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Al San Carlo di Napoli, Leo Muscato ripristina l’ambientazione svedese di Un ballo in maschera

“Ognuno può facilmente immaginare quanto invasive possano essere state le ingerenze censorie, ma fino a che non le si tocca con mano non si riesce davvero a capire quali enormi compromessi dovevano accettare i compositori, poeti e letterati. Quello che sembra giusto e necessario fare, spesso non è quello che un compositore può permettersi. E nemmeno potremo capire fino in fondo quanto realmente si modifichi il senso dell’opera cambiando ambientazione ed epoca”. Queste le riflessioni di Leo Muscato, il regista che firma Un ballo in maschera, prossima opera in scena al Teatro di San Carlo da venerdì 22 a giovedì 28 febbraio.

Questa produzione del capolavoro verdiano realizzata dalla Malmö Opera e dal Teatro dell’Opera di Roma, con scene di Federica Parolini e costumi di Silvia Aymonino, ripristina sia l’ambientazione originaria dell’azione in Svezia nell’anno 1792, che i nomi del primo libretto di Antonio Somma proposto da Giuseppe Verdi al Teatro San Carlo agli inizi del 1858. La versione originale, quella precedente ai pesanti tagli dettati dalla censura, era basata sul testo di Eugene Scribe, ovvero Gustave III, ou le bal masque (Parigi 1833), che a sua volta si ispirava  al ferimento mortale subito dal re di Svezia, Gustavo III – uomo illuminato e di grande finezza culturale –  in occasione di un ballo mascherato la sera del 16 marzo 1792.
Per le note e già citate vicende legate alla censura, Verdi fu costretto a presentare lo spettacolo a Roma, l’anno dopo, con una nuova ambientazione, Boston alla fine del XVII secolo. “Ci è sembrato doveroso – continua Muscato – conservare la distanza temporale voluta da Verdi che ambienta la sua storia nel 1792, in una corte sfarzosa e divertente. Ballo, inoltre, ha tutti gli archetipi delle favole. C’è il Re, la sua amata, il suo migliore amico, la strega cattiva, il bosco pericoloso, il castello, il ballo. Ci sono l’amore, l’odio, il tradimento, l’onore, il tragico, il romantico. Per questo il nostro incipit è C’era una volta…”.

A dirigere Un ballo in maschera sarà Donato Renzetti, sul podio dell’Orchestra e del Coro (maestro del Coro Gea Garatti) del Teatro di San Carlo. Cast di grande caratura con Roberto Aronica  Celso Albelo che si alterneranno nei ruoli di Gustavo III Re di Svezia (Riccardo), Carlo, Duca di Ankastrom (Renato) avrà la voce di Luca Salsi Seung-Gi Jung, Carmen Giannattasio e Susanna Branchini vestiranno i panni di Amelia. Ulrica, invece, avrà come interpreti Agostina Smimmero Anastasia Boldyreva, Oscar Anna Maria Sarra e Marina Monzò.

Ulteriori informazioni: Teatro San Carlo

Photo credit: Yasuko Kageyama

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