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AMO Novara: al Teatro Coccia è nata l’Accademia dei Mestieri d’Opera

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Nomen omen dicevano i latini. A Novara è nata una nuova iniziativa nel segno dell’opera che ha nel nome il suo destino: parliamo dell’Accademia dei Mestieri d’Opera AMO del Teatro Coccia, ulteriore testimonianza dell’amore e della passione per il melodramma nella città piemontese. L’Accademia ha al suo attivo i corsi di Canto lirico, Direzione d’orchestra, Composizione e Regia e “nasce proprio con questa finalità: dare l’opportunità ai giovani talenti di lavorare, viaggiare, crescere nella musica”, come spiega Corinne Baroni, direttore del Teatro Coccia.
Di fama i docenti coinvolti, come Paoletta Marrocu (tecnica vocale), Chiara Amarù, Nicola Ulivieri (master di canto), Matteo Beltrami, Margherita Colombo, Daniele Agiman, Aldo Sisillo, Jacopo Brusa, Michelangelo Rossi, Antonio Cesare Smaldone (interpretazione musicale), Marco Podda (creazione musicale del personaggio d’opera), Vincenzo De Vivo (drammaturgia musicale), Paola Carnovale (movimento scenico e consapevolezza corporea), Teresa Gargano (arte scenica).

“Sono entusiasta di questa esperienza che mi gratifica – spiega Paoletta Marrocu -. Il nostro obiettivo è utilizzare al massimo le persone nelle produzioni, valorizzando le caratteristiche dei singoli. Vorremmo che sul palco ci fosse la persona giusta nel momento giusto, che significa mettere ciascuno nella sua vocalità ideale e aiutarlo a individuare il proprio repertorio. Vorremmo che chi entra qui come studente ne esca come professionista. E questo lo si può ottenere se i ragazzi fanno il maggior numero di esperienze possibili, imparando il linguaggio professionale del teatro”.

“È molto stimolante che si sia pensato a un’Accademia impostata in maniera da offrire una preparazione a 360 gradi a degli artisti che desiderano perfezionarsi entrando in possesso di strumenti realmente spendibili per un progetto di carriera a lungo termine – dice Antonio Smaldone -. Intervengo in questo perfezionamento offrendo uno strumento metodologico che permette loro di poter fare e, quindi, essere la differenza: si dà per assunto lo studio col Korrepetitor passando subito allo studio del libretto e dei ruoli dalla partitura; così facendo si pensa alla voce come strumento principe che riassume poi scenicamente un’architettura complessa: analizzando la struttura formale e armonica, l’orchestrazione e le necessità della scrittura funzionali alla scena (parola e condotta vocale) si scava nella partitura sino a trovare, in molti casi, anche un vero e proprio beneficio tecnico oltre che l’indispensabile correttezza e consapevolezza interpretativa. Il ragionamento proposto diviene metodo di studio, utilizzato sempre in maniera confutazionale: ogni passaggio, dubbio, concetto vengono discussi, mai proposti come dictat! L’interazione dialettica che ne scaturisce prepara al futuro confronto, sano e consapevole, coi direttori d’orchestra. Ciò è indispensabile oggigiorno: c’è bisogno di tirar fuori dei musicisti capaci di proporre con consapevolezza oggettiva una realizzazione interpretativa soggettiva fondata su basi formalmente identificabili e artisticamente valide”.

Sono 13 gli iscritti al corso: 7 Italiani, 2 Coreani, 2 Cinesi, 1 Russo. Nel corso dell’Accademia gli allievi saranno impegnati nelle produzioni di Cendrillon di Pauline Viardot (21–22 dicembre), Donna di Veleni di Marco Podda (14–16 febbraio 2020), Il barbiere di Siviglia di Rossini (8–10 maggio 2020) e nel concerto Assaggi d’opera (26 febbraio 2020).
Undici gli allievi effettivi (di nazionalità italiana, sud coreana e russa) e due gli uditori dell’Accademia di direzione d’orchestra, coordinata dal Maestro Matteo Beltrami, impegnati in quasi 50 giorni di lezione, durante i quali viene studiato il repertorio sinfonico e operistico che spazia dal classicismo al contemporaneo. Gli allievi saranno coinvolti in masterclass tenute da Daniele Agiman, Vittorio Parisi e Marco Podda e sul podio del Teatro Coccia dirigeranno il concerto Assaggi d’opera e Il barbiere di Siviglia.

Il corso di composizione per il teatro musicale è coordinato dal Maestro Marco Taralli e ha una iscritta, Paola Magnanini, alla quale è stata affidata l’orchestrazione dell’opera Cendrillon di Pauline Viardot, che ha debuttato con successo il 10 novembre a Trapani e, come anticipato, sarà al Coccia il 21 e 22 dicembre. Il corso di regia per il teatro musicale è coordinato da Andrea Cigni e ha un allievo, al quale è data l’opportunità di affrontare il palcoscenico sia come assistente alla regia sia come direttore di scena, sia come regista.

“Questa prima stagione di AMO è un seme – chiosa Corinne Baroni – che abbiamo gettato, sapendo che come tutte le attività che nascono va accudito, nutrito, annaffiato. È un percorso affascinante, ma allo stesso tempo pratico: avere attivato grazie al lavoro di tanti professionisti già quattro corsi, sapere di collaborare per la formazione di tanti giovani, sapere che grazie al Teatro Coccia il nome di AMO e gli allievi saranno inseriti in molti cartelloni nazionali, come accaduto a Trapani, o come sarà a Siena o a Trieste, ci inorgoglisce e dà senso e :nuovo slancio per andare oltre”.

Ulteriori informazioni: Teatro Coccia

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