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Sumi Jo, con Yury Revich e Simone Di Crescenzo, celebra Rossini a Firenze

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Giunge alla sua terza edizione Note al Museo, la rassegna concertistica realizzata dall’Opera di Santa Maria del Fiore e che si tiene, a regolare cadenza annuale, nella spettacolare Sala del Paradiso del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, con la direzione artistica di Francesco Ermini Polacci. Una vera e propria stagione concertistica, nata per l’inaugurazione (2015) del nuovo Museo dell’Opera del Duomo e che da allora si è imposta all’attenzione degli appassionati di musica per la qualità e la particolarità delle proposte. Quest’anno, in occasione dell’anniversario per i 150 anni dalla morte di Gioachino Rossini, la rassegna si concluderà con un concerto evento interamente dedicato al “Cigno di Pesaro”.

Il concerto celebrativo, che riunisce un cast di caratura internazionale, vedrà protagonisti il violinista Yury Revich e il pianista Simone Di Crescenzo. Ospite d’onore e madrina della serata sarà il soprano Sumi Jo.
Dopo essere stata scoperta e apprezzata da direttori quali Karajan, Solti, Bonynge, Gardiner, Zedda, Marriner, Sumi Jo continua a brillare da molti anni come stella indiscussa nel panorama mondiale dei maggiori cantanti lirici della nostra epoca. Con oltre 50 registrazioni per le maggiori etichette internazionali, si è imposta all’attenzione del pubblico e della critica quale virtuosa del Belcanto.
Yury Revich, vincitore dell’ECHO Klassik nel 2016 e “Giovane artista dell’anno” all’International Classical Music Awards nel 2015, è considerato uno dei maggiori giovani talenti del violino della sua generazione.
Simone Di Crescenzo, pianista e raffinato accompagnatore di numerose star dell’Opera, si dedica con dedizione e da diversi anni alla ricerca e alla divulgazione del repertorio del Belcanto.

Il trio di artisti proporrà al pubblico una soirée ispirata a quelle che si svolgevano nella prima metà dell’Ottocento, coinvolgendo sia cantanti che virtuosi, soprattutto violinisti. All’epoca il repertorio rossiniano costituiva il fulcro della vita musicale e le celebri melodie come la “Preghiera del Mosè” o la “Canzone del Salice” erano ampiamente conosciuti e amati dal grande pubblico. Occasione di successo per i violinisti, come Paganini e De Bériot, di ricavare dai motivi rossiniani trascrizioni di grande virtuosismo ed immenso impatto sul pubblico. Nel corso di queste serate le primedonne dell’epoca, come la Malibran, la Pasta, la Sontag, la Boccabadati, la Grisi, davano prova della loro arte e delle loro doti vocali nell’esecuzione di brani d’opera e da camera.

Il programma musicale della serata, interamente dedicato a Rossini, prevede l’esecuzione delle due trascrizioni di Paganini per violino e pianoforte tratte dai temi della Cenerentola e del Tancredi di Rossini; di arie da camera del Maestro pesarese estratte dalle Soirées Musicales e dagli Album Italiano e Album français dei Péchés de vieillesse; delle trascrizioni di De Bériot per violino e pianoforte di temi rossiniani da Armida e Aureliano in Palmira e di arie d’opera di Rossini tratte da Il barbiere di Siviglia, Tancredi, Guillaume Tell e Semiramide. Un’autentica rarità: l’Elegia di Rossini per violino e pianoforte dal titolo “Un mot à Paganini”.

Ulteriori informazioni: Opera di Santa Maria del Fiore

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