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Vicenza, Teatro Olimpico – Finale e proclamazione vincitori del Concorso Voci Olimpiche

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Dove va l’opera del futuro? Dritta verso l’origine. Spostando le lancette indietro, sempre più sedotta dall’estetica della meraviglia e dagli affetti del Barocco. Tutti assegnati i ruoli di Alcina, l’opera di Georg Friedrich Händel scelta per la prima edizione del concorso Voci Olimpiche, concluso giovedì sera con una finale di oltre tre ore al Teatro Olimpico di Vicenza. Finale in cappotto o quasi. Ma nel più bel teatro del mondo. Una wunderkammer che ha rivelato il talento di una nuova generazione di cantanti.

Il basso boliviano José Coca Loza, 27 anni, ottiene il ruolo di Melisso con una meritata finale in cui esibisce il timbro brunito e omogeneo, il volume ragguardevole e la perfetta articolazione delle agilità. Studi a Basilea, Coca ha già cantato a Salisburgo con la Bartoli (Haly nell’Italiana in Algeri) e al Covent Garden. Oltre al ruolo, fa man bassa di premi: a lui è attribuito il Premio Luz e Katherine Raettig (2.500 euro) e il premio per la migliore esecuzione di un’aria di Vivaldi (2.000 euro).
Morgana sarà il soprano palermitano Martina Licari, che ha il colore luminoso e brillante adatto al ruolo, ma nel contempo un centro ben timbrato. Per Bradamante il premio ha trovato in Rachele Raggiotti una voce contraltile dal timbro convincente, con ottimo dominio dei fiati e delle agilità. Ruggiero, il ruolo che fu del Carestini, sarà il controtenore russo Vadim Volkov. Nato a Kransodar (città di origine di Anna Netrebko) è in possesso di una voce generosa e rotonda, con qualche lieve intemperanza in zona acuta. Julia Kirchner, 38 anni, proveniente dalla Turingia, ha vinto il title role. Una voce con il volume e gli accenti adeguati a vestire i panni a tratti oscuri della maga schiava d’amore, un po’ fattucchiera, un po’ anima persa. Si potrà obiettare che 38 anni (e una carriera avviata) siano troppi per un concorso a debutto: ma per la responsabilità che implica un ruolo del genere conviene prendersi qualche sicurezza in più. Al tenore colombiano Camilo Delgado Diaz, 27 anni, che ha esibito un bel timbro con facili acuti e un centro pastoso, è andato il ruolo di Oronte. Infine Nicolò Balducci, 20 anni, dopo gli esordi nei talent pop, si aggiudica il ruolo di Oberto e il premio Antiqua Vox come più giovane concorrente giunto in finale.

Ora il cast si ritroverà in aprile a Vicenza per il montaggio del titolo con la regia di Lorenzo Regazzo e la direzione di Andrea Marcon, alla testa della Venice Baroque Orchestra.
218 i concorrenti arrivati da tre continenti nella città del Palladio per la prima edizione delle Olimpiadi del Barocco nate da un’idea di Andrea Marcon, promosse da Fondazione Cariverona e realizzate dalla Società del Quartetto in collaborazione con il Comune di Vicenza. Tutte le prove si sono svolte con l’accompagnamento di una sezione ideale di “bassi” composta dai clavicembalisti Andrea Buccarella, Giulio De Nardo, Lorenzo Feder, Melanie Danae Flores Rodriguez, Hanna Lee, Inès Moreno Uncilla, Deniel Perer, Arianna Radaelli e Massimiliano Raschietti, e i violoncellisti Alex Jellici, Giulio Padoin, Massimo Raccanelli Zaborra e Federico Toffano. “Un gruppo eccezionale che fa davvero la differenza e ha trasformato una sterile audizione in un’occasione vera di fare musica” ha commentato dal tavolo dei giurati Susanne Schmidt, direttore del festival di Bregenz. Sulla specialità di questo premio si esprime anche Alain Perroux, direttore artistico di Aix en Provence. “Sono rimasto molto colpito dalla presenza di voci interessantissime di controtenore. Non c’è neppure paragone con ciò che si ascoltava solo una decina di anni fa. In questo credo che i nuovi divi come Philippe Jaroussky e Franco Fagioli e la possibilità di ascoltarli e studiarli data da youtube abbiano un grande ruolo nel miglioramento di queste voci”.

In giuria anche Kees Vlaadingerbroek del Concertgebouw di Amesterdam, Jesus Iglesias Noriega del teatro di Valencia, Dmitry Vdovin dal Bolshoi di Mosca, Christian Carkstedt della Staatsoper di Hannover, Clemens Bimbaum dal festival Haendel. Per l’Italia al concorso sedevano Fortunato Ortombina del Teatro la Fenice di Venezia e il direttore d’orchestra Giancarlo Andretta. “Con Voci Olimpiche realizzo il sogno di portare il primo concorso per cantanti barocchi in Italia nella grande bellezza dell’Olimpico – sottolinea Andrea Marcon – ho riunito i migliori direttori artistici e casting manager per offrire davvero una grande chance alla carriera futura di questi interpreti. L’opera e la messinscena sono solo una parte di ciò che rende speciale Voci olimpiche. L’altro aspetto è la possibilità di essere ascoltati dai direttori dei più grandi teatri d’Europa. Considero quella attuale un’epoca importante per la Renaissance dell’opera barocca anche in Italia. Il successo incredibile del Giulio Cesare alla Scala ne è una riprova: anche il pubblico italiano chiede di entrare nelle stanze della meraviglia dell’opera di Händel e Vivaldi”.

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