un cartellone ricco e articolato, pur in tempi difficili come questi, e un progetto grandemente declinato al femminile, in linea con la sensibilità del compositore a cui rende omaggio. Sono le cifre distintive della 66ª edizione del Festival Puccini di Viareggio e Torre del Lago, che si svolgerà dal 27 giugno al 21 agosto. Tre le opere in calendario, Gianni Schicchi, Tosca e Madama Butterfly, ma molti i progetti speciali, nel segno della multidisciplinarietà, con un grande contributo delle donne, che sono i due terzi di chi lavora al progetto.

“Sarà il Festival della rinascita – ha detto in conferenza stampa la presidente della Fondazione Festival Pucciniano Maria Laura Simonetti – un festival con un programma rimodulato ma che vuole essere il nostro contributo a questa importante fase di ripresa di cui ha bisogno il nostro Paese. Abbiamo voluto contribuire alla ripartenza creando opportunità di lavoro per le nostre maestranze, per gli artisti, ma anche per non deludere le tante aspettative del pubblico che ha continuato a seguirci in questi lunghi mesi di inattività”.
Il teatro all’aperto di Torre del Lago, con i suoi 3400 posti, non crea problemi al distanziamento richiesto dalla normativa anti Covid, ma non sarà l’unica location per la manifestazione che quest’anno si allarga anche a Viareggio città. “Abbiamo pensato a una rassegna di musica sacra nelle chiese – ha aggiunto Simonetti –, ad appuntamenti nel giardino di Villa Paolina e a piccoli concerti nei luoghi più caratteristici della Versilia, dalle dimore storiche agli yacht, dalle cave di marmo al lungomare”.

Erano già 7000 i biglietti acquistati prima dell’emergenza Covid (e i biglietti sono rimborsabili), ma la speranza è che il pubblico torni numeroso. “Il nostro vuole essere il festival della creatività – ha spiegato il direttore artistico Giorgio Battistelli -. Mancano i soldi ma più drammatica è l’assenza di idee. Sono molto grato ai tre registi delle opere in calendario: ognuno di loro ha trovato la chiave giusta per rispettare i vincoli e le norme di sicurezza, ma senza viverli come una restrizione. L’arte salva, l’arte è uno straordinario vaccino: se abbiamo la capacità di investire su un progetto culturale, possiamo uscire da un percorso drammatico come quello che stiamo attraversando”. Battistelli ha anche citato gli eventi speciali della kermesse: “Ci sono giorni che non accadono mai”, con la regia di Sergio Castellitto, in collaborazione con il Festival di Ravenna (10 luglio); il racconto delle opere pucciniane affidato al drammaturgo Stefano Massini (“La voce della luna”, in calendario l’11 luglio); la proiezione di Tempi moderni con musica dal vivo (18 luglio) e la bella iniziativa di affidare a sei compositori contemporanei brani ispirati a Tosca (13 e 14 luglio). “Il 28 luglio siamo orgogliosi di ospitare il concerto dell’orchestra di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, con in programma anche la Quinta sinfonia di Beethoven, nostro omaggio all’anniversario del compositore – ha concluso il direttore artistico -. Speriamo in futuro di costruire una collaborazione anche con il Maggio Musicale Fiorentino per un campus estivo”.

Ciascuno dei registi delle tre opere in programma ha presentato brevemente l’idea su cui sta lavorando. Valentina Carrasco, che metterà in scena Gianni Schicchi il 27 giugno nella Cittadella del Carnevale, lavorerà sulla paranoia da epidemia dei parenti del protagonista, ispirandosi all’umorismo nero di certo cinema italiano, da Monicelli a Risi. Un impianto scenico essenziale, costituito da tre grandi cerchi concentrici, animerà il palco di Tosca (6 e 14 agosto) nelle intenzioni di Stefano Monti, che firma regia, scene e costumi, nel segno di un accentuato simbolismo. Manu Lalli, infine, per Madama Butterfly (8 e 21 agosto) parla di “ombra, bosco e natura, vampirizzati, come la protagonista, dall’uomo civilizzato incarnato da Pinkerton”.

Non ha fatto mancare una nota critica il direttore musicale Alberto Veronesi, che sarà sul podio di Tosca: “Siamo in netta discontinuità con ciò che accade in altri enti – ha detto –, e mi riferisco a un altro attrattore culturale del nord Italia, contro il sistema dello star system, che condiziona e svilisce il fare musica. Altri decidono sulla base delle indicazioni delle agenzie, una sorta di potere costituito della lirica, mentre noi ci proponiamo in apertura alla società”.

Ulteriori informazioni: 66° Festival Puccini

Locandina Gianni Schicchi, Locandina Tosca, Locandina Madama Butterfly

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