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Muti si racconta dalla Carrà: il podio è un’isola di solitudine

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Giovedì 18 aprile, alle 21.20, su Rai3 va in onda la terza puntata del nuovo programma di Raffaella Carrà “A raccontare comincia tu”. Dopo Fiorello e Sophia Loren, il protagonista questa volta sarà Riccardo Muti, che ha aperto alla Carrà le porte della sua casa di Ravenna. Un’intervista a ruota libera che vedrà il grande direttore toccare diversi argomenti: l’infanzia a Molfetta, l’attaccamento alle radici, il modo in cui vive e intende la professione del direttore d’orchestra. Un racconto fatto di ironia sottile, la stessa con cui riesce a stemperare le pressioni del podio, ma anche di riflessioni amare: “Il podio che viene visto da molti come una specie di trono, è invece un’isola di solitudine”. A una Carrà incuriosita e quasi intimorita che chiede. “Ma come fa lei a leggere tutte queste cose qui?” Muti risponde: “Le note, quando le riguardo, mi parlano. Come diceva Toscanini, l’importante è avere la partitura nella testa, non la testa nella partitura”.
Poi,  l’incontro con la moglie Cristina, la famiglia, i nipoti, l’Accademia fondata per crescere i maestri di domani; una vita incredibile, passata viaggiando in tutto il mondo per poi tornare al suo “nido” ravennate, con una sfida ancora aperta: “dimostrare al pubblico di essere un uomo molto normale”.
Raffaella Carrà ha ammesso che, fra tutti, l’incontro con Riccardo Muti è stato quello più emozionante: “Avrei dovuto incontrarlo prima dell’inizio del programma, sarei stata meno emozionata e più allegra. Solo a telecamere spente ho conosciuto la moglie, che ha i capelli blu e ha raccontato di amare i rappers perché i loro testi sono poesie: sarebbe stato bello parlare anche di questo”.
Il programma, versione italiana del format spagnolo Mi casa es la tuya, diretto da Sergio Japino e coprodotto da Ballandi Arts, prevede l’intrusione nella quotidianità di alcuni personaggi famosi. Dopo Muti, protagonisti delle successive puntate saranno Leonardo Bonucci, Paolo Sorrentino e Maria De Filippi.

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