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Gruppo di famiglia in un interno: al San Carlo ritorna La Valchiria secondo Tiezzi

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È un atteso ritorno quello di Die Walküre di Richard Wagner al Teatro di San Carlo. Dopo 14 anni il Massimo napoletano riporta in scena da sabato 11 maggio, alle ore 19.00, e in replica fino al 18 maggio, l’allestimento che conquistò nel 2006 due premi Abbiati, per le scenografie firmate da Giulio Paolini e i costumi di Giovanna Buzzi. La regia è a firma di Federico Tiezzi. Sul podio dell’Orchestra del San Carlo Juraj Valčuha.

È davvero singolare la rapidità (soli sei mesi) con la quale Richard Wagner dà forma  all’impianto generale di Die Walküre, quella che egli stesso riconosce come “la cosa più bella che io abbia mai composto”. In realtà, questa “fretta” è frutto di un’urgenza creativa, la stessa alla base del monumentale Der Ring des Nibelungen di cui Die Walküre è parte. Ne nasce un’opera dalla struttura drammaturgica cristallizzata nella ieratica poetica del tragico, apparentemente lontana dalle dinamiche domestiche del dramma borghese ottocentesco. Die Walküre – attraverso il viaggio di Wotan alla scoperta di sé e la sua resa finale, la straordinaria rappresentazione del suo declino interiore e l’incipiente crepuscolo degli dèi –  ci mostra Wagner nella sua forma più radicale e più lirica.

Nella sua lettura, Federico Tiezzi sceglie invece di «rappresentare la storia della decadenza di una famiglia: il riferimento porta inevitabilmente a I Buddenbrook di Thomas Mann, utilizzato come una lente attraverso la quale osservare la vicenda wagneriana. Ho pensato prima di tutto a Mann, ma potrei citare ancora Ibsen e Strindberg, è a loro che mi sono ispirato per rileggere questa Valchiria, sottraendola agli stereotipi del racconto mitologico». «Per far ciò – spiega ancora il regista – mi sono servito di dettagli scenici e gestuali. Simbolico, ad esempio, è il ricorso a due tavoli, intorno ai quali si snodano il primo ed il secondo atto, veri e propri ritratti di famiglia in un interno, oltre, ovviamente, alla scelta di costumi, specie quelli femminili, che rimandano alla fine dell’Ottocento, al tempo di Freud».
Di grande caratura il cast, che annovera Robert Dean Smith e Magnus Vigilius nei panni di Siegmund, Liang Li e Runi Brattaberg in quelli di Hunding. Egils Silins e Tomas Tomasson interpretano Wotan, mentre Manuela Uhl e Barbara Haveman danno voce e volto a Sieglinde. E ancora, Irene Theorin e Lise Lindstrom saranno impegnate nel ruolo di Brünnhilde, Ekaterina Gubanova e Ursula Hesse von den Steinen in quello di Fricka. Completano il cast Raffaela Lintl (Gerhild), Robyn Allegra Parton (Helmvige), Pia-Marie Nilsson (Ortlinde), Ursula Hesse von den Steinen (Waltraute),  Alexandra Ionis (Rossweisse), Ivonne Fuchs (Seigrune), Niina Keitel (Grimgerde), Julia Gertseva (Schwertleite).

Ulteriori informazioni: Teatro San Carlo

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