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Luca Micheletti debutta in Rigoletto al Teatro del Maggio

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È il verde la tinta di Rigoletto nella regia “tricolore” di Francesco Micheli, che ha siglato una drammaturgia in grado di unire i tre popolari titoli verdiani – Traviata, Trovatore e Rigoletto – assegnando uno dei colori della bandiera italiana a ciascuna delle opere. Nella scala cromatica creata dal regista, il verde – colore dell’ambiguità, dell’invidia, della rabbia – è il colore che tratteggia questa “visione” di Rigoletto (così come il rosso è il colore di Trovatore e il bianco di Traviata) che con la ripresa del 2019 entra a far parte del repertorio del Maggio.

A poco più di un anno dalla prima messa in scena del triplice allestimento – era il settembre 2018 quando Il Maggio Fiorentino, il maestro Fabio Luisi e Francesco Micheli proposero al pubblico i tre titoli verdiani uniti da una drammaturgia, le scenografie e il Vessillo – Rigoletto torna “da solo” sul palcoscenico del Maggio per cinque recite (16, 19, 22, 26 novembre ore 20; 24 novembre ore 15:30;) dirette dal maestro Renato Palumbo.

Nel ruolo del titolo debutta un nome emergente della lirica italiana: Luca Micheletti, attore e regista di prosa affermato che da tre anni a questa parte canta da baritono, raccogliendo una serie di successi su importanti palcoscenici. Nella recente intervista rilasciata a “Connessi all’Opera”, Micheletti ha detto di essere “molto affascinato dalla lettura che del personaggio dà il maestro Renato Palumbo: quella di una figura malata, malata di nervi, di vita, tormentata. Non è la storia di un vecchio padre e basta: lavorerò sulla senilità di Rigoletto ma anche sulla sua malattia, sulle sue fobie, sulla cattiveria che gli viene dall’andamento della sua esistenza. Verdi, poi, ha una scrittura davvero magica, che ti accompagna e ti offre inattese occasioni di risoluzione. Mi avvicino a questo capolavoro con rispetto e umiltà, consapevole del fatto che non si finirà mai di indagarlo”.

Accanto a Micheletti, cantano Ruth Iniesta (Gilda), al suo debutto al Maggio, e Giuseppe Gipali nel ruolo del Duca di Mantova. Nel cast figurano fra gli altri anche Abramo Rosalen (Sparafucile), Anna Malavasi (Maddalena), David Babayants Il Conte di Monterone), Giada Frasconi (Giovanna).

A fare da file rouge nella trilogia di Micheli due elementi, il primo, un monumentale tricolore che apre la prima scena di ciascuno dei titoli, un impianto scenografico caratterizzato da alcune costruzioni che si ripetono (declinate e caratterizzate a seconda del contesto con luci e i colori predominanti) e il secondo, molto importante e significativo, il Coro, quel coro che secondo Giuseppe Verdi è un personaggio unanime che lega, che passa, che trasmigra dalle tre opere che non hanno un’unitarietà in sé ma toccano profondamente l’immaginario collettivo, unendolo nelle emozioni, a volte contrastanti, delle passioni.

La recita del 16 novembre 2019 sarà trasmessa in diretta da Rete Toscana Classica

Ulteriori informazioni: Teatro del Maggio

Photo credit: Michele Monasta

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