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Al San Carlo, la Butterfly secondo Ozpetek: Cio-Cio-San e Pinkerton faranno l’amore

Al Teatro San Carlo di Napoli, martedì 16 aprile va in scena una nuova produzione di Madama Butterfly di Giacomo Puccini firmata per la regia da Ferzan Ozpetek. Le scene sono di Sergio Tramonti e i costumi di Alessandro Lai. Luci di Pasquale Mari. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro di San Carlo Gabriele Ferro. Maestro del Coro Gea Garatti.
Il cast di grande caratura annovera Evgenia Muravyeva Rebeka Lokar che si alterneranno nel ruolo di Cio-Cio-San, Saimir PirguAngelo Villari in quello di Pinkerton, Raffaella Lupinacci e Chiara Tirotta (Suzuki), Giovanni Meoni Filippo Polinelli (Sharpless), Luca Casalin (Goro), Ildo Song (Lo zio Bonzo), Nicolò Ceriani (Il Principe Yamadori), Rossella Locatelli (Kate Pinkerton), Enrico Di Geronimo (Il Commissario Imperiale).

Nonostante il clamoroso fiasco della prima (Madama Butterfly in due atti andò in scena al Teatro alla Scala il 17 febbraio 1904) dovuto alla sua portata innovativa che guardava agli sviluppi più recenti del teatro musicale europeo, Puccini così scrisse a un amico: “Con animo triste ma forte ti dico che fu un vero linciaggio… ma la mia Butterfly rimane qual è, l’opera più sentita e suggestiva che io abbia mai concepito”.
Per la nuova produzione di questa grande opera delle piccole cose, il Teatro San Carlo ha scelto lo sguardo di Ferzan Ozpetek che torna a Napoli dopo i successi de La traviata (in teatro) e Napoli velata (al cinema). L’opera mette al centro l’uomo, come, in effetti, accade anche nel cinema del regista turco. E la musica? «È il linguaggio dell’inesprimibile e dell’inespresso, dice anche il non detto – afferma Ozpetek – È la musica a redimere i personaggi, è una bellezza che sublima. Anche nel cinema la musica è fondamentale, come il silenzio. La densità degli stati d’ animo è fluida, come l’acqua che passa attraverso stati diversi. Ci si commuove solo quando la nostra anima si muove con le emozioni dei personaggi. Mi piace pensare che ciò che resta fuori dall’inquadratura non si perda nel nulla. Si può dire anche senza dire. La realtà del cinema è oltre l’ immagine, riprende la dinamica fluida dell’interiorità»
Si preannuncia quindi una Madama Butterfly originale, ambientata in un villaggio di pescatori di una Nagasaki degli anni Cinquanta.  “Cio-Cio San è determinata, sa perfettamente quello che vuole, non è un personaggio fragile. Tutt’altro” – precisa Ozpetek. “La vera vittima è proprio Pinkerton, sua preda, un burattino nelle sue mani che alla fine diventa vittima di se stesso. Ci saranno scene realistiche, in cui i due amanti faranno l’amore, si desidereranno in maniera fremente”.
Lo spettacolo sarà replicato fino al 20 aprile e poi ripreso dal 25 maggio al 1° giugno.

Ulteriori informazioni: Teatro San Carlo

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