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A Stresa Festival 2020 il raffinato eclettismo di Tosca

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Una delle artiste italiane più eclettiche, sperimentali e raffinate, con una spiccata propensione alla ricerca. Poliedrica e caleidoscopica senza mai risultare autoreferenziale o manierata; elegante e ricercata, follemente innamorata dell’arte in tutte le sue sfaccettature, affascinante e magnetica grazie anche a una vocalità ambrata, calda e screziata. Se non lo si fosse ancora capito, stiamo parlando di Tiziana Tosca Donati, nota più semplicemente come Tosca.

Cantante e attrice, Tosca si afferma a partire dal 1996 quando, duettando con Ron, vince il Festival di Sanremo con la celeberrima “Vorrei incontrarti fra cent’anni”. A partire da quel momento, collabora con i più grandi nomi, dal compianto Ennio Morricone a Renzo Arbore, da Renato Zero a Lucio Dalla, da Ivano Fossati a Riccardo Cocciante. Vincitrice di ben quattro Targhe Tenco (1997, 2019 e due nel 2020), ha al suo attivo nove dischi in studio e sei live. Nel corso della sua multiforme carriera, Tosca ha prestato la propria voce anche al mondo del cinema, interpretando fra gli altri nel 1996 la title-track del film Jane Eyre di Franco Zeffirelli, nel 1998 vestendo i panni (sia per la parte cantata che per la parte recitata) della protagonista di Anastasia (il primo grande film di animazione prodotto dalla Twentieth Century Fox), nel 2018 partecipando alla colonna sonora del film di Gabriele Muccino A casa tutti bene.

Non bisogna poi dimenticare la sua intensa attività teatrale: per esempio, sempre nel 1996 è stata l’Araldo nel balletto in un atto su musica di Vivaldi e Ferrari Il carro fantastico, andato in scena al Teatro alla Scala con coreografia e regia di Luciano Cannito; nel 1998 è Milly nel musical Sette spose per sette fratelli; nel 2002, al Teatro dell’Opera di Roma, canta e recita in Wozzeck, Lulu, la morte e gli altri, al fianco di Carla Fracci per la regia di Beppe Menegatti; tra 2003 e 2005 è Jenny delle Spelonche, la famosa prostituta de L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht, accanto al Mackie Messer di Massimo Venturiello, suo compagno di vita. Assieme a lui ha calcato più volte il palcoscenico, spaziando da La strada tratta dall’omonimo film di Fellini alla commedia musicale Gastone di Ettore Petrolini, da Il borghese gentiluomo di Molière a Il grande dittatore, prima trasposizione mondiale della storica pellicola di Charlie Chaplin.

Bene ha fatto dunque lo Stresa Festival, per la consueta sezione di musica jazz dal titolo Midsummer Concerts in cartellone dal 18 al 25 luglio (e in attesa che, il 20 agosto, inauguri la parte dedicata al repertorio classico), a proporre una serata in compagnia del delicato eclettismo dell’artista romana, che avrà luogo il 24 luglio in chiusura della manifestazione. Il concerto, dal titolo Direzione Morabeza e già sold out da parecchi giorni, si inserisce nella tournée iniziata con successo lo scorso 18 luglio al Taranto Jazz Festival, proseguita a Foggia, L’Aquila, Fiesole e che toccherà, tra luglio e agosto, Grado, Tivoli, Napoli, Francavilla al Mare, Oristano, Scarlino, Agerola, Laurina, Tuoro sul Trasimeno e lo Sferisterio di Macerata; il tutto, in attesa del Morabeza World Tour 2020-2021, che partirà da Milano il prossimo 12 dicembre.

Termine creolo, “morabeza” è pressoché intraducibile in italiano; esprime un indeterminato, cocente, infuocato sentimento di malinconica appartenenza alle proprie radici, il senso di nostalgia che si prova ripensando alle proprie origini, al mondo dal quale si proviene (accostabile, in parte, alla saudade). In Direzione Morabeza, tappa iniziale di un appassionato e variegato viaggio musicale, protagonista indiscusso sarà il disco Morabeza, uscito nell’ottobre 2019. Come già in altre occasioni, accanto ai brani più noti si ascolteranno canzoni originali e rivisitazioni in chiave attuale di classici, in una commistione e contaminazione di stili, tradizioni, culture e idiomi, dal portoghese al romanesco, dal tunisino al francese all’italiano, passando per ritmi di jazz, valzer e bossanova, attraverso variopinte atmosfere di stampo brasiliano e sonorità maggiormente elegiache e introspettive. Non potrà mancare, ovviamente, la struggente poesia del brano “Ho amato tutto”, con il quale Tosca ha partecipato al Festival di Sanremo 2020 posizionandosi sesta in classifica (e vincendo il Premio Bigazzi), il cui meraviglioso video musicale firmato dal regista turco Ferzan Özpetek è una perla di bellezza e buongusto, ispirato alla tela del 1939 di Edward Hopper New York Movie.

Accanto alla cantante, si esibiranno Giovanna Famulari (pianoforte e violoncello), Massimo De Lorenzi (chitarra), Alessia Salvucci (percussioni) e Fabia Salvucci (voce e percussioni). Il concerto è previsto nella suggestiva location stresiana del Lungolago La Palazzola, con affaccio sulle acque del Lago Maggiore e sulle Isole Borromee; in caso di maltempo, si terrà al Palazzo del Congressi.

Ulteriori informazioni: Stresa Festival

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