Chiudi

Il Filarmonico di Verona propone Adriana Lecouvreur, ricordando Daniela Dessì

Domenica 31 marzo 2019 alle 15.30 va in scena al Teatro Filarmonico di Verona Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, quarto titolo operistico della Stagione Lirica 2018-2019 di Fondazione Arena. L’opera è proposta nell’allestimento del Teatro Sociale di Como (As.Li.Co) firmato da Ivan Stefanutti per regia, scene e costumi, con le luci di Paolo Mazzon e i movimenti mimici di Michele Cosentino. Sul podio Massimiliano Stefanelli dirigerà i Solisti, il Coro e l’Orchestra areniani. Il Sovrintendente Cecilia Gasdia dedica quest’opera a Daniela Dessì, una delle più grandi interpreti del ruolo di Adriana e sua cara amica.
Repliche: martedì 2 aprile ore 19.00; giovedì 4 aprile ore 20.00; domenica 7 aprile ore 15.30.

L’opera, il cui soggetto è tratto dal dramma Adrienne Lecouvreur di Eugène Scribe e Ernest Legouvé, inizia a prendere forma nel 1899, tuttavia alcuni problemi nella collaborazione tra Francesco Cilea e il librettista Arturo Colautti ritardano la fine della composizione fino all’autunno del 1902. La scelta del soggetto è dovuta alla “varietà dell’azione che potevano offrirmi situazioni nuove ed eleganti, la fusione della commedia e del dramma nella cornice dell’ambiente settecentesco (che conoscevo bene), il passionale amore della protagonista toccarono il mio cuore e accesero la mia fantasia”, per usare le parole del compositore stesso. La prima assoluta ha luogo il 6 novembre 1902 al Teatro Lirico di Milano con la direzione di Cleofonte Campanini e con Angelica Pandolfini, Enrico Caruso e Giuseppe De Luca, riscuotendo un enorme successo. Da quel momento l’opera viene ampiamente rappresentata sia in Italia che all’estero, per poi essere pressoché dimenticata intorno al 1910. Solamente dagli anni Trenta in poi, a seguito anche di alcuni tagli e modifiche, torna stabilmente nel repertorio. Al ruolo della protagonista sono legate indissolubilmente la voce e la fama di grandi artiste quali Magda Olivero, ritenuta dallo stesso Cilea come l’interprete perfetta del ruolo di Adriana, oltre a numerosissime altre grandi interpreti che si sono alternate: Giuseppina Cobelli, Renata Tebaldi, Leyla Gencer, Montserrat Caballé, Joan Sutherland, Raina Kabaivanska, Mirella Freni, Daniela Dessì, Angela Gheorghiu fino ad Anna Netrebko.

