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La Stagione d’Opera 2019 del Teatro Comunale di Bologna

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Un cartellone ricco e variegato con importanti coproduzioni italiane e internazionali, una tournée in Giappone con due grandi classici della tradizione del nostro Paese e la consolidata sinergia con il Festival Verdi di Parma e Busseto, per un nuovo anno di teatro e musica che non mancherà di sorprendere: è la Stagione d’Opera 2019 del Teatro Comunale di Bologna, che presenta undici titoli, di cui due in serata unica e sei nuovi allestimenti, per un’offerta ancora più ampia rispetto al 2018. Una “playlist” di opere, pensata per soddisfare gli amanti del grande repertorio lirico italiano – da Gioachino Rossini a Giuseppe Verdi, da Ruggero Leoncavallo a Giacomo Puccini – impreziosita da capolavori come la Salome di Richard Strauss e il Fidelio di Ludwig van Beethoven; una rassegna dei migliori interpreti d’oggi, con un’attenzione particolare ai talenti nazionali.

Sarà Il trovatore di Giuseppe Verdi (22-29 gennaio), firmato da uno dei registi più ambiti e conosciuti al mondo, il texano Robert Wilson, a inaugurare la stagione lirica 2019 del TCBO. Di ritorno a Bologna dopo il successo del Macbeth nel 2013 e nel 2015, Wilson porterà in scena un nuovo allestimento del melodramma a tinte forti della prima maturità verdiana, realizzato in felice assonanza con il Festival Verdi che alcuni mesi prima lo presenterà nella versione francese del 1857 con il titolo Le Trouvère. Lo spettacolo è in coproduzione con il Teatro Regio di Parma e in collaborazione con Change Performing Arts. Sul podio il direttore di fama internazionale Pinchas Steinberg; tra gli interpreti principali Riccardo Massi, Guanqun Yu, Dario Solari, Nino Surguladze e Marco Spotti.
Soggetto scandaloso e musica del Novecento animeranno il celebre atto unico di Richard Strauss composto sull’omonima tragedia di Oscar Wilde, Salome (15-20 febbraio), che sarà ripreso nell’allestimento inaugurale della stagione 2010 del Comunale, firmato da Gabriele Lavia e coprodotto con il Teatro Verdi di Trieste. Alla guida di un cast di specialisti del repertorio quali Ausrine Stundyte, Tuomas Pursio, Ian Storey e Doris Soffel, una bacchetta fra le più acclamate della sua generazione come Juraj Valčuha (Premio Abbiati 2018), che tornerà al Comunale per un altro titolo operistico dopo il Peter Grimes del 2017.
Il cartellone proseguirà con una nuova produzione tutta italiana del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (17-28 marzo), diretta da Federico Santi e ideata da Federico Grazzini, poliedrico regista che rivisiterà il capolavoro buffo rossiniano. Tra i protagonisti Antonino Siragusa, Marco Filippo Romano, Cecilia Molinari, Serena Malfi e Roberto De Candia. In concomitanza con le recite del Barbiere, tornerà nella Sala Bibiena una delle produzioni che ha fatto più parlare nelle ultime stagioni bolognesi: il Rigoletto di Giuseppe Verdi (19-30 marzo) firmato da Alessio Pizzech, regista diviso fra prosa e lirica che, dopo il debutto nel 2016, riporterà in scena il buffone di corte più famoso della storia dell’opera con una proposta rinnovata nei costumi dei protagonisti. La direzione sarà affidata a Matteo Beltrami, mentre sul palco interpreteranno i ruoli principali Alberto Gazale, Stefan Pop, Desirée Rancatore, Lara Lagni, Anastasia Boldyreva e Abramo Rosalen. Entrambi i titoli, Il barbiere di Siviglia e Rigoletto, saranno proposti in Giappone per la tournée in programma dal 10 al 27 giugno.
Il terzo grande titolo verdiano della stagione sarà La traviata (28 aprile-8 maggio), una coproduzione con il Teatro Regio di Parma andata in scena con successo a Busseto nell’edizione 2017 del Festival Verdi. L’allestimento in chiave contemporanea del giovane regista Andrea Bernard (vincitore del prestigioso concorso European Opera Directing Prize nel 2017) non lascerà alcuna concessione all’immagine romantica di Violetta, trasformando il classico verdiano in un dramma dei sentimenti particolarmente attuale, anche se con le radici nel mondo di ieri. Lo spettacolo sarà diretto da Renato Palumbo, con interpreti di rilievo quali Mariangela Sicilia, Francesco Castoro e Simone Del Savio.
