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Alla Scala torna La Cenerentola di Ponnelle, ricordando Abbado

Tra gli spettacoli simbolo della Rossini Renaissance promossa alla Scala da Claudio Abbado c’è senza dubbio La Cenerentola andata in scena nel 1973, pensata da Jean-Pierre Ponnelle due anni prima per il Maggio Musicale Fiorentino. Ma il trittico buffo con cui Abbado e Ponnelle hanno mandato in soffitta il Rossini farsesco del passato ponendo le basi per una lettura contemporanea rimane anche oltre Rossini un modello di teatro fatto sulla musica, sposando ritmo e suggestioni della partitura.
A cinque anni dalla scomparsa di Claudio Abbado il Teatro alla Scala riporta in scena La Cenerentola nell’allestimento di Ponnelle, visto per l’ultima volta nel 2005 e sempre nell’edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro curata da Alberto Zedda, il grande musicologo e direttore rossiniano scomparso nel 2017. Mentre si spengono i riflettori sul centocinquantenario del compositore (già celebrato al Piermarini con una mostra a cura di Pier Luigi Pizzi), La Cenerentola torna per undici recite dal 10 febbraio al 5 aprile.

La direzione è affidata a Ottavio Dantone, che ha più volte lavorato con Claudio Abbado come maestro al cembalo. Direttore dal 1996 dell’Accademia Bizantina, complesso strumentale specializzato nell’esecuzione del repertorio musicale del XVII e XVIII secolo, ha gradualmente esteso il suo repertorio anche al periodo classico e romantico. Al Teatro alla Scala ha debuttato nel 1999 con la direzione di Nina, ossia la pazza per amore di Paisiello, seguita da Rinaldo (2005), Così fan tutte (2007) e il rossiniano Viaggio a Reims (2009), oltre a diversi concerti con la Filarmonica.
La regia di Jean-Pierre Ponnelle è ripresa da Grischa Asagaroff, che con Ponnelle ha avuto una stretta collaborazione e che negli ultimi anni ha realizzato per la Scala l’Elisir d’amore di Donizetti, spettacolo che sarà riproposto al Piermarini il prossimo settembre, oltre all’Elisir d’amore all’aeroporto di Malpensa e alle riduzioni per bambini de L’elisir d’amore e Il barbiere di Siviglia.

Come Angelina canta il mezzosoprano francese Marianne Crebassa, che ha debuttato nella parte con grande successo lo scorso novembre all’Opéra National di Parigi. Nominata nel 2017 “cantante lirica dell’anno” alle Victoires de la musique classique, è al suo primo ruolo rossiniano alla Scala dopo il successo in Lucio Silla, L’enfant et les sortilèges e Tamerlano. Al suo fianco Maxim Mironov, continuatore di un’illustre tradizione di tenori rossiniani russi che risale a Nicola Ivanoff, che al Piermarini ha già cantato nel 2013 ne La scala di seta di Rossini. Don Magnifico avrà la voce del basso-baritono spagnolo Carlos Chausson, il cui debutto alla Scala è del 1989 nel ruolo di Michonnet nell’Adriana Lecouvreur diretta da Gianandrea Gavazzeni. Come Dandini si alternano i baritoni Nicola Alaimo e Mattia Olivieri e come Alidoro Erwin Schrott, al suo atteso ritorno scaligero, e Alessandro Spina. Le sorellastre saranno interpretate da Tsisana Giorgadze e Sara Rossini (che si alternano nel ruolo di Clorinda) e da Anna-Doris Capitelli (Tisbe).

Ulteriori informazioni: Teatro alla Scala

Photo credit: Marco Brescia & Rudy Amisano

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