Ivan Stefanutti, che firma la regia, le scene e i costumi di questo allestimento dell’Associazione Lirica Concertistica Italiana (As.Li.Co.), traspone l’opera dal primo ‘700 all’epoca della composizione del titolo in un vivace clima culturale fin de siècle, per presentare una messa in scena senza stravolgimenti drammaturgici volta ad esaltare invece il divismo della personalità di Adriana attraverso movimenti che rimandano alle pose delle grandi attrici di inizio Novecento. La messa in scena, essenziale ma completa, è fedele alla trasposizione storica, risultando assolutamente efficace nei suoi rimandi ai film in bianco e nero del cinema muto in un continuo contrasto cromatico che richiama la vena di decadentismo che permea l’opera. Non più stucchi, parrucche e atmosfere ancien régime, ma un’eleganza liberty in cui scenografia, costumi, movenze e luci devono molto alla connotazione teatrale del cinema di quegli anni. Ovviamente il tema della protagonista che veste i panni della diva non sfugge al regista e, anzi, viene posto in estremo risalto. Adriana è la stella che svela la sua natura passionale e fragile di donna e Stefanutti per la sua protagonista si rifà proprio alle personalità delle attrici dell’epoca, come emerge dalle sue stesse parole: “Adriana Lecouvreur è un’attrice di teatro all’apice della sua carriera, famosa e venerata dai suoi ammiratori. La sua vicenda privata si svolge tra teatro e palazzi nobiliari, tra recite e declamazioni. Tutto fa pensare che, nella definizione del personaggio di Adriana si deve tenere conto di quelle che erano le dive operanti al momento della composizione dell’opera. La loro magia nasceva in teatro ma per alcune raggiungerà l’apice con l’apparizione della nuova arte, il cinematografo. Nella decima musa, che dovrà fare i conti con le nove che l’hanno preceduta, confluiranno tutte le esperienze teatrali, letterarie e musicali e, naturalmente, le relative attrici. Adriana è un’attrice che discende dalla stirpe di Sarah Bernhardt. Nel teatro classico stavano per affacciarsi nuovi nomi come Eleonora Duse, Gys Leda, Francesca Bertini e Lyda Borelli. Trovo che Adriana assomigli molto più a queste ”umili ancelle” che a quelle effettivamente vissute nel ‘700. Ed è soprattutto al personaggio conturbante di Lyda Borelli, che debutta in teatro nel 1902 come proprio come Adriana Lecouvreur, a cui il regista fa riferimento: “Lyda Borelli fu la prima grande sacerdotessa del nascente divismo. La sua morbida bellezza preraffaellita, le sue pose da femme fatale dannunziana, la sua recitazione fatta di gesti eccessivi, di subitanei languori e di sguardi torbidi, divennero il modello di una intera generazione di attrici, ed influenzarono la moda fino a diventare un vero e proprio fatto di costume…”.

Massimiliano Stefanelli, che ritorna sul podio del teatro veronese dopo 19 anni, sarà impegnato a dirigere il Coro, l’Orchestra areniani e i Solisti. Nei panni della protagonista Adriana si alterneranno Hui He (31/03 – 4, 7/04), artista molto conosciuta e amata dal pubblico, e Valentina Boi (2/04), dopo il recente debutto al Teatro Filarmonico nella produzione di Don Giovanni. Fabio Armiliato (31/03 – 4, 7/04), impegnato per la prima volta al Filarmonico in un titolo operistico, e Mikheil Sheshaberidze (2/04) vestiranno i panni di Maurizio, mentre Alessandro Abis interpreterà Il principe di Bouillon. Nel ruolo della Principessa di Bouillon vedremo Carmen Topciu (31/03 – 4, 7/04), al suo debutto al Teatro Filarmonico, a fianco di una grande interprete come Rossana Rinaldi (2/04). Michonnet avrà le voci di Alberto Mastromarino (31/03 – 4, 7/04) e Federico Longhi (2/04), quest’ultimo recentemente applaudito a Verona nel Don Pasquale lo scorso mese. Debuttano al Filarmonico Roberto Covatta come L’abate di Chazeuil, Klodian Kacani come Poisson e Massimiliano Catellani come Quinault. Completano il cast la Mad.lla Jouvenot di Cristin Arsenova (31/03 – 4/04) e della debuttante Jessica Zizioli (2,7/04), Mad.lla Dangeville interpretata da Lorrie Garcia (31/03 – 4/04) e Annapaola Pinna (2, 7/04), anch’esse per la prima volta sul palcoscenico veronese; l’attore Michelangelo Brunelli, infine, interpreta Un maggiordomo.

Con Adriana Lecouvreur prosegue l’iniziativa Ritorno a Teatro rivolta al mondo della Scuola all’interno della proposta Arena Young 2018-2019: martedì 2 aprile alle ore 18.00 e giovedì 4 aprile alle ore 19.00 gli studenti delle classi elementari, medie e superiori, i loro familiari, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere allo spettacolo a prezzo speciale: € 6,00 per gli studenti e € 12,00 per gli adulti. L’incontro propone anche un Preludio all’Opera, momento introduttivo durante il quale viene spiegata la trama e vengono forniti ai ragazzi elementi utili per la comprensione dello spettacolo, grazie alla partecipazione di alcuni dei protagonisti; segue quindi un aperitivo nel Bar del Teatro.
Informazioni: Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona
tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – scuola@arenadiverona.it

Ulteriori informazioni: Teatro Filarmonico

Download PDF
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino