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Addio a Nello Santi, depositario della tradizione direttoriale italiana

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Si è spento oggi, 6 febbraio, all’età di 88 anni, Nello Santi. Il celebre direttore d’orchestra era nato ad Adria il 22 settembre 1931. Aveva compiuto gli studi a Padova e qui debuttato al Teatro Verdi dirigendo Rigoletto. Inizialmente, Santi si divide fra il repertorio sinfonico e quello operistico, per poi indirizzarsi nettamente verso il melodramma. Già nel 1958 viene nominato direttore dell’Opera di Zurigo, a cui resterà legato a lungo. Nel 1959/60, debutta al Covent Garden, dirigendo La traviata e, nel giro di poche stagioni, sale sul podio del Metropolitan di New York e dei principali teatri americani, nonché di molti grandi teatri europei, principalmente in Francia e nei paesi di lingua tedesca.

Direttore principale della Radio Symphony Orchestra di Basilea, Santi dirige al Festival di Salisburgo e sarà regolarmente ospite dei teatri di Vienna, Amburgo, Berlino, Monaco e Colonia, dove affronterà gli autori del grande repertorio italiano (Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Leoncavallo e Giordano). Svolgendo una attività così intensa all’estero, i suoi impegni in Italia saranno sempre piuttosto scarsi e di non grande spicco. Avrà comunque modo di dirigere alla Scala, alla Fenice, all’Arena di Verona, al San Carlo e al Maggio Musicale Fiorentino.

Profondo conoscitore del repertorio italiano (ma considerato da una parte della critica un routinier di lusso), Santi era di fatto un musicista di pasta conservatrice, estraneo alle conquiste della filologia musicale (celebre lo scontro con Joan Sutherland sulle cadenze e le variazioni in una Sonnambula veneziana). Tuttavia in lui non era difficile riconoscere il senso di una dignità del teatro e una civiltà del lavoro che oggi hanno pochi riscontri e che hanno contribuito a farne uno degli ultimi anelli di congiunzione con la grande, vecchia scuola direttoriale italiana.

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