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Violetta all’incanto: a Bologna, La traviata ambientata in una casa d’aste

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«In un mondo sempre più individualista è amore vero quello tra Violetta e Alfredo? O è solo una situazione affettiva che egoisticamente sono portati a creare per dimostrare qualcosa a loro stessi e al resto della società in cui vivono?». Da questa domanda parte il regista Andrea Bernard nella sua messinscena della Traviata di Giuseppe Verdi, che debutta al Teatro Comunale di Bologna domenica 28 aprile alle ore 20.00 con diretta su Radio3 Rai (repliche 30 aprile; 2, 3, 4, 5, 7 e 8 maggio).

Tra gli oltre settanta presentati, il progetto del team creativo – coprodotto dal Comunale con il Teatro Regio di Parma e andato in scena per la prima volta al Festival Verdi 2017 – è stato insignito per regia, scene (Alberto Beltrame e Andrea Bernard) e costumi (Elena Beccaro) dell’European Opera-directing Prize, il concorso internazionale organizzato da Camerata Nuova in collaborazione con Opera Europa. Cura i movimenti coreografici Marta Negrini; lo stesso Bernard e Daniele Naldi firmano le luci. A guidare l’Orchestra del Comunale di Bologna e il Coro del TCBO (istruito da Alberto Malazzi) è chiamato Renato Palumbo, Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici, che torna al Comunale dopo aver diretto il Rigoletto verdiano del 2016 firmato da Alessio Pizzech.

Nel ruolo del titolo il giovane soprano Mariangela Sicilia, l’acclamata Mimì della Bohème di Puccini con la regia di Graham Vick e diretta da Michele Mariotti che ha inaugurato la stagione 2018 del teatro e a cui è stato appena assegnato dall’Associazione Nazionale Critici Musicali il XXXVIII premio “Franco Abbiati” come miglior spettacolo del 2018. Celebrata da “Le Monde” come «un miracolo di saldezza vocale», la cantante calabrese ha già calcato prestigiosi palcoscenici internazionali come quello dell’Opéra national de Paris, del Teatro Real di Madrid, del Festival di Salisburgo, della Sydney Opera House e della Nationale Opera di Amsterdam. A Bologna, accanto a lei, saranno protagonisti Francesco Castoro nella parte di Alfredo Germont, Simone Del Savio in quella di Giorgio Germont, Aloisa Aisemberg come Flora Bervoix e María Caballero nei panni di Annina.

«Capita spesso di sentire persone incapaci di stare da sole o che una volta terminata una relazione ne cercano subito un’altra – spiega il regista Bernard. A questi livelli dove sta il confine tra l’amore per l’altro e l’egoismo? Attraverso gli occhi dell’uomo di oggi ho fatto ciò che Verdi stesso cercò di presentare ai suoi contemporanei prima che la censura intervenisse. L’amore tra Violetta e Alfredo è un atto egoistico, si cercano l’un l’altro per puro tornaconto personale. Questo aspetto di ‘mercificazione dei sentimenti’ ci ha suggerito l’ambientazione della nostra messa in scena: una contemporanea casa d’aste, luogo di potere e scambio, di vana ambizione e desiderio».
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto da La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, La traviata è l’ultimo titolo della cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi. La prima rappresentazione assoluta alla Fenice di Venezia nel 1853 si risolse in un clamoroso insuccesso, soprattutto per la scabrosità del soggetto. Commentò lo stesso compositore: «… io credo che l’ultima parola sulla Traviata non sia quella di ieri sera, la rivedranno e vedremo! […] Il tempo giudicherà». Gli anni hanno reso giustizia al compositore: oggi è considerata l’opera più rappresentata al mondo.

Completano il cast Rosolino Claudio Cardile nei panni di Gastone, visconte di Letorières, Paolo Marchini in quelli del barone Douphol, Riccardo Fioratti come il marchese d’Obigny, Francesco Leone come il dottor Grenvil, Enrico Picinni Leopardi come Giuseppe e ancora Sandro Pucci nei panni di un commissionario e Raffaele Costantini in quelli di un domestico di Flora.
Nelle recite del 30 aprile, del 2, del 4 e del 7 maggio daranno voce ai personaggi principali Luisa Tambaro (Violetta Valéry), Wang Chuanyue (Alfredo Germont) e Angelo Veccia (Giorgio Germont).

Lo spettacolo è sostenuto da Marchesini Group S.p.A.
I biglietti, da 120 a 10 euro, sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili il giorno dello spettacolo al 50% del costo.

Photo credit: Andrea Ranzi – Studio Casaluci

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