A seguire, spazio alla grande “incompiuta” del Novecento con la Turandot di Giacomo Puccini (28 maggio-7 giugno), presentata nella nuova attesissima produzione di Fabio Cherstich, diretta da Valerio Galli, coprodotta con il Teatro Massimo di Palermo. La celebre femme fatale sterminatrice di pretendenti, che scopre l’amore grazie a un principe ignoto, sarà interpretata da Hui He, accanto a voci di fama internazionale come Gregory Kunde, Mariangela Sicilia, In Sung Sim. Particolarmente atteso l’apparato scenico predisposto dai visual artists AES+F, collettivo russo composto dagli architetti concettuali Tatiana Arzamasova e Lev Evzovich, dal grafico editoriale e pubblicitario Evgeny Svyatsky e dal fotografo di moda Vladimir Fridkes.
Tornerà in scena a dieci anni dal debutto al TCBO il musical dell’americano Stephen Sondheim su libretto di Hugh Wheeler, Sweeney Todd (19-23 giugno), conosciuto dal grande pubblico anche grazie al film di Tim Burton con Johnny Depp. Thriller musicale intriso di sangue, mistero e sentimento, ambientato nella Londra vittoriana di fine Ottocento, lo spettacolo sarà riproposto nella versione di Rosetta Cucchi realizzata in collaborazione con BSMT Productions. Sul podio uno specialista del genere come Stefano Squarzina; sul palco un cast di giovani interpreti provenienti dalla Bernstein School of Musical Theater diretta da Shawna Farrell.
La «follia organizzata e completa», per dirla con Stendhal, della più farsesca ed esotica commedia rossiniana, L’italiana in Algeri (9-14 luglio), darà vita al nuovo allestimento del TCBO diretto da Nikolas Nägele con la regia di Giorgia Guerra, realizzato in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife nell’ambito del progetto “Opera Next”, giunto al suo quinto anno. I talentuosi interpreti provenienti dalla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna e dalla Escuela de la Ópera de Tenerife spingeranno all’estremo quell’irresistibile gioco di marionette che solo Rossini ha saputo tradurre in musica.
Pagina in stile “opéra à sauvetage”, genere in voga in Francia negli anni della rivoluzione, il Fidelio (10-16 novembre) rappresenta l’unica prova operistica compiuta di Ludwig van Beethoven, che a lungo la rielaborò con esiti contrastati. Nella nuova versione di Georges Delnon, coprodotta con la Staatsoper di Amburgo, l’opera approderà per la prima volta in Italia a Bologna con la direzione dell’israeliano Asher Fisch e le voci di Lucio Gallo, Erin Caves, Emily Magee, Ruth Iniesta, Petri Lindroos e Sascha Emanuel Kramer.
Infine, due registe per un solo direttore nell’inseparabile dittico di chiusura composto da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo (15-22 dicembre), interpretato dal direttore d’orchestra francese Frédéric Chaslin. La sanguigna e appassionata Cavalleria, riproposta nell’intensa e apprezzata produzione del Comunale che Emma Dante unì nel 2017 alla Voix humaine di Poulenc, sarà abbinata a una nuova produzione in prima italiana dell’altro titolo-manifesto del verismo, Pagliacci, coprodotto con il Grand-Théâtre de Genève e firmato da Serena Sinigaglia, fra le più interessanti registe di prosa di oggi. Nel primo titolo saranno protagonisti Veronica Simeoni, Roberto Aronica e Dalibor Jenis, mentre nel secondo Carmela Remigio, Stefano La Colla e, ancora, Dalibor Jenis.

I nuovi abbonamenti alla Stagione d’Opera 2019 sono disponibili a partire dal 9 ottobre presso la biglietteria del Teatro e online.

Ulteriori informazioni: Teatro Comunale Bologna

Photo credit: Rocco Casaluci

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