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Si è spenta a New York la grande Jessye Norman

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All’età di 74 anni si è spenta a New York Jessye Norman, uno dei più grandi soprani di ogni tempo. La portavoce di famiglia, Gwendolyn Quinn, ha reso noto che la cantante è deceduta all’ospedale Mount Sinai St. Luke per complicazioni legate a una lesione al midollo spinale risalente al 2015.
Nata ad Augusta in Georgia nel 1945, Jessye Norman debutta a Berlino nel 1969 nella parte di Elisabetta nel Tannhäuser di Wagner e, subito dopo, come Contessa nelle Nozze di Figaro di Mozart, iniziando la sua carriera nei principali teatri europei. Dalla Germania, la Norman passa in Austria e in Italia, dove appare a Firenze nella Deborah di Händel (1970), in una versione da concerto dell’Idomeneo di Mozart a Roma, ancora a Firenze al Maggio Musicale Fiorentino del 1971, quale Selika nell’Africana di Meyerbeer, e, nel 1972, a Milano, alla Scala, in Aida. Consistente anche l’attività in Gran Bretagna, a partire dall’interpretazione di Cassandra nei Troiani di Berlioz, allestiti dal Covent Garden nel 1972. Seguiranno esibizioni ai festival di Edimburgo e di Aldeburgh e, nel 1973, di nuovo al Covent Garden di Londra per Tannhäuser.

Tornata negli Stati Uniti nel 1973, Jessye Norman esordisce al Lincoln Center e, dieci anni dopo, nel 1983 debutta come Cassandra in una recita de Les Troyens di Berlioz con Placido Domingo e al Metropolitan Opera nell’ambito dei festeggiamenti per il centesimo anniversario del teatro. Nel 1984 è Jocasta in Oedipus Rex di Stravinskij e Ariadne in Ariadne auf Naxos di Richard Strauss. Nel 1986 canta nel Norman-Levine Concert, nel 1987 è Elisabeth nel Tannhäuser e Madame Lidoine ne I dialoghi delle Carmelitane, nel 1989 è Judith nel Castello di Barbablù con Samuel Ramey e Una donna  in Erwartung di Schönberg, Sieglinde in Die Walküre, nel 1991 è Kundry in Parsifal con Domingo, nel 1996  Emilia Marty in Il caso Makropulos di Janáček.
Contemporaneamente all’attività operistica, la Norman si è dedicata a una intensa attività concertistica; e in questa veste, i suoi recital le hanno valso unanimi affermazioni in tutto il mondo con un repertorio assai vasto, che comprendeva Lieder di Schubert, di Mahler, i Wesendonk Lieder di Wagner, la cantata Der Wein di Alban Berg, nonché melodie di Berlioz e Satie.

Le qualità di Jessye Norman possono essere riassunte in una tecnica di assoluta eccezionalità, in un perfetto dominio dei fiati, in un fraseggio di estrema espressività, in una dizione sempre di luminosa chiarezza: doti queste che si accompagnavano a una splendida, opulenta voce di soprano, di estensione tale da consentirle di affrontare, con risultati sorprendenti, anche una pagina per mezzosoprano quale l’aria di Dalila dal Sansone e Dalila di Saint-Saëns.
Memorabili in Italia le sue partecipazioni alla versione da concerto di Didone ed Enea di Purcell (preceduta da due arie händeliane), all’Accademia Filarmonica Romana nel 1978, e, nel 1981, al concerto all’Accademia di Santa Cecilia, in un programma che accanto a Lieder di Schubert e di Berg, allineava melodie di Gounod e arie di Offenbach. Indelebile, poi, il ricordo del suo ultimo concerto in Italia, alla Scala di Milano nel 1987, coronato da un’ora di applausi e cinque bis.

Jessye Norman ha cantato alla cerimonia di insediamento del presidente Ronald Reagan e di Bill Clinton, oltre che per il 60° compleanno della regina Elisabetta II d’Inghilterra. Ha vinto cinque Grammy, tra cui uno alla carriera nel 2006, ricevendo una National Medal of Arts dal presidente Barack Obama, ed è stata insignita della Legion d’Onore francese.

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