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Orlando inaugura la sesta edizione di Vicenza in Lirica

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Sarà un sogno barocco, fastoso e sorprendente, ad aprire domenica 26 agosto alle 21, al Teatro Olimpico, la sesta edizione del Festival Vicenza in Lirica, ideato da Concetto Armonico, con la direzione artistica di Andrea Castello. Il gioiello palladiano ospiterà infatti Orlando: ‘Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori…’ dall’Orlan­do furioso tra Ariosto e Vivaldi, spettacolo in forma semiscenica ideato e diretto da Angelo Manzotti, celebre controtenore. Sul palcoscenico, al suo fianco, si esibiranno il giovane contralto vicentino Valeria Girardello, una quindicina tra attori e mimi, Diego Fusari come voce recitante, l’Ensemble ArTime, diretta dal clavicembalista Alberto Maron, e il flautista Mario Mazza. Sontuosi i costumi di Giampaolo Tirelli, impreziositi dalle acconciature di Nadia Ferrari, con Stefano Cisamolo per la parte tecnica.

Prodotto dall’Associazione L’Orfeo e diretto da Manzotti, assistito alla regia da Alessia Mento e Marina Lussignoli, Orlando ha debuttato lo scorso anno, sulla base della trascrizione e revisione curata da Rita Peiretti della partitura originale di Vivaldi, oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di Torino e andata in scena nel 1727 al Teatro Sant’Angelo di Venezia.
Ma che cosa ha fatto innamorare Angelo Manzotti di questa particolare opera di Vivaldi? «Per la parte letteraria – spiega – il fatto che oggi noi ci appassioniamo ai film fantasy senza renderci conto che l’Orlando furioso è un fantasy straordinario: pensiamo solo all’ippogrifo che vola fino alla Luna o all’orca mostruosa dell’isola di Ebuda. E poi c’è la musica di Vivaldi, che in questa composizione propone arie bellissime e intriganti».
Quanto all’impostazione registica, Manzotti si ritrova in pieno nel sottotitolo “Visioni barocche” scelto per questa edizione di “Vicenza in Lirica”: «Anche il nostro Orlando – afferma – nasce da una visione: l’inizio, infatti, è affidato ad una bambina che legge e, così facendo, dà vita ai personaggi e ad alcuni momenti dell’opera, in un affascinante gioco temporale, fra cantanti dell’epoca in cui visse Vivaldi, quindi in abiti del Settecento, e personaggi evocati dal Cinquecento, l’epoca dell’Ariosto». Il tutto in quel gioiello del Rinascimento che è l’Olimpico. Una grande sfida, che Manzotti accetta con emozione, pur dovendo rinunciare – per ragioni tecniche e di sicurezza – a qualche particolare dell’allestimento: «Ma l’Olimpico in sé – commenta – è la più splendida delle scenografie. Qui porteremo questo nostro spettacolo: inusuale, perché unisce letteratura e musica, e che rende omaggio alla grandezza di Vivaldi e Ariosto, il cui poema sarà reso pienamente comprensibile e gradevole».

Manzotti rivestirà tutti i ruoli (Orlando, Ruggero, Medoro e Angelica), mentre Valeria Girardello, 25 anni, darà la voce ad Alcina e Bradamante: «Due ruoli – spiega la cantante – che ricopro per la prima volta, e ne sono felicissima e onorata: la musica è spettacolare, Vivaldi è tra i miei compositori preferiti, quest’opera è fantastica e i due personaggi sono diversi, sia per carattere che vocalmente. E poi, da vicentina, tornare a cantare all’Olimpico sarà meraviglioso: non ci sono parole, è unico al mondo».
Il festival è realizzato in collaborazione con il Comune di Vicenza e le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, con il patrocinio di Mibac, Regione del Veneto e Archivio storico Tullio Serafin e con Il Giornale di Vicenza, Classica HD e 7 Gold come media partner. Sedici le date in cartellone, tra le quali la prima esecuzione assoluta in tempi moderni dell’opera Polidoro di Antonio Lotti, giovedì 6 e venerdì 7 settembre all’Olimpico.

Ulteriori informazioni: www.vicenzainlirica.it

Photo credit: Stefano Picchi

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